Fertilizzazione delle piante floricole

A cura dell'Ufficio Agronomico CIFO

 

L'aria fornisce l'ossigeno e l'anidride carbonica necessari per i processi biologici fondamentali, quali la Fotosintesi clorofilliana e la respirazione cellulare.
L'acqua oltre all'idrogeno e l'ossigeno possiede naturalmente modeste quantità di elementi nutritivi, tra le sue funzioni prioritarie c'è l'assorbimento radicale e la traslocazione delle sostanze nella pianta.
Il terreno è la fonte principale degli elementi nutritivi. Sono stati individuati oltre 60 degli elementi presenti nei tessuti vegetali ma quelli indispensabili per le funzioni fisiologici sono 12 e una loro eventuale disponibilità limitata può portare anche alla morte della pianta. Questo aspetto è importantissimo visto che in florovivaismo, il terreno a disposizione della pianta è limitato (es. vaso) e di conseguenza anche la disponibilità iniziale di elementi nutritivi; per questo motivo diventano determinanti le FERTILIZZAZIONI.

Tutti gli elementi minerali vengono assorbiti dalle piante più o meno facilmente a seconda delle caratteristiche del substrato e delle interazioni che si vengono a creare tra loro.
Se il substrato raggiunge un valore di pH che è sub-alcalino/alcalino, si avrà una difficoltosa la disponibilità della maggior parte dei microelementi. Infatti come evidenziato dalla tabella riportata in seguito si può notare che a valori di pH di 7,5-8 elementi come ferro, manganese, boro, zinco e rame hanno un livello di disponibilità per la pianta limitato, anche con il loro contenuto nel terreno risultasse ottimale.

Inoltre, osservando lo schema di interazioni fra elementi nutritivi si evidenzia come ad esempio l'elemento magnesio sia limitato nell'assorbimento da parte della pianta da elevati contenuti di potassio e calcio, e proprio quest'ultimo sia limitato dal fosforo.

La diagnosi immediata di una fisiopatia non è cosa semplice, ma è molto importante perchè permette un rapido intervento curativo tramite applicazioni fogliari, e perchè segnala l'esistenza di situazioni di squilibrio nutrizionale nel suolo, causate da errate concimazioni o da caratteristiche negative dell'acqua d'irrigazione, che di devono risolvere con appropriati interventi fertilizzanti.
Molte fisiopatie, però, non hanno sintomatologie che si riconoscono in modo repentino, quindi si possono avere effetti negativi sulla produzione senza che la pianta manifesti carenze; per questo motivo sono molto importanti interventi preventivi anzichè curativi.

Dopo queste considerazioni di carattere generale, saranno approfondite le caratteristiche e le azioni dei principali elementi nutritivi nei confronti della colture florovivaistiche.

GLI ELEMENTI NUTRITIVI

AZOTO (N)
Questo elemento può trovarsi direttamente nella sostanza organica oppure in forme minerali (nitrica, ammoniacale e ureica). La forma nitrica è quella direttamente utilizzabile dalle piante, ma è anche quella meno adsorbita dai colloidi del terreno rendendola facilmente dilavabile. La forma ureica è facilmente assorbita a livello fogliare, mentre nel terreno per essere disponibile deve subire il processo di nitrificazione che la trasforma in nitrato; normalmente questo processo è veloce nella stagione calda, mentre è molto lento nella stagione fredda invernale.
L'azoto nella pianta svolge innumerevoli funzioni, ma la principale è quella di essere il componente base degli aminoacidi e delle proteine. Per questo motivo è considerato l'elemento plastico per eccellenza, infatti determina lo sviluppo della vegetazione ed è quindi essenziale durante tutte le fasi di crescita delle colture.
Nella pianta è trasportato per via floematica e xilematica, manifesta una elevata mobilità che si evidenzia anche in casi di carenza perchè si determina una traslocazione delle riserve dalle parti più vecchie a quelle più giovani.
In floricoltura è importante fornire azoto senza eccedere con la frazione ammoniacale perché potrebbe causare danni alle radici nelle colture più sensibili (Geranio, Alyssum, Petunia)

Carenze di azoto
Le cause della carenza di azoto possono essere varie:

  • reale mancanza dell'elemento nel substrato

  • situazione di pH superiore a 8, o inferiore a 6 che ne limita la disponibilità di assorbimento

  • perdite per lisciviazione delle forme nitriche

  • perdite per trasformazione in azoto gassoso

  • ristagni idrici che non consentono l'assorbimento radicale

La sintomatologia della carenza è la seguente:

  • lento accrescimento dei germogli (ad es. nel garofano si sviluppano con difficoltà i germogli ascellari)

  • situazione generale di sviluppo stentato della pianta

  • minore attività fotosintetica

  • sterilità dei fiori e successiva colatura

  • forti ingiallimenti delle foglie basali che possono manifestare

  • in seguito zone necrotiche

Nel caso di eccessi azotati si ha:

  • eccessiva formazione di germogli e foglie (es. foglie eccessivamente grandi in ciclamino)

  • scarsa lignificazione dei germogli (riduzione della resistenza meccanica dei tessuti)

  • fioritura ritardata e non uniforme

  • maggiore predisposizione ad attacchi patogeni

Aspetti pratici delle distribuzione
Essendo l'azoto un elemento facilmente dilavabile, è consigliabile eseguire le distribuzioni frazionando gli interventi tramite periodiche fertirrigazioni. E' consigliabile utilizzare formulati esenti da urea dato che non viene utilizzata dalla pianta. La soministrazione di tale elemento, anche nella forma ammoniacale, è molto importante nelle fasi di crescita vegetativa iniziale.

 

FOSFORO (P)
Il fosforo nel suolo si può trovare contenuto nella sostanza organica, in forma di ione fosforico direttamente utilizzabile dalle piante, oppure in forma di fosfato che è fortemente trattenuto dal potere adsorbente del terreno, che ne limita la diffusione e la disponibilità per le piante. In certi casi le interazioni tra fosfati e terreno sono molto forti, così da determinare un blocco della disponibilità del fosforo a causa della formazione di composti minerali insolubili, come ad esempio il fosfato tricalcico (retrogradazione).
Il fosforo nella pianta svolge funzioni plastiche ed energetiche poichè entra nella composizione di molecole fondamentali nella biologia vegetale quali gli acidi nucleici (DNA-RNA) e l'adenosintrifosfato (ATP). Inoltre è un attivatore di numerose attività enzimatiche, entra nella composizione delle sostanze di riserva e delle vitamine.
Gli effetti che comporta sulla vegetazione riguardano lo stimolo della formazione di fiori e delle radici, promuove la lignificazione dei tessuti.

Carenza di fosforo
Le cause che determinano la carenza di fosforo sono riconducibili ai seguenti aspetti:

  • reale carenza nel substrato

  • in terreni con pH alcalino e calcare elevato, si formano composti insolubili (fosfato bi e tricalcico)

  • in terreni acidi si formano composti insolubili con ferro e alluminio rendendo anch'essi indisponibili per le piante (fatto molto importante e sentito per le ortensie)

  • ristagni idrici e terreni freddi che limitano l'attività di assorbimento radicale

  • terreni argillosi, con elevata capacità di scambio cationico, che adsorbono fortemente il fosforo

  • scarsa presenza di sostanza organica

La sintomatologia della carenza di fosforo è la seguente:

  • scarso sviluppo (nanismo)

  • apparato radicale ridotto

  • tessuti scarsamente lignificati e poco eretti (tipico nella rosa)

  • foglie piccole, esili, con colorazione bronzea

Il fosforo ha notevoli interazioni antagoniste nei confronti di altri elementi nutritivi (ad es. ferro, calcio, zinco), per questo motivo un elevato contenuto di fosforo nel terreno può provocare la carenza indotta di altri elementi.

Aspetti pratici della distribuzione
Gli apporti dei fertilizzanti ad elevato tenore in fosforo sono consigliabili nelle fasi iniziali e centrali dello sviluppo della pianta, per favorire la formazione di radici e l'induzione alla fioritura. Il fosforo è utile anche nelle fasi successive, però eccessi in colture acidofile o nell'ortensia potrebbero compromettere la perfetta fioritura di queste piante.

 

POTASSIO (K)
Il potassio lo si può trovare contenuto nella sostanza organica, e nella forma minerale adsorbito ai colloidi (scambiabile) e presente nella soluzione circolante (solubile).
L'importanza del potassio nella fisiologia della vite è elevata.
E' risaputa l'influenza nei processi di sintesi delle sostanze coloranti e aromatiche dei fiori, inoltre stimola la fotosintesi, regola il movimento degli stomi e di conseguenza la traspirazione, favorisce la lignificazione dei tessuti e la regolazione del potenziale osmotico perchè aumenta la concentrazione salina della linfa.
Gli effetti che si hanno nelle piante florovivaistiche riguardano una miglior lignificazione dei germogli, resistenza a stress idrici e ad arrossamenti fogliari estivi, maggior efficienza radicale. A livello produttivo si ha una miglior formazione dei fiori, colorazione intensa e brillante con piante meno sensibili ad attacchi di patogeni..

Carenza di potassio
Le principali cause che determinano la carenza di potassio sono:

  • insufficiente dotazione dell'elemento nel terreno

  • indisponibilità a causa di pH acidi

  • terreni argillosi, compatti e male drenati

  • eccessi di umidità e basse temperature che limitano l'attività di assorbimento radicale

  • squilibrio con il contenuto di magnesio, che se essendo antagonista del potassio, in caso di rapporto Mg/K maggiore di 5, ne impedisce un corretto assorbimento

La sintomatologia della carenza di potassio è la seguente:

  • le foglie hanno un iniziale ingiallimento del bordo della lamina che può estendersi anche all'interno; successivamente i tessuti colpiti diventano necrotici e la foglia assume un ripiegamento a doccia.

  • i germogli e il fusto sono poco lignificati

  • l'apparato radicale è maggiormente sensibile a malattie

Gli eccessi di potassio determinano soprattutto delle carenze indotte di magnesio (valori del rapporto Mg/K inferiori a 2).

Aspetti pratici della distribuzione
Gli apporti dei fertilizzanti ad elevato tenore in potassio sono consigliabili nelle fasi finali del ciclo vegetativo della pianta e nei periodi autunnali e invernali, per favorire la formazione di fiori intensamente colorati e per aumentare la resistenza al freddo. L'apporto dell'elemento deve essere continuo per permettere la completa lignificazione dei tessuti del fusto e dei germogli, soprattutto nelle piante a più cicli di coltivazione come la rosa. Vista la sensibilità delle piante floricole allo ione cloro sono da evitare apporti di potassio tramite concimi a base di cloruro potassico.

 

MAGNESIO (Mg)
Il magnesio lo si deve considerare per importanza come un macroelemento, sia per le asportazioni che per la funzione che svolge nella biologia delle piante, essendo il costituente centrale della molecola della clorofilla.
Nel terreno è normalmente contenuto in quantità soddisfacente, per cui i casi di magnesio carenza sono spesso indotti da eccessi di calcio e potassio, elementi antagonisti, che ne determinano un mancato assorbimento.
Oltre ad essere importante per la fotosintesi clorofilliana, il magnesio partecipa alla formazione di pigmenti come il carotene e le xantofille, facilita il trasferimento del fosforo negli apici vegetativi e nei semi, entra nella sintesi degli zuccheri e dell'amido ed è attivatore di numerosi enzimi.

Carenza di magnesio
Le principali cause che determinano la carenza di magnesio sono:

  • insufficiente dotazione dell'elemento nel terreno

  • indisponibilità a causa di pH acidi

  • terreni sabbiosi

  • squilibrio con il contenuto di potassio, che se essendo antagonista del magnesio, in caso di rapporto Mg/K inferiore a 2, ne impedisce un corretto assorbimento

La sintomatologia della carenza di magnesio è la seguente:

  • le foglie più vecchie hanno un iniziale ingiallimento internervale; successivamente tali tessuti diventano necrotici e la foglia cade anticipatamente.

  • i fiori sono piccoli e poco colorati

Gli eccessi di magnesio determinano soprattutto delle carenze indotte di potassio (valori del rapporto Mg/K superiori a 5).

Aspetti pratici della distribuzione
Il magnesio è da considerare sempre nei normali piani di fertirrigazione, miscelandolo al concime NPK. In caso i carenza certa sono maggiormente efficaci le applicazioni fogliari con formulati ad elevato potere di assorbimento.

 

CALCIO (Ca)
Il calcio è un elemento che è normalmente contenuto in grande quantità nei terreni e nelle acque di irrigazione sottoforma di carbonati, bicarbonati, ossidi e silicati. Nonostante questo, molte forme naturali del calcio reagiscono con altri elementi (ad es. il fosforo) dando luogo a composti insolubili che ne limitano la disponibilità.
Nella fisiologia vegetale, il calcio riveste diverse funzioni come l'attivazione di numerosi enzimi, neutralizzare gli acidi organici, rallentare la senescenza dei tessuti, conferire maggiore consistenza e resistenza ad attacchi parassitari ai frutti, ma quella che ricopre maggiore importanza consiste nel formare le membrane e le pareti cellulari (calcio + acido pectico = pectato di calcio). Il calcio è assorbito dalla pianta nella porzione apicale della radice, è traslocato per via xilematica tramite flusso di massa, quindi una eventuale fisiopatia colpisce le foglie più giovani.

Carenza di calcio
Le principali cause che determinano la carenza di calcio sono:

  • insufficiente dotazione dell'elemento nel terreno

  • indisponibilità a causa di pH acidi

  • eccessivo contenuto di zolfo o fosforo che legano il calcio formando composti insolubili.

La sintomatologia della carenza di calcio è la seguente:

  • le foglie più giovani non si sviluppano completamente, denotano un ingiallimento generalizzato con successiva necrosi.

  • I tessuti vegetali sono poco consistenti

  • Scarso sviluppo radicale

Gli eccessi di calcio determinano soprattutto delle carenze indotte a carico dei microelementi e del fosforo.

Aspetti pratici della distribuzione
Il calcio se viene apportato tramite fertirrigazione deve essere tenuto in contenitori separati da concimi conteneti fosfati e solfati, ed essere miscelato solo al momento di utilizzo. In caso i carenza certa sono indicate applicazioni fogliari con formulati ad elevato potere di assorbimento.

 

FERRO (Fe)
Il ferro è un microelemento indispensabile alla vita dei vegetali perchè entra nella costituzione di vari enzimi e perchè regola numerosi processi biochimici come la sintesi della clorofilla, la fotosintesi, la respirazione cellulare e la riduzione dei nitrati. Le foglie sono gli organi della pianta che contengono la maggior quantità di ferro, e nei cloroplasti si ha la concentrazione più elevata.
Nel substrato, il ferro è contenuto normalmente in quantità soddisfacente nella forma di ione ferrico (Fe +++), ma per essere assimilato e utilizzato dalla pianta deve essere ridotto nella forma ferrosa (Fe ++), favorito anche da secrezioni radicali.
Nei terreni caratterizzati da pH elevato, con un alto contenuto in calcare, non si ha la riduzione dello ione ferrico a ferroso determinando il mancato assorbimento dell'elemento per insolubilizzazione.

Carenza di ferro
Le principali cause che determinano la carenza di ferro sono:

  • insufficiente dotazione dell'elemento nel terreno

  • eccesso di fosforo nel terreno

  • scarso contenuto in sostanza organica

  • elevata presenza di microelementi antagonisti (Mn, Cu, Zn, Mo)

  • indisponibilità a causa di pH alcalini

  • presenza di metalli pesanti nel terreno (cromo, nichel)

  • ristagni idrici

La sintomatologia della carenza di ferro è la seguente:

  • le foglie più giovani presentano diffusi ingiallimenti internervali che, in casi gravi e cronici, si evolvono in necrosi e determinano la morte della foglia. Le nervature inizialmente rimangono verdi, ma in seguito ingialliscono.

  • Piante stentate

  • Ridotta fioritura

Gli eccessi di ferro determinano soprattutto delle carenze indotte a carico del manganese e del fosforo.

Aspetti pratici della distribuzione
I trattamenti fogliari hanno una prontezza di azione che li rendono consigliabili per i trattamenti curativi; ma se la clorosi ferrica è causata da una reale carenza dell'elemento nel terreno, si dimostrano molto indicati trattamenti integrativi a livello radicale tramite ferirrigazione. Nel caso di trattamenti al suolo sono da preferire formulati contenenti il ferro legato alla molecola chelante EDDHA, mentre per quelli fogliari è meglio la formulazione con DTPA che non è fotolabile.

 

MANGANESE, ZINCO, BORO E RAME
Questi microelementi sono solitamente contenuti in buona quantità nel terreno e nelle acque di irrigazione, anche se possono essere limitati nella disponibilità da pH alcalini e interazioni antagoniste di altri elementi nutritivi.
Le loro azioni nella fisiologia della pianta sono principalmente di tipo catalittico favorendo la sintesi della clorofilla e la fotosintesi clorofilliana (manganese), la sintesi di aminoacidi e delle auxine (zinco), lo sviluppo dei meristemi (boro) e la sintesi proteica (rame).
In florovivaismo tali carenze singole non sono molto frequenti, ma sono spesso correlate ad altre situazioni carenziali creando situazioni di carenze multiple.

Carenza di manganese, zinco, boro e rame
Le principali cause che determinano la carenza di ferro sono:

  • insufficiente dotazione dell'elemento nel terreno

  • scarso contenuto in sostanza organica

  • elevata presenza di elementi antagonisti (P, Ca, Mo)

  • indisponibilità a causa di pH alcalini

  • presenza di metalli pesanti nel terreno (cromo, nichel)

  • ristagni idrici

La sintomatologia della carenza di manganese, zinco, boro e rame è la seguente:

  • le foglie più giovani presentano diffusi ingiallimenti internervali ma tutte le nervature, inizialmente, rimangono verdi, ma in seguito ingialliscono (manganese).

  • Piante stentate, con steli piccoli che si piegano sotto il peso dei fiori (rame)

  • Foglie piccole e germogli a 'rosetta' (zinco).

  • Ridotta fioritura, internodi corti e foglie basali fessurate (boro)

Gli eccessi di questi microelementi determinano soprattutto delle carenze indotte a carico di ferro e altri elementi nutritivi.

Aspetti pratici della distribuzione
Questi elementi si possono apportare in fertirrigazione con formulati che li contengono anche tutti contemporaneamente e nella giusta quantità. Nel caso di carenze in atto sono preferibili i trattamenti fogliari perché hanno una maggiore prontezza d'azione che li rende consigliabili per i trattamenti curativi.

 

TECNICHE DI FERTILIZZAZIONE

FERTIRRIGAZIONE
La fertirrigazione è una tecnica di concimazione che prevede la distribuzione di fertilizzante associato ad acqua d'irrigazione.
La sua applicazione più nota in campo floricolo è quella tramite gli impianti per manichetta forata o con lo 'spaghetto'.
Tale sistema consente un'ottima localizzazione degli elementi nutrizionali vicino all'apparato radicale, migliorando la risposta prodi tutti i fertilizzanti liquidi o idrosolubili.
I principali vantaggi che offre la fertirrigazione sono:

  • Assoluta prontezza d'azione del fertilizzante, che consente di fare gli interventi nel periodo d'effettiva necessità della coltura.

  • Completo assorbimento degli elementi nutritivi apportati.

  • Minor impiego di concimi ed unità fertilizzanti.

  • Evita dilavamenti, inquinamenti delle falde e sprechi d'elementi nutritivi confermandosi tecnica a basso impatto ambientale.

Molto importante nel contesto florovivaistico risulta la qualità dell'acqua utilizzata per la fertirrigazione. Le colture floricole, infatti, sono molto sensibili ad eccessi salini, in particolare se causati da sodio e cloro, e gli impianti d'irrorazione sono danneggiati da tenori elevati di durezza che creano occlusioni nelle tubature e negli erogatori. Infine si è potuto notare che acque fredde, alcaline e ricche in bicarbonati rendono difficoltosa la solubilizzazione dei fertilizzanti idrosolubili rendendo necessarie acidificazioni della soluzione.

INTEGRAZIONE FOGLIARE
La concimazione fogliare ha di solito un'azione integrativa nel complesso della fertilizzazione, però riveste un ruolo fondamentale per il miglioramento qualitativo delle produzioni florovivaistiche.
Tramite la concimazione fogliare si apportano elementi nutritivi e sostanze stimolanti (aminoacidi, vitamine, precursori di carboidrati ecc.) direttamente nella sede di elaborazione vegetale, appunto la foglia, perciò sono sufficienti limitati quantitativi di prodotto per ottenere risultati evidenti.
I migliori risultati si ottengono nella prevenzione o cura delle carenze nutrizionali e di situazioni di stress, dato che già dopo 2 ore dal trattamento oltre l'80% del prodotto è assorbito dalla foglia e poi utilizzato con minor dispendio di energia da parte della pianta. Vista la delicatezza dei petali dei fiori, risulta importante non eseguire applicazioni fogliari con i fiori aperti per evitare la formazione di macchie che renderebbero il prodotto finale commercialmente inadatto.

Sintetizzando brevemente i benefici che offre la concimazione fogliare si può dire che:

  • Completa razionalmente il processo della nutrizione delle piante utilizzando i formulati indicati nelle varie fasi fenologiche, con notevole vantaggio a livello produttivo.

  • Consente di prevenire o curare tempestivamente meso e microcarenze.

  • Esercita un azione stimolante per piante bloccate da fenomeni fisiologici e ambientali avversi.

La CIFO spa ha messo a punto una linea specifica di formulati per nutrire in modo completo tutte le colture del settore FLOROVIVAISTICO. Maggiori informazioni sui prodotti li trovate su WWW. CIFO. IT
 

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