Geranium

Erbacee perenni ideali per le zone che godono di poche ore di sole mattutino e che vivono persino nella da terra di riporto molto calcarea e anche argillosa.

Geranium x magnificum
Geranium x magnificum

Anche se sembra inutile indagare sui motivi di una passione, molti mi hanno chiesto perché coltivo Geranium e ciò mi ha spinto a tentare delle ipotesi. Un piccolo ruolo deve averlo giocato il fatto che il mio piccolo giardino sul retro, quasi seminterrato, gode di poche ore di sole mattutino ed è costituito da terra di riporto molto calcarea e anche argillosa. La presenza di un paio di alberi aumenta le zone d’ombra, ma serve a fornire un po’ di privacy visto che il giardino è circondato da abitazioni. Le piante perenni dovevano perciò gradire l’ombra o la mezz’ombra ed essere tolleranti rispetto alle qualità del terreno, proprio come sono Geranium.

Gradevolissimi sono poi i colori dei fiori. Comprendono, oltre al bianco, svariatissime tonalità di rosa, di lilla, di mauve, di cremisi, di porpora e di violetto fino al blu, anche se un Geranium davvero blu, senza traccia di rosso, per ora non esiste. Inoltre i fiori sono spesso graziosamente venati o sfumati verso il centro e hanno le forme più svariate: alcuni di coppa, altri piatti, altri addirittura ripiegano i petali all’indietro come un ciclamino o reclinano la corolla verso il basso.

Il fogliame è molto vario e decorativo, si potrebbe immaginare che ad una classe di studenti d’Arte sia stato assegnato il compito di disegnare il maggior numero possibile di modelli di foglia entro i confini di un cerchio scrive efficacemente Melvyn Crann in un suo opuscolo su Geranium. Per alcune specie le fioriture sono brevi nel nostro clima ma lasciano sempre un bel cespo di foglie incise dentate, lobate, maculate, pelose e sovente profumate che, in molte specie, assumono brillanti colorazioni autunnali.

Inoltre la stragrande maggioranza non necessita di alcuna protezione invernale.

Quello che preferisco, però, è la deliziosa attitudine tipica di molte specie ad allungare gli steli sottili, col progredire della fioritura, nei cespi di altre piante vicine, ricevendone sostegno in cambio della graziosa fioritura offerta. Questa inclinazione deriva dall’ambiente naturale d’origine: molte specie in natura vivono in prati costituiti da erbe alte o in radure boschive insieme a bassi arbusti, e ‘arrampicarsi’ sulle piante vicine serve a portare foglie e fiori alla luce. Un tale comportamento può essere sfruttato molto bene in giardino dove Geranium può far fiorire un piccolo arbusto fuori stagione, una bassa siepe sempreverde o altre perenni strategicamente disposte fra loro, con un effetto molto naturale e al tempo stesso originale e sofisticato.

In sintesi consiglierei Geranium a coloro che possiedono uno spazio in mezz’ombra con terreno neutro-calcareo, a chi ama le tinte dal rosa al violetto, ma soprattutto a chi preferisce un giardino dal look spontaneo e vorrebbe ricreare vicino a casa un’aria confortevole e fresca di radura nel bosco.

Geranium e Digitalis
Aiuola con Geranium e Digitalis

Altro requisito del coltivatore di Geranium è la pazienza: sovente infatti dovrà spiegare a vicini e passanti curiosi che non è follia sistemare gerani in piena terra e lasciarli lì anche nel freddo e umido inverno della Pianura Padana. Sarebbe così se si trattasse delle piante che praticamente tutti chiamano ‘gerani’, cioè Pelargonium! Ci si può consolare pensando che il responsabile di tale confusione è nientemeno che Linneo il quale, nel suo Species Plantarum (1753), pietra miliare per la nomenclatura delle piante, incluse nel genere Geranium anche gli attuali Pelargonium. Quando, nel 1789, L’Heritier distinse meglio i generi dalla famiglia delle Geraniaceae, i pelargoni provenienti dall’Africa avevano avuto un tale successo col nome di gerani, che non fu più possibile correggere la nomenclatura a livello di opinione pubblica. La confusione sui nomi è ben radicata in tutto il mondo.

Come si coltivano
La prima difficoltà sta nel reperire le piante. Non sono molti i vivai italiani che hanno Geranium in catalogo, ma le specie e ibridi più facili da reperire sono anche i più facili da coltivare, tra questi G. endressii, G. macrorrhizum, G. x magnificum, G. ‘Johnson’s Blue’ e alcuni G. x oxonianum, nome, quest’ultimo, che identifica tutti gli ibridi tra le specie G. endressii e G. versicolor.
In generale la coltivazione non è difficile purché non si dimentichino alcune caratteristiche determinate dall’ambiente naturale da cui ogni specie proviene. Per semplificare al massimo consideriamo che le specie più alte, utilizzate nei bordi misti, in natura crescono nelle zone fresche e temperate del nostro emisfero, spesso nei pascoli umidi di erbe alte e nelle radure dei boschi montani europei e asiatici, mentre quelle di taglia bassa vivono tra le fessure delle rocce o tra i detriti, e saranno adatte al giardino roccioso e ai contenitori.

Geranium orientalitibeticum
Geranium orientalitibeticum

Osservare la pianta, e in particolare le foglie, ci aiuterà nella scelta della posizione. Se le foglie sono ampie, con divisioni poco profonde tra i lobi, una trama evidente, rugosa e un colore verde chiaro, il nostro Geranium amerà l’ombra e l’umidità, se, al contrario, sono piccole, scure e incise fin quasi all’attaccatura del picciolo, divise in segmenti nastriformi, daremo alla pianta un posto luminoso e un terreno ben drenato. Naturalmente le cose non sono così semplici e schematiche, ma gli errori più comuni si possono evitare anche solo con queste osservazioni.

Terreno
Si dice che Geranium non sia esigente in fatto di terreno che deve essere normale e ben drenato; io aggiungerei che poche specie richiedono terreni acidi mentre sono diverse quelle che amano il calcare. Quanto al drenaggio certo è necessario, ma a me pare si trovino meglio, in particolare le specie più alte, da bordo misto, in un terreno che trattenga un po’ l’umidità, un pochino argilloso, come quello che piace alle rose, che, anche per questo, sono tra le più classiche socie di Geranium nei giardini inglesi. Le specie da roccia vanno invece trattate come tali, lasciando loro a disposizione poco terreno ben drenato perché non perdano la compattezza e non marciscano durante gli umidi inverni padani.

Acqua
Anche qui occorre distinguere tra specie alte e basse. Le prime, con grandi foglie a lobi piuttosto ampi, hanno bisogno di irrigazioni frequenti in relazione anche all’esposizione al sole; in certi casi può essere utile una pacciamatura di corteccia o ciottoli. Le specie basse hanno spesso foglie più piccole e molto più divise, segno di una minore necessità d’acqua.

geranium dalmaticum bressingham pink
Geranium dalmaticum ‘Bressingham Pink’

Concimazione
In generale non conviene esagerare col letame nella preparazione del terreno destinato a Geranium; una concimazione troppo organica produrrebbe un grande sviluppo del fogliame accompagnato da una fioritura scarsa, non all’altezza. Questo per le specie da border, mentre per quelle da roccia la dieta sarà ovviamente ancora più magra. Sono ottimi in entrambi i casi i fertilizzanti per piante fiorite a cessione lenta, interrati leggermente durante la sarchiatura primaverile.

Esposizione
La maggior parte è adatta all’ombra leggera, ma nella calura estiva padana anche l’ombra di un bel muro sarà apprezzata come quella di un grande albero. Capita di leggere che al sole fioriscano di più, ma per esperienza diretta direi che hanno più l’aria di sopravvivere piuttosto che vivere al sole. Le dimensioni delle foglie e della pianta stessa si riducono molto e con le ore più calde foglie e fiori si afflosciano assumendo l’aspetto miserando di verdura cotta. L’ideale è il sole delle prime ore del mattino, a meno che non si viva in una zona sub-montana o montana a clima estivo fresco, ovviamente. A conferma di ciò c’è il fatto che, delle quasi 30 specie presenti nella flora spontanea italiana, pochissime e non certo le più interessanti vivono in Pianura Padana.
Il fatto che i Geranium siano adatti all’ombra fa di molti di loro ottime piante tappezzanti sotto rose o altri arbusti, o perfino grandi alberi, ma qualche specie per fiorire necessita di una posizione luminosa con qualche ora di sole.
Fra queste alcune sono specie spontanee in Italia, come G. sanguineum e G. asphodeloides, ma anche G. himalayense predilige le posizioni luminose purché non venga a mancare l’acqua. A quest’ultima specie appartengono i fiori più grandi del genere, grandi coppe blu-viola con centro sfumato in rosso-porpora e belle foglie incise, molto belli in compagnia di rose gialle e albicocca.

Geranium himalayense
Geranium himalayense

Stupendo in pieno sole, anche perché in ombra si rifiuterà di fiorire, il Geranium forse più disponibile e conosciuto, G. x magnificum, ibrido primario di due specie originarie della Turchia nord-orientale e del Caucaso (G. ibericum x G. platypetalum). In maggio produce masse di vistosi fiori blu-viola che sbocciano da pelosissimi boccioli, ben eretti al di sopra di cespi di grandi foglie verdissime, morbide, formate da grandi lobi dentati che si sovrappongono gli uni agli altri. Per queste sue caratteristiche si associa molto bene ai piccoli arbusti o perenni dal fogliame grigio, che saranno disposti opportunamente a ombreggiare il terreno alla base del Geranium.
Altrettanto adatto a questo tipo di associazione e perfino più vistoso è un’ altra specie turco-caucasica, G. psilostemon, dagli affascinanti fiori magenta con venature nere che conducono verso un largo centro nero.

geranium psilostemon
Geranium psilostemon

Sono associazioni senz’altro d’effetto e raffinate, basta trovare il giusto equilibrio specie nell’irrigazione, che dovrà essere frequente per i Geranium visto che necessitano di terreno ben drenato. La fioritura di G. x magnificum dura solo un mese come massimo, mentre quella di G. psilostemon può durare anche più di due mesi se la pianta è ben accestita.

Nella nostra flora spontanea
Perché non cominciare a conoscere e coltivare Geranium della nostra flora spontanea, che, diserbanti permettendo, non sono affatto pochi? In Italia infatti dovrebbe essere possibile trovare oltre 20 specie, tra cui alcune molto adatte al giardino.
Fra i più resistenti rispetto al sole c’è il bellissimo G. sanguineum, che abbellisce in maggio e giugno i bordi delle strade di collina e mezza montagna e che davvero non vuoi fiorire se l’ombra è completa. Forma densi cuscini composti di steli molto ramificati che portano belle foglioline finemente divise e fiori splendenti, che nella specie tipica sono cremisi con stami blu-porpora e numerosissimi. Per l’uso in giardino sono disponibili tante belle varietà, dal prostratissimo G. sanguineum ‘Striatum’ con fiori rosa venati di porpora, originario dell’isola di Walney (Cumbria) in Inghilterra, al più alto del gruppo, l’elegante G. sanguineum ‘Album’, che produce masse di grandi fiori bianco puro su cuscini di foglie verde intenso. Se alla fine di giugno dopo la fioritura si riduce drasticamente la vegetazione, possibilmente prima che maturino i semi, si ottiene più tardi una seconda fioritura più scarsa, ma molto dipende dall’andamento climatico dell’estate. Brillanti i colori autunnali del fogliame.

geranium sanguineum album
Geranium sanguineum ‘Album’

G. tuberosum, da noi ormai raro, ma piuttosto comune in Turchia dove i suoi tuberi vengono addirittura mangiati, affronta il caldo e la siccità andando in una specie di ‘letargo’ estivo. Possiede belle foglie profondamente incise che si sviluppano nel tardo autunno o alla fine dell’inverno e accompagnano all’inizio della primavera bei fiori tra il rosa e il lilla con petali a forma di cuore. Questi fiori si associano bene alle fioritura dei bulbi primaverili e già alla fine di maggio le foglie ingialliscono e spariscono per tutta l’estate, lasciando il posto ad altre fioriture.

Tulipa-Geranium-tuberosum
Geranium tuberosum e tulipani

Tra le specie che tollerano meglio il sole c’è G. asphodeloides, diffuso in Europa e in Asia occidentale e segnalato in Italia nell’Appennino centro-meridionale. Produce molti fiori dal bianco al rosa intenso, spesso con venature più scure, con petali molto separati tra loro, piuttosto stretti, che conferiscono al fiore un aspetto ‘stellato’. Dopo la prima copiosa fioritura in tarda primavera, se ne può ottenere un’altra estiva potando drasticamente il cespo e i lunghissimi steli un po’ disordinati.
Molti Geranium, come ho già detto, hanno la caratteristica di produrre steli sottili e ramificati col procedere della fioritura che molti giardinieri trovano disordinati, ma spesso si tratta solo di trovare loro la giusta collocazione; in questo caso ad esempio si potranno lasciar cadere da un basso muretto o dall’alto di un piccolo masso in un largo rock-garden.

Geranium asphodeloides
Geranium asphodeloides

Abbiamo poi due belle specie tipiche dei prati umidi, che gradiranno una posizione luminosa ma dovranno essere scrupolosamente irrigate. Il primo è  G. pratense, alto e, in maggio, molto ricco di fiori blu-violetto nella specie tipica; molto belle la forma ‘Albiflorum’ e la varietà ‘Striatum’ in cui ogni fiore, a fondo bianco screziato e macchiato di blu, è diverso dagli altri. Il secondo è G. sylvaticum, anch’esso con fiori variabili dal mauve al violetto su steli eretti, frequente ai margini dei boschi e nei pascoli di montagna.

Geranium pratense
Geranium pratense

Molto più tollerante sotto ogni aspetto, compresa la scarsa disponibilità d’acqua, è G. macrorrhizum, ottimo tappezzante anche sotto gli alberi; le sue foglie profumatissime non sembrano avere nemici o malattie e fiorisce due volte, in aprile e poi in giugno con un po’ meno vigore. È utile, anche se non indispensabile, dividere le piante almeno ogni 3/4 anni, per mantenere compatta la copertura del terreno, e si tratta di un lavoro davvero facile visto che la pianta produce rizomi piuttosto superficiali già dotati di radici e che si staccano facilmente. Tra le più apprezzate ci sono la varietà ‘Album’, con fiori a petali bianchi e calice rigonfio rosso, e ‘Ingwersen’s Variety’, di uno stupendo rosa-lilla che Walter Ingwersen, uno dei primi a scrivere su Geranium, trovò in Montenegro nel lontano 1929. La specie tipica possiede invece fiori rosa violaceo.

Geranium macrorrhizum
Geranium macrorrhizum

G. nodosum, abitante dei nostri boschi, figurerà molto bene in ombra tra gli alberi; ha belle foglie verdi con cinque lobi appuntiti e steli esili che portano fiori lilla (ma ne esiste anche una varietà a fiori rosa scuro) ininterrottamente da maggio a settembre.

Dove la luce filtra appena (sto sempre riferendomi ad un giardino padano), G. phaeum cresce rigogliosamente e produce presto in primavera enormi foglie sovente macchiate di marrone scuro nel punto in cui i lobi si dividono. Gli Inglesi chiamano questa specie ‘Mourning Widow’, cioè ‘vedova in lutto’ a causa del colore dei fiori, un rosso purpureo scurissimo tendente al marrone, molto attraente quando un raggio di sole lo illumina dal retro. La prima fioritura avviene in aprile e, asportando gli steli sfioriti, si ripete in giugno. Potremo coltivare insieme alla specie tipica sia la bella varietà ‘Lividum’ dai petali violetto chiaro elegantemente sfumati, che la varietà ‘Album’, a fiore completamente bianco e fogliame verde chiaro.

Geranium_phaeum
Geranium phaeum

Un discorso a parte merita G. versicolor, che A.T. Johnson, un gallese appassionato di piante vissuto a cavallo tra l’800 e il ‘900, definiva ‘l’italiano’, deliziosa pianta della nostra flora spontanea centro-meridionale, noto soprattutto come genitore di una numerosa schiera di ibridi in continua crescita. Si ibrida infatti molto facilmente con G. endressii, originario dei Pirenei ma molto comune ormai nei giardini di tutta Europa, dando origine a ibridi fertili che si incrociano a loro volta tra loro e di ritorno con le specie ‘genitori’, con un effetto cascata di variazioni sul tema che sembra davvero inesauribile. Molti fra questi ibridi hanno da tempo ricevuto un bel nome perché molto adatti al giardino, qualcuno però sostiene che sono troppi e non sempre davvero validi.

Geranium versicolor
Geranium versicolor

Tra i membri di questa numerosa famiglia (la specie G. x oxonianum che raccoglie tutti gli ibridi tra G. versicolor e G. endressii) alcuni sono ormai dei classici e sono G. x oxonianum ‘Claridge Druce’, ‘A.T. Johnson’ e ‘Wargrave Pink’. Altri sono più strani che belli, G. x oxonianum ‘Thurstonianum’ e ‘Sherwood’. Entrambi hanno petali nastriformi e ritorti su se stessi, il primo color porpora venato di scuro, il secondo rosa pallido con venature rosa intenso. All’inizio della fioritura (qui in Pianura Padana intorno alla metà di maggio) producono fiori in cui parte degli stami sono ‘petaloidi’, cioè simili a petali, dando così l’impressione di un fiore doppio. G. x oxonianum ‘Sherwood’ presenta foglie molto più frastagliate al bordo rispetto ai suoi ‘familiari’, quasi volesse richiamare in esse l’effetto lacerato dei fiori.

Geranium x oxonianum 'Thurstonianum'
Geranium x oxonianum ‘Thurstonianum’

Un’aiuola di soli Geranium? 

 

1) Geranium ‘Claridge Druce’
2) Geranium pratense
3) Geranium psilostemon
4) Geranium ‘Hollywood’
5) Geranium ‘Johnson’s Blue’
6) Geranium psilostemon ‘Bressingham Flair’
7) Geranium x magnificum
8) Geranium ‘Wargrave Pink’
9) Geranium himalayense
10) Geranium palustre
11) Geranium macrorrhizum

Se non siete maniaci dell’ordine e della formalità in giardino potete provare lo schema indicato da utilizzarsi in mezz’ombra.
Geranium macrorrhizum si presta bene a delimitare l’aiuola perché alto 30 cm e con vegetazione compatta e ordinata. Abbiate però cura di sistemare le piante in una fila ad almeno 20 cm dal passaggio che intendete mantenere sgombro perché i polloni laterali si allungano velocemente durante la stagione vegetativa. Alle spalle di Geranium macrorrhizum possono essere sistemati Geranium di taglia non molto superiore ma con steli fiorali che si allungano durante la fioritura e potranno quindi adagiarsi sulle grandi foglie pelose e profumate dei macrorrhizum. Ancora più all’interno sistemeremo specie con le stesse caratteristiche, ma più alti di taglia, e contro il muro o recinzione o in centro all’aiuola i più alti della famiglia, i cui steli potranno allungarsi anche più di un metro durante la fioritura, lasciandosi cadere sugli altri, se non sostenuti artificialmente.
Tutto ciò porterà durante il periodo delle fioritura a un intersecarsi di steli sempre più sottili, con foglie sempre più piccole, tutte diverse tra loro e con fiori di fogge e tinte diverse allegramente mescolati.
Nella mia esperienza le fioriture iniziano coi Geranium macrorrhizum in aprile e finiscono con i Geranium x oxonianum alla fine di luglio. A quell’epoca l’aiuola apparirà troppo disordinata e i fiori scarseggeranno, quindi sarà necessario potare i cespi sfioriti, sarchiare e conciliare leggermente il terreno, e attendere la formazione, in verità piuttosto rapida, di nuovi cespi di foglie.
Nei libri di giardinaggio inglesi si parla sempre della produzione di una nuova fioritura dopo questa operazione, ad esempio per i G. x oxonianum, ma a me è capitato solo sporadicamente. Comunque una fioritura complessivamente lunga due mesi e mezzo non è trascurabile. Esistono anche Geranium a fioritura tardiva o comunque che continua fino a ottobre, ma sono specie e ibridi più adatti come tappezzanti che ad un bordo come quelli proposti (es. G. procurrens, G. x riversleianum, G. ‘Ann Folkard’, G. wallichianum ‘Buxton Blue’).

Geranium 'Johnson's Blue'
Geranium ‘Johnson’s Blue’

Questa potatura proprio nel cuore dell’estate rende un’aiuola di soli Geranium perlomeno triste, ma in agosto potremo interrare bulbi di colchici tra i cespi, i quali coloreranno l’autunno insieme alle foglie nuove dei Geranium. Infatti prima di scomparire nell’inverno le foglie di molti Geranium si colorano vivacemente di giallo, rosso e bruno. In primavera spunteranno le foglie dei colchici, larghe e robuste, ma soprattutto lente ad appassire; questo accadrà quando la vegetazione dei Geranium sarà così rigogliosa da farle passare quasi inosservate, almeno così sostiene Trevor Bath, un Inglese esperto non solo in Geranium, ma anche nel consigliare buone associazioni di piante per i giardini.
Durante l’inverno queste aiuole saranno prive o quasi di vegetazione, fatta eccezione per i G. macrorrhizum che conservano buona parte del fogliame (altro motivo valido per usarli a delimitare l’aiuola), ma prestissimo a fine inverno spunteranno i piccoli bulbi primaverili, che avremo scelti tra quelli adatti al giardino naturale, crochi, scille, chionodoxa, ecc.

Geranium come piante da vaso

Molti Geranium sono adatti ad essere coltivati in vaso, tutti quelli di taglia bassa e compatti, gli stessi che ben figurerebbero in un giardino roccioso. Tra questi io preferisco G. dalmaticum e G. renardii. Il primo forma bei cespi di foglioline lucide che si ingrandiscono rapidamente tramite l’emissione di polloni laterali. Le foglie sono davvero ben disegnate e la fioritura è di un rosa luminoso e molto abbondante, ma unica tra fine maggio e giugno. Il G. renardii ha foglie più grandi, grigie e tondeggianti con trama molto evidente (tipo quella delle foglie di salvia). La sua fioritura è precoce, unica e raffinatissima; ai primi di maggio sbocciano grandi fiori dai petali bianchi graziosamente venati in violetto, portati a gruppetti su steli pelosi. Durante l’estate e l’autunno e, se il vaso è riparato, anche in inverno, ci saranno solo le foglie, solo si fa per dire perché sono davvero un bellissimo sfondo per piccole piante a fioritura estiva che potremo coltivare nello stesso contenitore, ad esempio Lobelia erinus o Lobularia maritima.

Geranium renardii
Geranium renardii

G. renardii non soffre la costrizione del vaso, anzi, sembra mantenersi più bello e compatto se non ha troppo terreno a disposizione. Lo stesso vale per un altro bel gruppo di piante, G. cinereum, che, come dice il nome, hanno foglie color cenere in quanto coperte di piccoli peli; essi formano piccoli cespi compatti dai quali si sollevano steli con fiori dei colori più vivi, magenta, cremisi, rosa con venature porpora, spesso con un attraente centro nero. La fioritura avviene tra maggio e giugno e, a volte, si ripete nell’estate.

geranium cinereum 'Laurence_Flatman'
Geranium cinereum ‘Laurence_Flatman’

Il contenitore dovrà avere pareti spesse e lente a riscaldarsi, un drenaggio ben curato e dovrà essere sistemato in posizione aperta e luminosa. Sono utilizzabili in contenitori, non troppo piccoli, diverse varietà di G. sanguineum e G. macrorrhizum, o i deliziosi ibridi di quest’ultimo con il G. dalmaticum, cioè G. x cantabrigiensis, sia ‘Biokovo’, bianco rosato, che ‘Cambridge’ rosa violaceo. Tutte le fioritura finora citate sono più o meno lunghe ma uniche, il che potrebbe essere un handicap soprattutto nei vasi.

Per fioriture decisamente più lunghe bisogna rivolgersi a ibridi interspecifici. Tra questi G. x riuersleianum, nome che indica tutti gli ibridi tra G. endressii e G. traversii, il primo originario dei Pirenei e il secondo dell’isola di Catham, al largo della Nuova Zelanda. Fra questi mi sento di consigliare G. ‘Mavis Simpson’, bellissima pianta a fogliame grigio-verde con fiori di un rosa lattiginoso che in maggio si annidano tra le foglie; poi, durante l’estate, gli steli si allungano fino anche a 60-70 cm ramificandosi con generosità e formando ampi tappeti fioriti adatti come copertura del terreno, ma anche, in un contenitore sospeso, a creare una deliziosa cascata di fiori accompagnati da foglie sempre più piccole fino a ottobre inoltrato. D’inverno la pianta scompare completamente ma, nella ciotola all’ingresso di casa mia, rispunta ogni primavera in gran forma.

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Geranium riuersleianum ‘Mavis Simpson’

Altrettanto bello è G. x riversleianum ‘Russel Prichard’ che si distingue dal precedente per il colore rosa scuro brillante dei fiori e per una minore rusticità, che però non ho ancora avuto l’opportunità di verificare.

La popolazione dei Geranium con la spiccata attitudine a produrre lunghi steli dalla fioritura ricca (‘trailing’, per gli inglesi), ottimi come tappezzanti, ma belli anche quando ricadono dai bordi di un contenitore, sta fortunatamente aumentando. Infatti la popolarità dei Geranium in Inghilterra è in crescita dai primi anni Ottanta e ciò ha stimolato la ricerca nel settore della ibridazione. Le novità più interessanti per il giardino ci arrivano dalle isole Orcadi, dove vive Alan Bremner che si dedica con successo da alcuni anni all’ibridazione di Geranium. Alcuni degli ibridi da lui ottenuti e introdotti in commercio sono risultati molto adatti al giardino. In alcuni casi si è ottenuta una rifiorenza davvero eccellente, in altri si è migliorata la rusticità , in altri si è ottenuto un colore speciale. Tra i pochi che sono riuscita a conoscere ‘personalmente’, vedrei bene ai bordi di un grande contenitore G. ‘Sea Spray’, ibrido tra due basse specie neozelandesi di origine, che produce belle foglie color bronzo opaco e fiori non grandi ma numerosissimi per tutta la stagione, color latte appena rosato. I suoi steli fioriferi si allungano pare anche fino a un metro.
Le associazioni possibili sono molte, ad esempio l’edera a foglie piccole variegata in bianco o, meglio, Glechoma hederacea variegata. Il contenitore andrà poi sistemato o appeso in posizione luminosa, ma in ombra nelle ore più calde del pomeriggio.

Altro interessante Geranium adatto soprattutto a tappezzare il suolo alla base di un arbusto coltivato in contenitore è G. orientalitibeticum. Non supera i 20 cm di altezza e fiorisce una sola volta tra maggio e giugno con grandi fiori rosa con centro bianco. Possiede belle foglie verdi, incise e maculate in due toni di verde, che assumono interessanti colorazioni autunnali, prima di sparire completamente per tutto l’inverno. Si diffonde rapidamente nel terreno con le sue radici formate da catenelle di piccoli tuberi collegati tra loro e tende ad essere infestante rispetto ad altre piante delle sue dimensioni. È facilmente riproducibile dividendo le catenelle di tuberi al primo accenno di risveglio vegetativo a fine inverno.