Fitofarmaci: mezzi di distribuzione

Caratteristiche delle irroratrici pneumatiche e ad aeroconvezione

 

Irroratrice pneumatica in un trattamento anticercosporico

Vista anteriore di una irroratrice con in evidenza un gruppo per la programmazione e il controllo della distribuzione ed un gruppo di elettrovalvole per l'alimentazione dei settori di barra

Per tutte le macchine per la difesa delle piante, e in particolare per le irroratrici, è doveroso evidenziare il progresso tecnologico che esse hanno compiuto negli ultimi anni, progresso considerevole nelle caratteristiche generali, nei materiali, nell'adeguamento delle prestazioni alle esigenze espresse dal tipo di lavoro, negli aspetti connessi alla sicurezza e ai problemi igienicosanitari. I risultati delle ricerche, ormai estese ad ogni esigenza e ben distribuite su tutto il territorio, hanno orientato costruttori e tecnici nelle scelte e nelle regolazioni e nell'uso delle macchine. La certificazione su macchine nuove di fabbrica, avviata da alcuni anni con buon successo, ha oggi riconoscimenti che vanno oltre l'ambito nazionale, favorendo anche l'esportazione delle macchine e vi sono premesse, a differenza del passato, perché questa lodevole iniziativa continui nel tempo. Il controllo delle macchine in uso, molto difficile e laborioso rispetto alla certi ficazione del nuovo, ha avuto, e tuttora sta avendo, un importante ruolo educativo e di sensibilizzazione su di una realtà altrimenti non conosciuta e sovente inimmaginabile.
I progressi recenti, orientati su molti degli aspetti della distribuzione, hanno certo risolto molti problemi connessi all'uso delle macchine; ma sono affiorate necessità di verifiche e punti nuovi di attenzione che rafforzano la convinzione di dedicarsi al problema con crescenti attenzioni.

Apporti tecnologici
Il ricorso all'elettronica per la determinazione dei parametri di lavoro e/o la regolazione della macchina può fornire contributi elevati per il raggiungimento della precisione nella distribuzione della minima dose efficace di antiparassitario. Si tratta di una serie di dispositivi addizionabili alle macchine, o di serie sulle stesse, in grado di misurare la quantità di liquido erogata (Q in litri/min), la velocità di avanzamento della macchina in lavoro (V in km/h) e quindi in grado di determinare la dose distribuita per unità di superficie (D in l/ha) secondo la nota relazione 600 Q = VDL (con L larghezza di lavoro in metri).
La misura della portata di liquido viene fatta generalmente attraverso flussometri inseriti nella condotta del liquido in erogazione ai quali è collegato un display a cristalli liquidi per la lettura immediata del dato. Il flussometro è spesso rappresentato da un manicotto raccordabile con le condotte, con all'interno un elemento rotante con eliche. La misura della velocità di avanzamento si può avvalere di dispositivi che hanno come riferimento il numero di giri di una ruota in aderenza con il terreno (la stessa ruota della trattrice, ad esempio) o precisi punti di riferimento.
Dispositivi più complessi sono in grado di rilevare portate e velocità della macchina in lavoro consentendo di leggere in continuazione il volume distribuito attraverso un quadro di lettura alla portata del conducente. Tale soluzione può consentire all'esecutore del lavoro sia il corretto impiego del mezzo nel rispetto di quanto è stato programmato, sia la verifica della regolare distribuzione su tutto il percorso.

Dispositivo elettronico per la regolazione ed il controllo delle irroratrici

Dispositivo per il controllo della irrorazione applicato ad una irroratrice

Nelle versioni più sofisticate (e costose) è possibile disporre di un programmatore della distribuzione sul quale impostare il lavoro; il dispositivo, agendo generalmente sulla portata del liquido, corregge carenze ed errori dell'operatore consentendo in tal modo una distribuzione regolare. Con tali accorgimenti, previa opportuna predisposizione, è possibile avere altri importanti dati operativi: superficie già trattata o percorso già effettuato, superficie o percorso ancora possibile con il prodotto del serbatoio, ecc. L'apporto dell'elettronica sulle macchine non si limita a queste soluzioni; le macchine hanno generalmente elettrovalvole per la settorizzazione della distribuzione ai settori di barra; possono avere dispositivi elettrici di apertura e chiusura di barra; dispositivi che consentono l'assetto corretto delle linee di erogazione rispetto alla linea terra; accorgimenti in grado di determinare la presenza e la consistenza del bersaglio, adeguando l'entità erogata alle esigenze espresse, ecc.
Non è solo l'elettronica l'elemento di innovazione delle irroratrici; infatti una attenta osservazione di queste macchine denota la presenza di molti altri particolari costruttivi. Uno di questi è certamente dettato dalla presenza di un certo numero di medi e piccoli serbatoi, in aggiunta al serbatoio contenente la miscela da irrorare. Tale serbatoio che, in risposta ad esigenze di una normativa di controllo per le macchine nuove di fabbrica, in alcuni casi ha subito modifiche nei materiali e nella forma, rappresenta un importante elemento di individuazione della marca e del tipo di macchina; è frequentemente in polietilene, materiale resistente e leggero, ha una valvola di scarico a tenuta, collocata in modo da essere azionata dall'esterno e da consentire uno svuotamento completo a fine esercizio. Accanto al serbatoio del liquido anti parassitario ci sono – o possono esserci – altri serbatoi per il lavaggio del circuito a fine lavoro, per la preparazione delle miscele da distribuire, per il lavaggio dei contenitori di fitofarmaco, appena svuotati, per l'igiene degli addetti al lavoro ed ancora per la distribuzione di sostanze tracciafila. Il serbatoio per il lavaggio del circuito del liquido in distribuzione deve avere una capacità pari o superiore al 20% rispetto a quella del serbatoio principale; esso contiene acqua per eliminare dal circuito le sostanze antiparassitarie rimaste, responsabili di intasamenti e incrostazioni che andrebbero ad alterare l'efficacia distributiva.
L'acqua di lavaggio può essere poi distribuita alla coltura senza causare alcun danno, data la forte diluizione della sostanza chimica ancora presente. Questo serbatoio viene in genere ad integrarsi con quello principale, rispettando aspetto estetico ed efficienza del mezzo. Il serbatoio per una premiscelazione del fitofarmaco, collocato a lato del serbatoio principale, di forma cilindrica o prismatica, consente agli addetti di versare in esso direttamente l'antiparassitario da miscelare; un flusso d'acqua immessa in tale serbatoio favorisce una prima miscelazione e consente di trasferire il prodotto automaticamente nel serbatoio principale.
In questo modo non vi è contatto diretto fra l'antiparassitario e gli addetti alla preparazione delle miscele e si accorciano i tempi passivi collegati ai rifornimenti.
Il contenitore del fitofarmaco, svuotato nel serbatoio per la premiscelazione, contiene ancora l'12% di prodotto ed è molto opportuno un lavaggio con acqua prima dello smaltimento del contenitore stesso. Per tale operazione i costruttori hanno realizzato dei dispositivi di lavaggio costituiti da uno spruzzo iniettato all'interno del contenitore di fitofarmaco già svuotato, allo scopo di asportare i residui di fitofarmaco ancora presenti. L'acqua di lavaggio può confluire nel serbatoio principale. Tali dispositivi possono consentire, con opportuni accorgimenti, il lavaggio di contenitori sia rigidi che flessibili, di differenti capacità e di diverso materiale.
Una recente indicazione consiglia, e presto forse obbligherà, le installazioni nella macchina di un piccolo contenitore con acqua per l'igiene elementare degli addetti al lavoro, indispensabile qualora gli stessi vengano a contatto con le sostanze in distribuzione. Tale contenitore è provvisto di rubinetti per avviare e arresta re l'erogazione dell'acqua.
Infine un cenno va fatto anche sui dispositivi per la distribuzione di sostanze schiumogene, utilizzate come tracciafile. La sostanza schiumogena è contenuta in un serbatoio e viene distribuita ad intervalli all'estremità di barra, in modo da lasciare sul terreno una traccia utile per evitare sovrapposizioni o strisce non trattate.
L'ammodernamento va ben oltre i dispositivi di cui si è fatto cenno: materiali, spruzzatori poligetto con antigoccia, filtri centralizzati autopulenti, diffusori sagomati per avvicinare l'apparato di distribuzione al bersaglio sono altrettanti particolari costruttivi finalizzati al miglioramento delle prestazioni delle macchine. Interessanti sono poi alcune innovazioni meccaniche tuttora in fase di sperimentazione quali ad esempio gli accorgimenti che consentono le applicazioni mirate sul solo bersaglio, in relazione alle dimensioni e allo spessore dello stesso, o i dispositivi che consentono di irrorare le sole aree infette. Sono questi obiettivi ambiziosi che la moderna tecnologia ha in esame e che intende raggiungere. Altro obiettivo è rappresentato dagli accorgimenti, ora al vaglio della sperimentazione, costituiti da dosatori che iniettano il fitofarmaco solo nel tratto terminale del circuito idraulico con acqua in pressione.
Nel punto della iniezione avviene la miscelazione; in tale modo solo barra e spruzzatori sono a contatto con la sostanza chimica. Tale accorgimento consente nel contempo l'impiego simultaneo di più prodotti collocati in altrettanti contenitori.

Serbatoio per la premiscelazione

Irroratrice ad aeroconvezione in grado di trattare piante arboree di alto fusto

Riscontri sperimentali
Nella sessione sulla "distribuzione di fitofarmaci" sono state presentate dieci relazioni su argomenti diversi. Esaminando i contenuti dei lavori presentati da vari autori si possono fare alcune considerazioni di generale interesse. Si tratta di dati sperimentali su interventi fatti con irroratrici pneumatiche e meccaniche, su colture arboree, arbustive ed erbacee e di dati rilevati in laboratorio.
Sulle colture arboree un risultato interessante è scaturito dalla distribuzione del prodotto antiparassitario solo in presenza della vegetazione, commisurando la quantità erogata alla dimensione del bersaglio da trattare (1). Tale soluzione ha dimostrato di ridurre le dosi applicate in modo sensibile (fino a 2/3) con i conseguenti effetti economici ed igienicoambientali. Risparmi di prodotto sono stati ottenuti anche con barra schermata, con recupero di prodotto non a bersaglio, operanti a cavallo delle piante (2). Tale soluzione riduce la dispersione di prodotto a terra e nell'atmosfera dimostrando di poter recuperare il 2030% di prodotto non a bersaglio.
Interessanti sono anche i risultati ottenuti con l'applicazione sulla vite di "dosi minime efficaci" che comportano risparmi globali di fitofarmaco molto significativi e comunque correlati alle metodologie adottate per l'applicazione (4).
Sulla vite sono state fatte anche esperienze sulla sfogliatura meccanica per favorire la distribuzione degli antiparassitari sui grappoli e favorire nel contempo il processo di maturazione (5).
I risultati dimostrano la migliore efficacia del trattamento nel defogliato come conseguenza della eliminazione del verde che, quando presente, fornisce uno schermo protettivo dei grappoli d'uva.
Le irroratrici pneumatiche hanno confermato la loro idoneità all'uso in vigneto favorendo interventi a basso volume di liquido irrorato con un interessante riscontro sulle perdite di prodotto a terra (3). Le irrorazioni pneumatiche hanno dato soddisfacenti risultati anche sulle colture orticole dove risultano evidenziati sia l'elevata frantumazione del liquido, sia la buona localizzazione del prodotto collegata ai flussi d'aria inclinati verso il basso (6).
Sulle irroratrici ad aeroconvezione è stata evidenziata l'influenza della dire zione del flusso d'aria sui due lati della distribuzione con erogatori tradizionali e innovativi, con raddrizzatori di flusso e con deflettori sagomati (7).
Interessanti sono i risultati di prove con formulati antideriva, il cui impiego ha consentito di contenere la dispersione di prodotto fuori bersaglio e di non avere effetti negativi collaterali (8).
L'attenzione è stata rivolta anche a strumenti e metodologie idonee a valutare la qualità del lavoro effettuato (9, 10). Per la determinazione del diagramma di distribuzione di una irroratrice ariaacqua per colture arboree è stata dimostrata la validità di un metodo che si avvale di una attrezzatura di rilievo semplificata, agevole nei trasferimenti e nell'uso, e quindi vocata ad interventi aziendali. Si tratta di collocare opportunamente una serie di elementi a forma di imbuti con, nelle parti terminali, provette graduate che possono prevedere o meno una lettura collegata ad un elaboratore dati per evidenziare immediatamente le caratteristiche della distribuzione.
Altre esperienze hanno dimostrato la validità dei prodotti traccianti, da addizionare al fitofarmaco (o con semplice acqua). Il prodotto può poi essere estratto e valutato con idonei procedimenti.

Considerazioni
Tenendo presenti i contenuti delle relazioni introduttive e dei singoli contributi possono essere fatte alcune considerazioni generali che vengono riportate di seguito.

  • Le moderne macchine irroratrici sono in grado di rispondere in gran parte alle esigenze di una distribuzione ben dosata, mirata sul bersaglio; sono altresì rispondenti alle esigenze di salvaguardia dell'ambiente e dell'igiene, sanità e sicurezza degli addetti ai lavori. Esistono margini di miglioramento tecnologico che possono dare ulteriori contributi ad una piena soddisfazione del lavoro. Oltre alle caratteristiche delle macchine sono essenziali una corretta regolazione e un buon uso del mezzo, nonché la necessaria manutenzione.

  • I controlli alle macchine nuove e in uso danno un elevato contributo sia ai costruttori che agli utilizzatori delle irroratrici. Banchi prova e metodolo gie semplificate consentono di agevolare ed estendere tali controlli, in particolare sul macchinario usato, che rappresenta ora la causa di tanti problemi connessi alla cattiva distribuzione.

  • Le irroratrici pneumatiche confermano la loro attitudine alla distribuzione di bassi volumi con riscontri positivi sulla dispersione di fitofarmaco e sull'applicazione dello stesso sulle colture.

  • La distribuzione mirata e limitata alla dimensione del bersaglio da trattare, e le applicazioni delle dosi minime efficaci, consentite da apposita strumentazione, mettono in evidenza la possibilità di un considerevole risparmio di prodotto, con ovvi benefici economici, igienicosanitari ed ambientali.

  • Apparati erogatori modificati e schermati sulle irroratrici tradizionali dimostrano la loro efficacia distributiva con riscontri interessanti sulle applicazioni del fitofarmaco e sul contenimento delle dispersioni dello stesso.