Brunnera macrophylla

Porta fiori del raro color celeste, copiosi e durevoli. Ama la mezz'ombra ed è così tappezzante da far fuggire le malerbe.

È un’erbacea perenne certamente e ingiustamente ignota alla gran maggioranza dei lettori.
Porta il nome dei botanico svizzero Samuel Brunner che visse tra il 1790 e il 1844. Originaria del Caucaso, appartiene alla famiglia delle Boraginaceae e non supera i quaranta centimetri di altezza.
Le foglie sono piuttosto grandi, cordate con picciolo assai breve. I fiori sono come quelli del Myosotis (Non-ti-scordar-di-me), celesti con la gola gialla, abbastanza copiosi, durante la seconda parte della primavera per un periodo piuttosto lungo.

Nel giardino

Ama terreni freschi, contenenti humus, e un’esposizione a mezz’ombra, in giardino va usata in masse abbastanza corpose associandola ad altri generi di tipo Hosta, Geranium, Dicentra, felci, fuchsie e altro che prediliga analoghi siti.

Se coltivata bene cresce fitta tanto da impedire la crescita delle malerbe.
Vi consiglio di abbinarla a piante dal fogliame assai diverso tipo felci, dicentre, primule, Hydrangea serrata chinensis, mughetti, ecc.
La Brunnera è conosciuta anche con il nome di Anchusa myosotidiflora e proprio come il Myosotis la farei crescere anche lungo corsi d’acqua dove con ogni probabilità si diffonderebbe dando un carattere naturale al luogo.

Coltivazione

L’epoca per l’impianto o il trapianto è l’autunno o fine inverno, inizio primavera. I periodi possono diventare più ampi se la pianta è stata coltivata in contenitore.

Per quanto concerne la propagazione non vi sono difficoltà. Si semina direttamente in loco o in terrina a fine estate inizio autunno in substrato umido e fresco.

Si possono pure usare sistemi asessuati come la divisione dei cespi in autunno o a fine inverno o per talea radicale, cioè recidendo frammenti non troppo piccoli dell’apparato radicale mettendoli in terreno umido e ben drenato e tiepido per favorire la formazione di vegetazione avventizia. Non ho segnalazioni circa la cattiva riuscita in terreni calcarei.

Foglie (a destra) di Brunnera Macrophylla