Flora alpina di alta quota

Alle altitudini dove non riescono più a vivere nè alberi, nè arbusti, una numerosa schiena di piante erbacee e licheni copre con vivaci colori le rocce.

<

 

 

 

Veduta di Passo Gavia

Le Alpi sono un sistema montuoso di origine geologica recente (hanno cominciato a formarsi circa 60 milioni di anni fa); si sono formate in seguito a complessi fenomeni orogenetici di subsidenza che hanno sollevato enormi accumuli di sedimenti marini sin sopra il livello del mare.
Nel corso delle ere geologiche le Alpi hanno subito profonde modificazioni causate da eventi di natura geologica e climatica e particolare influsso sulla flora e la fauna del sistema montuoso alpino hanno avuto i periodi di glaciazione. Questi durante le ere geologiche hanno causato sulla flora un certo dinamismo e alcune specie sono state spinte dalle avverse condizioni climatiche verso altitudini minori e talora sino alle coste mediterranee.

 

Le differenti fasce
Prendendo in considerazione le diverse altitudini e le diverse situazioni climatiche e ambientali delle popolazioni vegetali si possono distinguere tre zone principali nell’ambito del sistema montuoso alpino. La prima, compresa tra i 3000 e i 4000 m, e caratterizzata dall’assenza di specie arboree; in questa zona si trovano numerose specie di licheni, che sono vegetali in grado di colonizzare per primi gli ambienti più inospitali. Si riscontrano pero anche alcune specie floreali, generalmente appartenenti a specie endemiche, che sono riuscite a colonizzare alcuni lembi di terra.

Pulsatilla vernalis Androsace alpina
Cerastium uniflorum Particolare del fiore di Sempervivum montanum

Una seconda zona, compresa tra i 2000 e i 3000 m, e caratterizzata da un clima sempre rigido con forti escursioni termiche tra le stagioni, ma che permette l’instaurarsi di una vegetazione arborea costituita prevalentemente da cembri, abeti, pini e larici alle altitudini minori. Infine si ha una zona, chiamata piano sub-alpino, compresa tra i 1000 m e i 2000 m e caratterizzata da estese foreste di larici, pini e betulle. In questa zona sono presenti ampi prati e pascoli che talvolta possono assumere un aspetto stepposo. Nella zona di alta montagna il clima e molto rigido; la presenza di numerosi ghiacciai, di estese pareti rocciose e la persistenza di venti gelidi e secchi rendono difficile la vita delle, piante.
Le poche specie presenti sono piante perenni che passano la maggior parte del loro ciclo vegetativo sotto la coltre nevosa vivono su terreni ben soleggiati in piccoli gruppi compatti per difendersi meglio dalle basse temperature. Vivendo vicine, queste specie riescono a mantenere una temperatura interna maggiore che se vegetassero isolate. Talvolta, per difendersi dal freddo, presentano una peluria sulle foglie ed anche sui petali come per esempio nel caso della Stella alpina (Leontopodium alpinum). La fioritura di queste piante è concentrata in luglio e agosto quando il clima è più mite.

Sempervivum montanum Daphne cneorum

Alcune specie
Tra le specie che vivono a queste altitudini si possono citare: il ranuncolo dei ghiacciai (Ranunculus glacialis), che si spinge sin oltre i 4000 m; la stella alpina (Leontopodium alpinum), dai caratteristici fiori vellutati; la rara sassifraga zolfina (Saxifraga bryoides); l’ambretta strisciante (Geum reptans), dai fiori color giallo zolfo; l’androsace dei ghiacciai (Androsace alpina), che forma compatti cuscinetti dai fiori rosa; la linaria d’Alpe (Linaria alpina), che forma anch’essa compatti cuscinetti dai fiori color blu-viola tra le rocce; la rara genziana a foglie corte (Gentiana brachyphylla), che vive sulle radure soleggiate in piccoli gruppi; infine si può citare la rarissima campanula del Moncenisio (Campanula ansia) presente sull’arco alpino solo in Valtellina (Sondrio) e sulle Alpi piemontesi. Queste piante, che sono riuscite a colonizzare ambienti così particolari e che portano i loro colori sulle nude pareti rocciose, devono essere tutelati e salvaguardati per mantenere integro l’ambiente delle alte quote.

Gentiana acaulis