Flora: isole Canarie

 

Tenerife. Una cappa di nubi staziona spesso sui versanti settentrionali tra gli 800 ed i 1.500 metri.

Echium wildpretii (sullo sfondo il Teide)

Un po' di storia
Studi sulla flora delle Isole Canarie non mancano. Le prime esplorazioni botaniche furono quelle di Francis Masson, raccoglitore del Giardino di Kew, attorno al 1770. Masson inviò a Linneo diverse piante che furono più tardi descritte e denominate dal figlio dello scienziato svedese, mentre altre lo furono per opera del Capo giardiniere di Kew, William Aiton.
Verso la fine dello stesso secolo le Canarie furono visitate dal tedesco Von Humboldt, il quale descrisse le diverse zone vegetazionali delle isole, seguito dal francese Broussonet e, agli inizi del 1800, dal norvegese Christen Smith che operò insiemea Leopold von Buch. Quest'ultimo più tardi compilò un Catalogo delle specie endemiche.
Questo periodo è molto importante per la conoscenza botanica delle Canarie, poiché nello spazio di 20 anni fu portata a termine un'opera fondamentale, la "Storia Naturale delle Isole Canarie" per mano di Webb e Berthelot, i quali raccolsero inoltre le piante in un ricco erbario.
Nella seconda metà dell'800 diversi botanici si avvalsero dell'opera di Webb e Berthelot per allargare le conoscenze sulla flora delle isole. Il botanico spagnolo Ramon Masferrery Arquimbo compilò un Catalogo delle piante di Tenerife, e lo svizzero Hermann Christ lavorò insieme al tedesco Cari Bolle tanto sulla flora delle poco conosciute isole di Lanzarote e Fuerteventura quanto su quella delle isole occidentali.
All'inizio di questo secolo diversi studiosi si occuparono nuovamente del problema ma senza giungere al progettato rifacimento della "Storia Naturale" di Webb e Berthelot. Nel 1913 due botanici di Kew, Thomas Sprague e John Hutchinson furono alle Canarie ed al rientro in Inghilterra scrissero una serie di articoli. Più tardi R. Lloyd Praeger di Dublino studiò la flora succulenta con particolare riguardo al gruppo degli Aeonium, di cui compose una monografia nel 1932.
Studi più recenti, infine, sono stati fatti da C. Ceballos ed F. Ortullo sulla flora forestale, mentre Cornelio Lems ha composto nel 1960 una lista di riconoscimento e Johannes Lid una guida sulla distribuzione di molte specie.
Oggi una realizzazione molto importante è il Jardin Canario Viera e Clavijo di Tafira (Gran Canaria), un vero Orto Botanico che raccoglie una bella collezione di piante endemiche delle isole. Il giardino è il frutto di 20 anni di lavoro del suo primo Direttore, Eric Sventenius, un appassionato botanico che ha contribuito con le SUE pubblicazioni al ridestarsi dell'interesse sulla storia naturale delle Isole Canarie.

Tenerife. Nel Parco Nazionale di Las Calladas vi sono molte piante endemiche.

Gran Canarie. Nel centro dell'Isola s'incontra ancora qualche bosco rado di Pinus canariensis.

Origine delle Canarie e della sua flora
L'origine delle Canarie è stata oggetto in passato di notevoli controversie Con tempo si opinò che queste isole fossero le vette dell'Atlantide, il continente sprofondato nell'Oceano Atlantico, e che gli antichi abitanti fossero gli ultimi superstiti della razza chi aveva popolato il continente perduto Più di recente sono state proposti due teorie. Secondo la prima le isole sarebbero porzioni staccate di Africa spintesi verso occidente. La secondo teoria, invece, attribuisce alle isola un'origine puramente vulcanica.

Tuttavia l'una e l'altra ipotesi hanno un certo fondamento, giacché è possibile che le due isole di Lanzarote e di Fuerteventura facessero veramente parte, un tempo, del Nord Africa e che si siano staccate al tempo della separazione dell'Africa e dell'America, molti milioni di anni fa.
Invece Gran Canaria ed il gruppo delle isole occidentali, cioè Tenerife, La Palma, Hierro e Gomera, sembrano senza alcun dubbio di pura origine vulcanica.
La flora endemica delle isole dimostra di avere una età considerevole. Fossili di foglie e di frutti reperiti in diversi luoghi della regione mediterranea e persino nel Sud della Russia presentano forme identiche a, specie che s'incontrano soltanto nelle Isole Canarie ed a Madera.
Reperti fossili simili alla Dracaena draco ed alle Lauraceae delle Canarie datano del Miocene e del Pliocene, cioè dell'epoca Terziaria, ed hanno più di 20 milioni di anni. In quel periodo la regione mediterranea faceva parte di una conca occupata da un antico oceano, il Mare di Teti, che separava l'Europa dall'Africa. La vegetazione ai bordi di quel mare subtropicale doveva essere molto simile a quella dei boschi di Laura esistenti ancora alle Canarie.
Molte specie che oggi vivono nell'arcipelago hanno parenti prossimi tanto in Sud Africa quanto nel Sud America, così che si può formulare l'ipotesi che a causa dell'espansione della calotta polare e del successivo prosciugamento del Nord Africa con conseguente desertificazione del Sahara, si sia verificato uno spostamento verso Sud della flora subtropicale e la sua parziale eliminazione.
Senza dubbio le Isole Canarie sfuggirono in parte ad entrambi questi cambiamenti climatici, sia per la loro posizione oceanica, sia per l'altitudine dei rilievi, permettendo così la sopravvivenza sino ai nostri giorni di alcune forme vegetali che sembrano i relitti di un'epoca ormai estinta.

Lanzarote. Viti coltivate entro conche per captare la poca acqua piovana e a difesa contro il vento

Tenerife. Un immenso bosco di Pinus canariensis copre tutto il versante nord dell'Isola.

Il clima
Il clima delle Isole Canarie è mediterraneo, anche se alcune condizioni lo modificano alquanto.
Una di queste è la vicinanza delle isole orientali all'Africa e quindi al deserto del Sahara. La seconda è la posizione oceanica delle isole occidentali che si trovano al limite del regime dei Venti Alisei di Nord-Est. La terza ed ultima è la grande elevazione dei culmini dei rilievi di tutte le isole occidentali.
Le Canarie hanno estati molto calde ed asciutte ed inverni miti e piovosi, ma numerose sono le eccezioni.
I venti alisei trasportano l'umidità del mare che, costretta ad alzarsi dalla barriera delle montagne, si trasforma in nubi apportatrici di pioggia dagli 800 ai 1.500 metri. Per questo motivo vi è spesso una cappa più o meno persistente di nubi entro tale livello sul lato settentrionale di tutte le isole occidentali, ciò che influisce grandemente sullo sviluppo della vegetazione spontanea.
Sul lato meridionale di tali isole, invece, le precipitazioni sono quasi assenti, di modo che il paesaggio presenta zone forestali anche importanti alle medie altitudini dei versanti settentrionali, ed una vegetazione tipicamente desertica e xerofitica su quelli meridionali.
A mano a mano che l'arcipelago si spinge verso occidente il clima diventa più umido e la vegetazione più esuberante per la maggiore attività degli Alisei. La grande aridità delle isole orientali e della regione meridionale di Gran Canaria, invece, è dovuta al vento caldo ed asciutto di levante che proviene dal Sahara. D'altra parte le isole orientali sono basse, non hanno rilievi che possano captare l'umidità portata dai venti alisei, e quindi la loro vegetazione è stentata e tipicamente xerofitica.
La temperatura è sempre molto gradevole. Il mese più fresco è il febbraio, con una media di poco inferiore ai 18'C. Il periodo più caldo invece è quello che va dal luglio al settembre con una media oscillante dai 20 ai 25'C nelle isole occidentali. Esistono scarsi dati per Lanzarote e Fuerteventura, ma in tali isole non sono infrequenti medie estive di 35'C, così come accade nella zona Sud di Gran Canaria. L'azione dei Venti Alisei è la causa prima di una differenza di ben 10 gradi fra la costa Nord e la costa Sud delle maggiori isole, nonché della neve che indugia a lungo sul Teide e sul crinale delle montagne durante i mesi invernali.

Le zone vegetazionali
Le varie condizioni climatiche e le diverse esposizioni ed altitudini influiscono in modo determinante sullo sviluppo della flora, di modo che possono essere individuate approssimativamente quattro zone vegetazionali: a) zona arbustiva xerofitica – b) zona forestale perennifolia – c) zona forestale di Conifere – d) zona montana superiore.

a) Zona arbustiva xerofitica
In questa zona, che occupa le parti più basse di tutte le isole, s'incontrano differenti comunità vegetali. Predominano le piante succulente, con gli Aeonium, alcune specie di Euphorbia e diverse Composite. Nelle zone rocciose, specialmente sui basalti e le fonoliti del Terziario, s'incontrano numerosi endemismi relitti che hanno grande affinità con specie dell'Africa meridionale ed orientale e, talvolta, del Sud America.
Nel suo limite superiore la zona xerofitica si confonde con la bassa zona forestale di Erica arborea e Juniperus phoenicea, una vegetazione che ricorda quella di alcune zone della regione mediterranea.

Cheiranthus scoparius nel grande cratere di Las Catìadas

Gran Canarie. Euphorbia, Senecio ed Echium sono le piante che popolano le zone più basse dell'Isola.

b) Zona forestale perennifolia
La zona boschiva con specie sempreverdi è dominata da quattro specie di Lauracee: Laurus azorica, Apolionia barbusana, Ocotea foetens e Persea indica, tutti reliquati della flora mediterranea del Terziario ormai scomparsa, la quale occupò il Sud dell'Europa ed il Nord Africa 15-40 milioni di anni or sono.
Disgraziatamente soltanto una piccola parte di questi boschi ha resistito all'insulto dell'uomo, gli alberi sono stati man mano tagliati per produrre combustibile, per ricavarne legname da opere, per le necessità dell'agricoltura, di modo che in Gran Canaria soltanto l'uno per cento degli antichi boschi è sopravvissuto, mentre a Tenerife ne resta meno del dieci per cento e la loro presenza va rapidamente assotigliandosi. In alcune località il disboscamento è stato così drastico da creare gravi problemi per la conservazione del suolo.
I boschi s'incontrano di solito nelle zone di più elevata piovosità, specialmente lungo i versanti settentrionali delle isole occidentali, ma talvolta possono comparire anche sui versanti meridionali là dove il clima lo consente.

c) Zona forestale di Conifere
Questo bosco naturale delle Canarie si trova da 1.200 a 2.000 metri di altitudine, costituito dall'endemico Pinus canariensis, a Tenerife, La Palma, Gran Canaria e Hierro, mentre manca a Lanzarote ed a Fuerteventura.
Si tratta di una formazione per lo più aperta, con pochi arbusti ed erbe e grande estensione di terreno nudo coperto unicamente dai pini. Accompagnano la conifera diverse specie arbustive, quali Adenocarpus foliolosus, Cistus symphytifolius, Daphne gnidjum e Micromeria sp. Fra le erbe varie specie di Lotus e Asphodelus microcarpus.
In tutte le isole occidentali il Pinus canariensis è stato estesamente ripiantato per un programma di rimboschimento iniziato attorno al 1950. La pianta ha infatti una grande importanza sia come produttrice di legno e di cellulosa, sia per il posto che occupa nella economia idrica delle isole.

Due piante emblematiche delle Canarie, Phoenix canariensis e Dracaena draco

d) Zona montana superiore
La vegetazione delle zone montagnose sopra i 1900 metri a Tenerife, La Palma e, sino ad un certo punto 'a Gran Canaria, è formata da una comunità di arbusti piuttosto aperta dominata da alcuni componenti della Famiglia delle Leguminose. In questa zona s'incontrano diversi endemismi locali, come Echium wildpretli, Pterocephalus- lasiospermum, Spartocytisus supranubius, Piantago webblí e Silene nocteoles. Nel Parco Nazionale di Las Cafiadas esiste la flora montana più ricca dell'Arcipelago e molte delle specie endemiche si possono trovare nelle immediate vicinanze del Parador Nacional, un luogo molto confortevole dove sostare.
Sulle pendici più elevate del Pico del Teide cresce una specie unica, la piccola violetta del Teide (Viola cheiranthifolia). Si tratta di una specie endemica abbastanza frequente localmente, anche se in questi ultimi anni la sua popolazione è andata decrescendo a causa della costruzione di un impianto teleferico che unisce Las Canadas alla vetta del Pico.