Flora: America centrale e Caraibi

 

Il passaggio dai Caraibi alle Antille è spesso caratterizzato dalla canna da zucchero, qui in fiore alla Martinica.

Scorcio di foresta tropicale.

L'AMERICA CENTRALE
Vi è tuttavia da annotare che spesso il clima cambia da zona a zona in dipendenza della situazione orografica e della esposizione ai venti dominanti. Tutta la ristretta fascia del continente centro-americano è percorsa da una catena montuosa di origine vulcanica che spesso supera i 3.000 metri, con pendici molto ripide soprattutto verso l'Oceano Pacifico. Sulle montagne, quindi, piove assai di più che nelle zone basse, sulla costa orientale, battuta dagli Alisei settentrionali, di più che in quella occidentale. Per esempio, a Limon, nella Costa Rica orientale, cadono ben 4.230 m/m annui di pioggia, mentre a Puntarenas, sulla costa del Pacifico, soltanto 1.080 m/m; in Nicaragua, a Bluefiels si registrano 3.800 m/m, a Managua soltanto 1.140. Tali differenti condizioni di piovosità, oltre che l'altitudine, condizionano quindi la flora che è assai diversa da zona a zona pur presentandosi sostanzialmente di carattere tropicale. Nelle «terre fredde» montane si trovano querce, pini ed abeti (Abies religiosa). Più in basso, verso il mare, compaiono le felci arboree (Alsophila, Blechnum, Cibotium, Cyathea, Hemitelia), alcune Cicadee (Dion e Ceratozamia), la pianta del cacao (Teobroma), il mogano (Swietenia) insieme alle Plumeria dai profumatissimi fiori bianchi e rosati, a diversi rampicanti assai decorativi (Passiflora e Petrea), ad alcune palme di limitato sviluppo (Chamaedorea e Neanthe) ed a specie erbacee interessanti come Heliconia e Cistus. Sugli alberi numerose le Bromeliacee (Guzmania e Tillandsia specialmente) insieme ad una ricchissima serie di Orchidee. La Costa Rica annovera la più grande collezione di orchidee che esista al mondo. Esse crescono nella foresta un po' dappertutto sugli alti alberi. Sono Brassavola, Brassia, Catasetum, Cattleya, Chysis, Epidendrum, Laelia, Lycaste, Maxillaria, Odontoglossum, Oncidium, Sobralia, Stanhopea, Trichopilia, Vanilla e molte altre almeno conosciute.
Sui dossi aridi o rocciosi si ritrova quella flora xerofita già incontrata nel Messico e nelle regioni meridionali degli Stati Uniti: Yucca, Agave, Dasylirion, alcune Cactacee (Lemaireocereus) e diverse Euphorbiacee (Pedilanthus).
Nelle zone più basse, dove la foresta si alterna a campi coltivati, e dove l'umidità è spesso notevole, incontriamo vecchie conoscenze come Philodendron, Syngonium, diverse specie di Begonia, alcune Gesneriacee, numerose felci, oltre le solite Bromeliacee e orchidee che ornano tronchi e rami degli alberi.
La foresta ricopre spesso una buona metà del territorio del paese, mentre il resto è occupato da brevi savane da pascoli e infine da campi regolarmente coltivati.
Si sa che la coltura più diffusa è la canna da zucchero, oggi tuttavia non più redditizia come una volta. Più redditizio è il caffè, anche se impone una notevole mano d'opera, oppure il banano. Il mais e sempre la pianta che riceve le maggiori attenzioni fondamentale com'è per, l'alimentazione delle popolazioni, ma anche i fagioli secchi, il cotone, il tabacco, la manioca, il pomodoro e la patata trovano posto nei terreni coltivati. Si producono, ancora, diversi frutti tropicali, la papaya, il mango, l'avogado, l'ananas, insieme a diversi tipi di agrumi, frutti che vengono sempre offerti sui mercati del luogo. Non è infrequente, infine, incontrare alcuni impianti di Palma da olio (Elaeis guineensis), qui trapiantata dalla nativa Africa.
Ritornando alla flora spontanea, è da dire che molte specie da fiore ed ornamentali oggi coltivate nei nostri giardini e nelle nostre serre sono originarie dell'America centrale. Così diversi Abutilon, certe Calathea, alcune Peperomia, il bellissimo Anthurium scherzerianum, altre Aroidee come Spathiphyllum, Philodendron, Syngonium, Monstera, Achimenes e, tra le piccole felci, certi Adianthum.

 

 

 

 

 I CARAIBI
La flora delle isole dei Caraibi, quell'arcipelago da leggenda compreso fra i 30 gradi di latitudine nord delle Bahamas ed i 10 gradi di Trinidad, è molto simile a quella del continente centro-americano e sempre di carattere tropicale. Essa tuttavia  presenta differenziazioni notevoli fra isola ed isola e, talvolta, fra zone diversamente esposte della stessa isola, a causa della grande variabilità delle precipitazioni. Le isole maggiori, infatti, che sono dotate di rilievi montuosi importanti (di solito di origine vulcanica) beneficiano di notevole piovosità, specialmente in alto, piovosità che alimenta una flora quanto mai lussureggiante. Sulle isole prive di montagne, invece, piove così poco che la flora è di carattere desertico, ridotta a cactus o cespugli spinosi. Inoltre, come già abbiamo visto altrove (Isole Canarie), il lato esposto ai venti alisei beneficia di precipitazioni annue sufficienti od anche abbondanti, mentre la parte opposta dell'isola presenta un clima arido, adatto a piante xerofite e spinose.
Nelle isole e nelle zone gratificate dalla umidità degli Alisei le precipitazioni si aggirano, sulla costa, attorno ai 1.000 m/m annui o poco più, mentre in montagna si raggiungono e superano spesso i 3.000 m/m.
L'agricoltura di quasi tutte le isole, almeno di quelle di maggiore importanza, da Cuba alla Martinica, dalla Giamaica ad Haiti, è stata, impostata da sempre sulla coltivazione della canna da zucchero. Un tempo molto fiorente, l'industria della estrazione dello zucchero dalla canna ha subito un netto declino con l'affermarsi della barbabietola in Europa. Tuttavia lo zucchero, insieme al rhum, rappresenta ancora oggi la base della economia locale, anche se altre piante interessanti come il banano il caffè, il cotone, comuni ai paesi tropicali, offrono produzioni interessanti. Anche la manioca è molto coltivata, rappresentando essa insieme al mais, la base della alimentazione delle popolazioni, le quali amano i colori ed i fiori. Case e villaggi sono spesso rallegrati da piante fiorite, talvolta di origine non locale. Hibiscus, Bougaivillea, Spathodea, Delonix inquadrano l'ambiente insieme a Caesalpinia e Tecoma.
Diciamo ora della flora del luogo, tralasciando le zone aride, dal livello del mare in su. Sulle sabbie che bordano le coste e che costituiscono la maggiore attrattiva per i turisti, oltre all'immancabile Cocos nucifera si trovano alcune piante caratteristiche, come Ipomoea pes-caprae dalle grandi corolle rosate, Canavalia maritima dai fiori papiglionacei di un intenso viola, Sesuvium portulacastrum resistentissimo alla salinità del suolo ed all'ardore del sole.
Dove il litorale è fangoso od acquitrinoso si affermano le mangrovie (Rhizophoa e Avicennia) che affondano le radici come trampoli nel limo della costa.
Nelle brevi savane, zone erbose che spesso precedono le zone coltivate o quelle ancora a foresta, s'incontra un'Acanthacea piuttosto inconsueta, Ruellia tuberosa dai bei fiori blu, ed una Lippia strisciante (Lippia canescens) probabilmente introdotta qui, dal Brasile ed ora divenuta endemica. Essa vegeta insieme ai cespugli di Cassia ed a quelli di Caesalpinia dal fogliame leggero e dai vistosi fiori gialli e rossi. Con i semi duri di Caesalpinia gli abitanti del luogo confezionano caratteristiche collane per i turisti.

Cydista, una Bignoniacea che talvolta ricopre gli alti alberi di festoni meravigliosamente fioriti.

Ai confini fra savana e foresta il paesaggio è spesso allietato da vistose fioriture, quale quella della Cydista aequinoctialis, una robustissima liana (Bignoniacee) che si arrampica fin sulla vetta degli alberi più alti rivestendoli di numerosissime corolle rosa-malva. Oppure dai fiori papiglionacei gialli di un grande Pterocarpus i cui vistosi contrafforti danno alla base del tronco una insolita stabilità e sicurezza. Sui tronchi degli alberi si stendono lunghi fusti spinosi di Hylocereus trigonus, una Cactacea dai lunghi elementi triangolari.
Specie differenti s'incontrano man mano che si sale. Se la piovosità non supera i 1.500-1.800 m/m annui, la foresta asciutta alberga per lo più specie spoglianti e molti alberi d'interesse economico come Tabebuia, Canella, Bursera, Zanthoxylum ecc., tutte entità che poi si ritrovano anche più in alto, sui terreni vulcanici, insieme a Cedrela, Lonchocarpus, Myrcia, Melia ecc.
Nel sottobosco, oltre a numerosi arbusti quali Beloperone, diverse Acanthacee e rampicanti quali Ipomea quamoclit e Stigmaphyllum, si può incontrare l'interessante Pancratium arenicolum e Bryophyllum di grande sviluppo, il B. pinnatum, insieme alla Sansevieria metallica, specie africana ma ormai naturalizzata nei Caraibi. E ancora diverse Peperomia e molte felci, mentre sono rare le liane e le piante epifite.
A dir vero di foresta asciutta oggi ve n'è poca, tutti i terreni di questa zona sono stati messi a coltura. Nei pochi scampoli di foresta che ancora resistono s'incontrano spesso specie note come produttrici di legni pregiati, Hematoxylon, Hymenaea, Pisonia, Pithecellobium (oltre quelle citate prima), tutti molto adatti per ebanisteria e la costruzione di mobilio.
Nelle zone degradate dagli agenti atmosferici o abbandonate dall'uomo compaiono Cecropia e Miconia, insieme ad un singolare Solanum strisciante spinoso dai fiori blu-viola (S. racemosum). E' frequente in questa zona anche la bella Tecoma stans dalle campanelle aranciate, insieme ad acacie spinose e ad una Calliandra dai bei ciuffetti rosso-cremisi. Ancora più ricca di specie, naturalmente, è la foresta pluviale, dove le precipitazioni sono abbondanti durante tutto l'anno e superano spesso i 3.000 m/m. In questa regione prevalgono le specie sempreverdi e la vegetazione è a livelli sovrapposti, con molte liane e molte piante epifite, orchidee, Bromeliacee e pochi arbusti.
Fra le essenze arboree di grande sviluppo vanno segnalate Sterculia caribaea, Amanoa che fornisce un bel legno rosso, Symphonia dalle enormi radici, diverse Lauracee (Ocotea, Phoebe), alcune Myrtacee (Myrcia, Eugenia) e ancora Liconia, Cordia, Simaruba ecc. Ma l'elenco sarebbe assai lungo se si volessero ricordare anche soltanto le specie che rivestono interesse economico, oltre che botanico.
Sotto i grandi alberi vegetano cespugli di Miconia, diverse Piperacee, numerose Aroidee (Anthurium, Monstera, Philodendron), felci arborescenti, mentre sulle biforcazioni dei rami degli alberi si affollano le Bromeliacee epifite (Guzmannia, Tillandsia, Vriesea) e le orchidee.

Tibouchina, molto diffusa, abbellisce i giardini davanti alle case.

Ancora più in alto, sui coni vulcanici che si perdono fra le nuvole che stazionano in permanenza sulle cime delle isole montagnose, gli alberi assumono forme contorte e nane, compaiono le tipiche specie montane come Podocarpus coriaceus, una conifera piuttosto diffusa alle Antille insieme ad una palma di poco sviluppo, la Prestoea montana.
Numerose Lobelia, caratteristiche delle altitudini tropicali, ricoprono i luoghi aperti insieme a Bromeliacee terrestri, a bei cespugli di Tibouchina dai fiori violetti ed a graminacee dalle foglie rigide e taglienti, fra le quali colonie di Epidendrum patens, una inconsueta orchidea terrestre, sospingono i lunghi steli rivestiti di gialli fiori penduli. Più in alto ancora sono muschi, epatiche, licheni, selaginelle, licopodi, sfagni e una piccola pianta arbustiva, il mirtillo di monte (Gaultheria), una Ericacea sempreverde frequente in molte zone fredde, dall'Himalaia alla Terra del Fuoco.
In conclusione le Isole dei Caraibi possono essere considerate, in fatto di flora, come un ponte fra l'America centro-settentrionale e l'America meridionale tropicale. Infatti vi si trovano spesso specie tipiche dell'una e dell'altra regione, ciò che rende questa parte del mondo altamente interessante per il botanico ed il naturalista.