Glicine: come potarlo?

Di fronte ai getti di questo rampicante rimaniamo tutti un po' sconcertati e finiamo per lasciarlo crescere disordinatamente, senza alcuna potatura. Ma a lungo andare i suoi tralci si avviluppano ad ogni sostegno, si insinuano fra i muri, piegano i ferri della balaustra, finché chi ne ha abbastanza si arma di cesoie e riduce il glicine ad un povero moncherino. Con il risultato di compromettere la fioritura e di ritrovarsi dopo pochi anni di fronte allo stesso problema. Cosa fare allora per contenere la forza di questa liana e vederla fiorire puntualmente come non avreste mai creduto? Indispensabile è la potatura due volte l'anno.
Una prima volta in agosto, per accorciare i nuovi getti, lunghi anche 3 m, fino a 50 cm dal ramo principale e una seconda volta in inverno, quando la pianta ha perso completamente le foglie. Si tagliano gli stessi getti a 15 cm dal ramo principale e in questa occasione si accorcia anche il getto guida, cioè la parte terminale del ramo portante, a 50 cm dal primo ramo laterale. In questo modo si favorisce la formazione delle cosiddette "lamburde", piccole ramificazioni che assomigliano alle dita di una mano deforme, ognuna delle quali porta gemme che danno solo fiori in abbondanza. Provate e vedrete che non è poi così complicato come sembra; vi assicura una pergola sommersa da grappoli lilla, profumati e finalmente anche un po' d'ordine fra i rami che vi daranno un'ombra più fitta in estate.