Endoterapia

Nuove tecniche per la cura degli alberi

L’endoterapia è una tecnica che permette di curare le piante nel completo rispetto dell’ambiente circostante, in casi in cui il trattamento tradizionale non si potrebbe eseguire, in quanto:
gli alberi sono vicini alle case
nei luoghi frequentati da bambini
quando gli alberi sono molto alti
quando altri sistemi non risolvono il problema (ad esempio contro la cameraria sugli
ippocastani)
quando si vogliono rispettare gli insetti utili (api o predatori tipo crisopa o coccinella)
quando ci si trova nelle vicinanze di zone a rischio e/o zone con acqua
nelle giornate ventose

Ogni pianta può subìre attacchi di diverso tipo: malattie, insetti, carenze. Per questo motivo ogni pianta va trattata in periodi differenti a seconda di che cosa si deve combattere. L’unica e sostanziale differenza, però, rimane tra le conifere e le latifoglie. Le prime, infatti, vengono trattate soprattutto nel periodo autunno-vernino, poiché al loro interno non vi è presente la resina che ostacola (e di molto) la risalita del prodotto; per le seconde, invece, si può intervenire durante tutto il periodo vegetativo, secondo sempre la patologia che si deve debellare. Questo periodo, ad esempio, è ideale per intervenire contro la processionaria del pino; a maggio, invece, è il momento giusto per intervenire contro la cameraria dell’ippocastano; e in entrambi i casi, indicativamente, basta un solo trattamento all’anno, ma ripetuto per almeno due anni consecutivi.
L’importante, in ogni tipo di trattamento, è intervenire durante una giornata soleggiata, in quanto la pianta svolge più veloce la fotosintesi clorofilliana e, conseguentemente, assorbe più prontamente il principio attivo curativo.

Per effettuare interventi endoterapici, viene utilizzato un macchinario dotato di serbatoio dentro cui viene versata la soluzione, che viene successivamente iniettata nel fusto della pianta nel momento in cui gli aghi vengono posizionati nei fori praticati sull’albero (con un normale trapano). Con questo metodo, quindi, non viene disperso nessun fitofarmaco nell’ambiente e il prodotto sviluppa al meglio la propria efficacia. Entrando in circolo con la linfa, infatti, l’efficacia del prodotto è più duratura e permette di proteggere l’intera pianta.

L’aspetto più delicato della tecnica è il foro che viene praticato con il trapano, in quanto si causa una piccola ferita negli alberi (che peraltro viene fatta per diversi altri motivi: tarli, uccelli, potature ecc.). Questo aspetto si può ridurre utilizzando una tecnica appropriata che si può riassumere in questo modo:
1) diametro del foro ridotto (3-3,5 mm)
2) precisione nell’esecuzione
3) utilizzo di prodotti specifici
4) profondità non superiore ai primi due – tre anelli annuali di crescita
5) disinfezione del foro per favorire la cicatrizzazione (dopo ogni trattamento, i fori vengono tappati con chiodi di amido e sigillati con mastice)
6) utilizzo di una pressione che non rompa i vasi  del trasporto dell’acqua dalla radice alle foglie

Valeria Nicolello

www.nicolellovaleria.altervista.org