Finocchio: in erboristeria e in cucina

La pianta ha un effetto diuretico molto dolce. Ma attenzione: i preparati a base di olio essenziale, se usati in dosi massiccio, possono avere un effetto narcotico ed irritare le mucose, quindi èopportuno un impiego molto oculato.

Il nome finocchio pare che derivi da foeniculum, diminutivo di foenum = fieno, probabilmente perché la pianta secca ingiallisce e sembra fieno. Le sue proprietà medicinali sono conosciute fin dai tempi più antichi.
Nei Capitolari di Carlo Magno è elencato fra le piante da coltivare obbligatoriamente nei giardini imperiali.
I frutti della pianta, chiamati erroneamente semi, sono ricchi di anetolo, un’essenza che ha proprietà stimolanti e digestive.
Impiego terapeutico
Si usano prevalentemente i frutti della pianta. Le radici sono molto utilizzate in Francia come diuretici.

Carminativo
Fin dai tempi della Scuola Salernitana era conosciuto come potente carminativo. Per questo uso viene spesso associato in parti uguali all’anice, al coriandolo, al cumino dei prati e serve per preparare un infuso da prendere dopo i pasti. Favorisce la contrazione e attiva la secrezione ghiandolare del tubo digerente, evitando così la formazione di gas. Si può usare in dosi leggere anche per i lattanti che hanno dolori intestinali.

Diuretico
Combatte dolcemente le ritenzioni idriche, qualunque ne sia l’origine e la localizzazione. Le cistiti ne traggono un notevole giovamento perché svolge un’azione disinfettante locale.

Galattagogo
Dall’osservazione clinica si è potuto constatare che l’attività ormonosimile dell’olio essenziale influenza tutte le ghiandole endocrine e stimola la secrezione delle ghiandole mammarie, quindi aumenta la montata lattea e rende più digeribile il latte per il neonato.

Per la bellezza
Per rinforzare le gengive: mescolarle in parti uguali argilla verde ventilata e semi di finocchio macinati; usare la polvere ottenuta come dentifricio.

Per gli occhi infiammati: fare impacchi con l’infuso.

In cucina
Da sempre l’uomo si alimenta coi finocchio sia cotto che crudo che è commestibile in ogni sua parte. I frutti vengono usati per aromatizzare gli arrosti, le olive, i pesci, mentre i rametti freschi e selvatici servono per profumare le insalate, inoltre sono indispensabili per preparare la famosa «pasta con le sarde» siciliana.
E’ molto usato nell’industria degli alimentari, in liquoreria e in pasticceria.