Gli orti romani, spazi verdi condivisi

Una mappa on line per censire gli orti e i giardini condivisi di Roma

La città di Roma ora ha la sua mappa degli orti condivisi. Sono circa 50 gli spazi verdi condivisi riportati nella mappa, fra giardini, orti e ‘giardini spot’ ad opera di cittadini e associazioni che in prima persona ne curano la realizzazione e/o gestione contro il degrado delle aree verdi urbane a Roma. Queste sommate ai 65 siti di orti spontanei individuali portano ad oltre 100 le aree di questo nella città.

Nella mappa sono segnalate anche alcune significative esperienze riguardanti le fattorie urbane, le case della partecipazione ed altre forme di gestione di aree verdi come i punti verdi qualità e le aree gestite da associazioni consolidate.

Una pratica comune diffusa in molte città d’Europa, d’importazione americana, che sta prendendo piede anche da noi. Si tratta di piccole aree verdi, per lo più su proprietà pubbliche, gestite da associazioni di cittadini. Lo scopo è di impedire il degrado e, al tempo stesso, dare l’opportunità di tessere dei legami sociali tra gli abitanti di un quartiere offrendo loro un luogo aperto a tutti, sede di attività conviviali che favoriscono l’incontro e l’interazione sociale.

Aree abbandonate o parchi senza manutenzione, in centro e in periferia, sono il campo di sperimentazione di nuovi spazi pubblici di relazione a contatto con la natura, che caratterizzano l’ultima stagione dell’urbanistica romana in cui i cittadini si mettono insieme per recuperare gli spazi per piccoli orti, aree gioco e giardini.

Perché fare una mappa?

Perché esiste una realtà ricca che si sta sviluppando e che non è stata ancora censita. La creazione di una mappatura delle realtà esistenti, è avvenuta sia aggiungendo punti sulla mappa, sia attraverso foto e testi sulle realtà individuate.

Giardini condivisi. Si tratta di piccoli giardini o parchi realizzati e/o gestiti su iniziativa spontanea da un gruppo di cittadini e/o associazioni in aree abbandonate o degradate della città. Sono fondati sul lavoro di volontari e quindi sull’auto-organizzazione creando un legame sociale nel quartiere e spesso costituiscono una sorta di giardino-presidio della biodiversità. In modi diversi il giardino condiviso sembra avere la capacità di accogliere quelle esigenze umane primordiali che si stanno lentamente deteriorando nei contesti urbani. La cura di un giardino crea un nuovo senso di appartenenza e quindi di responsabilità verso lo spazio urbano e il verde che ne fa parte.

Orti. Si tratta di piccoli appezzamenti coltivati in contesto urbano. Fra questi sono stati inclusi nella mappa quelli frutto di una gestione comunitaria oppure con valore sociale, educativo e ambientale mentre non sono stati valutati di interesse i moltissimi orti abusivi coltivati individualmente. L’orto spontaneo non contribuisce quasi mai alla nascita di una rete sociale. Gli orti in qualche modo coordinati e frutto di un lavoro collettivo, invece, hanno sempre queste funzioni. Gli orti spontanei sono stati censiti dal Comune di Roma: 67 siti per un totale di 2500 orti su 90 ettari.

Alcuni orti comunitari hanno un valore ambientale per il fatto che non sfruttano il terreno fino all’ultimo centimetro. Alle piante spontanee e selvatiche viene lasciato il loro spazio per riportare equilibrio in un terreno spesso esausto o che ha vissuto periodi incolti che ne hanno impoverito la biodiversità.

Giardini spot. Giardini realizzati in un breve arco di tempo attraverso un’azione spontanea di un gruppo di cittadini e/o associazioni. La modalità è provocatoria per dare maggiore dignità a parti abbandonate della città attraverso una sensibilizzazione del pubblico sulle tematiche ambientali.

Fattorie didattiche. In alcune delle Aree Naturali Protette di RomaNatura è attiva una rete di fattorie didattiche che offrono un servizio sociale ed ambientale oltre a quello produttivo. Le aziende hanno realizzato un percorso didattico e laboratori per le scuole per mostrare dal vero le colture e gli allevamenti tradizionali dell’agro romano insieme ai processi di produzione e di trasformazione degli alimenti al fine di far apprezzare la vita naturale della campagna e i suoi prodotti.

Case della partecipazione. Strutture aperte al pubblico che offrono l’utilizzo dei propri spazi alle associazioni e comitati di quartiere oppure per iniziative di tipo culturale. In alcuni casi consentono l’apertura di uno spazio specializzato di informazione, di dialogo e di progettazione condivisa nei singoli quartieri della città. Sono state incluse nella mappa pur non essendo aree verdi perché sono spazi istituzionalizzati dove si incoraggia la partecipazione del cittadino.

Consulta la mappa degli orti della città di Roma

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