Fitosociologia

La fitosociologia consiste nel descrivere e classificare le comunità vegetali secondo il metodo di Braun-Blanquet (1884-1980), che si basa sull'identificazione delle associazioni vegetali, tipologie elementari riconosciute considerando la composizione specifica delle fitocenosi e non solo la loro fisionomia (Ubaldi, 1997).
In sintesi, lo scopo dello studio fitosociologico è di giungere alla identificazione del tipo di vegetazione a cui la comunità in esame appartiene.
Lo studio di un aggruppamento vegetale si compie attraverso alcune fasi fondamentali che iniziano dal rilevamento fitosociologico.
Questo va eseguito in un'area orograficamente uniforme per esposizione, inclinazione e non interessata dall'intervento dell'uomo. Si individua un popolamento elementare, cioè un tratto di vegetazione omogenea dal punto di vista floristico, fisionomico e strutturale, evitando situazioni di margine e di contatto tra due popolamenti vicini; si annotano tutti i dati descrittivi della stazione di rilevamento, cioè numero del rilievo, data, località, altitudine, esposizione, inclinazione, substrato geologico ed ogni altra eventuale informazione sul tipo di ambiente. Si procede poi alla descrizione della struttura della vegetazione, con suddivisione negli strati arboreo, arbustivo, erbaceo e muscinale, e rispettiva stima percentuale del ricoprimento.
Infine si elencano tutte le specie presenti ed eventualmente si raccolgono i campioni da determinare in seguito mediante l'uso di flore e da conservare in erbario. A ciascuna specie rilevata si assegna un valore numerico (indice) al fine di valutare l'abbondanza-dominanza, secondo scale prefissate.
Al rilevamento fitosociologico segue un attento lavoro di confronto tra i diversi rilievi, che consente di individuare affinità e differenze e, con l'aiuto di un metodo di analisi numerica, riconoscere i tipi fondamentali di vegetazione presente. Si definiscono così unità vegetazionali che, pur avendo varie specie in comune, sono caratterizzabili e riconoscibili per la presenza di specie proprie ed esclusive, o con frequenze nettamente superiori rispetto ad altre unità (specie caratteristiche o specie guida).
Le unità vegetazionali vengono quindi denominate, cioè ricondotte ad una classificazione di riferimento, ed interpretate dal punto di vista ecologico, cercando di risalire alle relazioni con i fattori ambientali che le hanno determinate.
Le informazioni raccolte con lo studio fitosociologico di un'area possono essere sinteticamente rappresentate in una carta della vegetazione (o carta fitosociologica): su una base topografica di scala adeguata si riportano le campiture delle unità vegetazionali individuate. Alle campiture vengono attribuiti una sigla ed un colore che fanno riferimento alla legenda, per rendere più immediata la lettura della carta stessa.