Flora: Sri Lanka, India e Himalaya.

 

Sri Lanka
Il musulmano crede che l'Isola sia stata la culla dell'umanità e che Adamo ed Eva, scacciati dal Paradiso Terrestre siano approdati dopo lungo viaggio in un altro paradiso, appunto l'Isola di Sri Lanka. Anche il Ramayana, il grande poema epico indù, scritto sulle foglie di una palma, Corypha umbraculifera, ben 4000 anni fa, parla di Sri Lanka quando narra come l'eroe Rama raggiunse l'isola dall'India per riacquistare, con l'aiuto di una scimmia-dio, la moglie rapita. Queste leggende, tramandate nel millenni attraverso i testi sacri, sono testimoni dell'antica storia e civiltà di questa straordinaria isola.
Che Sri Lanka sia davvero un'isola straordinaria è l'impressione di chi vi arriva, soprattutto se proveniente dai Paesi dell'Europa del Nord. Il clima tropicale infatti permette lo sviluppo di una vegetazione quanto mai ricca e varia che si calcola, nonostante la modesta estensione in più del territorio, di 4000 specie botaniche autoctone, cosa non superata da alcun altro paese del mondo.
La parte occidentale e meridionale dell'isola, che ha una notevole piovosità grazie ai monsoni, ha una vegetazione quanto mai esuberante. In nessun luogo come qui si sviluppano le palme. Le palme da cocco, alte e slanciate, ricoprono gli arenili della costa e si arrampicano sino a 600 metri di altitudine, mentre nelle zone più asciutte predomina l'altissimo Borassus flabellifer. Salendo verso la zona montuosa interna la foresta pluviale equatoriale e più varia ed interessante, là dove le piantagioni di thè non ne hanno preso il posto. Sono enormi Ficus, immensi alberi di Tek ed altri giganti della foresta, alcuni dei quali raggiungono anche 60 metri di altezza, mentre sui rami s'inerpicano le liane, e Pothos scandenti formano veri muri vegetali.
Altre palme sottili ed eleganti stanno di vedetta sui rilievi e nelle radure. Sono Areca dalle foglie pennate, il cui seme viene masticato dai cingalesi come stimolante e per mantenere belli i denti. E' difficile trovare altrove, infatti, le dentature perfette e splendenti degli abitanti di Sri Lanka. Se si sale ancora più in alto il tipo di vegetazione cambia di nuovo: abbondano i cespugli e gli alberi fioriti (Cassia fistula, C. glauca, C. auricularis) e sugli alti rami si raccolgono le orchidee epifite e numerose felci, mentre lo spazio libero viene riempito da enormi bambù.

Cassia fistula dai decorativi fiori gialli è pianta medicinale. I suoi baccelli legnosi contengono coi semi una dolce polpa lassativa

Pothos, da noi coltivato come piante da appartamento, formano nelle foreste di Sri Lankaveri muri vegetali

A proposito di bambù, e attribuita ai cingalesi una particolare tortura, che consisteva nello stendere per terra i prigionieri sopra un germoglio di Dendrocalamus giganteum, il quale in poche ore era capace di perforare il corpo del giustiziato. Questo bambù raggiunge, a pieno sviluppo, l'altezza di 30 metri ed il diametro di 30 cm.
Attorno ai 2000 metri incominciano i rododendri dai brillanti fiori rossi, insieme al thè spontaneo, a magnolie e ad altri arbusti.
Chi va anche per una breve vacanza, nello Sri Lanka, non può non visitare il famoso Giardino Botanico di Paradeniya, presso Kandy, a soli 75 chilometri da Colombo. In tale giardino sono raccolte moltissime piante dei tropici e dell'equatore, provenienti dai Paesi più lontani, e tutte trovano un ambiente estremamente favorevole.
Dalle Dracaena africane ai Philodendron americani, dalle Aphelandra delle Antille alle Cordyline della Cina, dall'Allamanda del Brasile ad una infinità di orchidee di tre continenti.

Sempre ricco di frutti, il Mango (Mangifera indica), è uno degli alberi più belli e più utili

Ixora coccinea è un bellissimo arbusto orinai molto diffuso in tutte le zone tropicali.

Il cingalese è molto portato ad amare le piante ed i fiori; la religione buddista venera i fiori, e questi sono sempre presenti nella vita quotidiana e nel lavoro di ognuno. I templi sono sempre inghirlandati di fiori, l'offerta di fiori da parte dei fedeli è un gentile costume quotidiano. Il Dio dell'Amore indù non attinge forse le sue frecce nel profumo del gelsomino? A causa di questo amore per i fiori molte piante dai bocci profumati popolano i giardini, come Plumeria, gelsomini, gardenie, se ne fanno ghirlande da deporre nel tempio, dove i monaci vestiti di tuniche arancione sostano in raccoglimento all'ombra di imponenti Ficus.
Dal punto di vista economico, dopo la pianta del thè (Thea sinensis), diffusa su vaste superfici, sono le palme ad avere la maggiore importanza. Areca, il cui seme dà, insieme alle foglie di Piper betle, la nota «noce di betel»; Borassus flabellifer che fornisce legno da costruzione, cibo ed un vino fermentato simile ad un dolce champagne; Caryota urens, la cui linfa, sottratta alle giovani infiorescenze, dà pure una bevanda fermentata od anche ottimo zucchero; Corypha umbraculifera, della quale si è già detto all'inizio a proposito della storia dell'isola, che produce semi bianchi e duri come l'avorio coi quali si fanno bottoni; Cocos nucifera che può dare da 5 a 15 noci ogni due mesi e serve a tutto, anche a costruire i muri della casa; Calamus rotang, una palma rampicante dai fusti lunghissimi, con i quali si fanno sedie, mobili e persino… ponti; e infine Arenga e Corypha dal cui midollo si estrae una fecola eccellente usata nella alimentazione, il sago.

Ospite delle zone più umide è Colocasia antiquorum, una Aroidea dalle foglie imponenti

Bergenia, così frequente nei giardini, proviene dall'Himalaya e dalla Siberia. Per questo motivo sono così resistenti nei nostri climi freddi.

India
La favolosa e celebrata India, al contrario di quanto si crede, è un Paese prevalentemente caldo e arido. Infatti i monsoni provenienti da sud-ovest non portano ovunque le loro benefiche piogge, ma soltanto in alcune regioni, come la costa sud-occidentale da Bombay in giù (Malabar), la foce del Gange, l'altopiano centrale del Deccan e le zone prossime all'Himalaya, dove i venti condensano l'umidità portata dal mare contro la grande catena montuosa. Il resto del Paese è poco ospitale per le piante a causa delle torride temperature, e d'altra parte la forte densità demografica nelle zone più fertili ha finito col fare scomparire del tutto l'antica flora spontanea che permane soltanto nelle zone più impervie e fornite di buona umidità. Caratteristiche delle zone più calde ed asciutte sono alcune palme, fra cui Borassus flabellifer, Phoenix nane e Corypha umbraculifera, alcune Cycas, insieme ad Artocarpus (albero del pane) e grandi Ficus (F. bengalensis, F. religiosa, F. elastica e F. krishnae). Lungo la costa del Coromandel, nell'India meridionale, zona molto asciutta, compaiono le specie alofile, come Euphorbia, e altre piante spinose.
Gli alberi sono così rari ed il legno da ardere così scarso che gli abitanti bruciano il letame essiccato, privando così il suolo coltivato dell'indispensabile concime organico. Il ficus tollera bene il caldo ed è senza dubbio il più importante albero da ombra dell'India, sia nei villaggi sia attorno ai luoghi dedicati alla devozione dei fedeli. Sotto un F. religiosa, Budda fu illuminato 2500 anni fa, e sotto un famoso F. benghalensis, dalla immensa chioma di 90 metri di diametro sostenuta da innumerevoli tronchi, Alessandro il Grande trovò riparo con 700 dei suoi guerrieri.
Nelle regioni più umide si ritrovano diverse Aroidee (Arisema, Colocasia, Alocasia), molte felci (Cyrtomium, Adiantum) Musacee ed arbusti sempreverdi (Ervatamia, Serissa, Strobilanthes, Eranthemum., Barleria ecc.) insieme ad erbe perenni assai interessanti (Hedychium Zingiber, Kaempferia, Costus, Elettaria) e rampicanti molto belli, quali Gloriosa e alcune Thunbergia.
Ma molte piante ornamentali vengono coltivate nei giardini e soprattutto attorno ai Templi: Impatiens, Coleus, Canna, garofani, gelsomini, rose, Plumeria, annuali dai colori brillanti , insieme a bambù, basse conifere ed ancora palme, il tutto allietato da fontane e specchi d'acqua. Come presso gli arabi, anche in India il giardino non può essere concepito senza l'acqua, l'elemento che assicura l'irrigazione ed al tempo stesso il raffrescamento dell'atmosfera.

I rododendri dell'Himalaya si sono molto diffusi da noi, specialmente sui laghi prealpini, dove hanno trovato un ambiente ideale

Nella regione ai piedi dell'Himalaya vivono molte orchidee fra cui Vanda, spesso coltivate nelle nostre serre

Himalaya
La zona settentrionale dell'India che s'appoggia alla grande catena montuosa dell'Himalaya ospita una estesa fascia di bassopiani insalubri che circondano la base dei monti. Questa vasta zona, battuta dai monsoni ed a forte piovosità, è occupata da una fittissima giungla dove crescono rigogliosi enormi Ficus, foreste di bambù, spinosi Pandanus, Musa, Cycas e Bahuinia, Hoya rampicanti, molte felci e Phoenix acauli.
Da questi bassopiani si passa a profonde vallate dove i fiumi impetuosi sono alimentati tanto dalle piogge abbondanti (4500 m/m annui) quanto dallo sciogliersi delle nevi degli alti ghiacciai. L'umidità costante della foresta, che gronda acqua, favorisce lo sviluppo rigoglioso delle felci. Ve ne sono almeno 250 specie (Pteris, Pellea, Lygodium, Adiantum) compresa la felce arborea Alsophila gigantea.
L'Assam ed il Sikkim sono particolarmente ricchi di vegetazione e si calcola che almeno 4.000 specie di piante da fiore siano state trovate qui dai botanici. Nella zona tropicale che supera i 2.000 metri di quota, scomparse le palme, abbondano le Orchidee terrestri ed epifite. Sono Cymbidium, Coelogyne, Paphiopedilum, Dendrobium, Vanda, Aerides, Anoectochilus dalle foglie vellutate e molte altre ancora che fanno del paese un vero paradiso degli appassionati di queste piante.
Più in alto ancora, fra i 2500 ed i 3500 metri, ecco le magnolie, i castagni, le querce che crescono insieme a Osmanthus, Trachelospermum, Aralia, Aucuba, Camellia, Hydrangea, Bergenia ecc. Qui incomincia il meraviglioso regno dei rododendri, rappresentati da ben 134 specie, i quali sotto forma di arbusti o di alberi alti anche 12 metri si spingono fin sopra i 5000 metri di quota.
A questo livello essi lasciano il posto alle conifere, fra le quali s'impone il magnifico Cedrus deodara, parente dei due cedri (C atlantica e C. libani) già, ricordati nelle precedenti puntate. Ma la vegetazione non si ferma qui. Piccole specie della flora alpina popolano ancora morene e pareti granitiche, come Leontopodium, Primula, Saxifraga, alcuni Iris e persino Delphinium.
Dall'Himalaya la flora dei nostri giardini ha tratto molte bellissime piante nei secoli scorsi, ed ancora oggi questa vasta regione è fonte di nuove interessanti introduzioni botaniche, talvolta perfettamente rustiche nel nostro clima. Insieme alla Cina ed al Giappone, di cui diremo nei prossimi numeri, l'Himalaya ci ha dato moltissimo, fra cui quasi tutti i rododendri che ammiriamo sui nostri laghi subalpini.