Golf: preparativi di semina

La prima volta che arrivai al campo del Cerro in Montevideo (Uruguay) non avevo portato con me la sacca da golf. La mia visita, su suggerimento del greenkeeper, del più sofisticato percorso cittadino di Punta Carretas  era giustificata dalla semplice curiosità di vedere una «oancha natural».

 

«Oancha naturale»
La parola «naturale ed il luogo, il Sud-America, non vi traggano in inganno: qui ha operato la scuola inglese di greenkeeping più professionale a quel tempo. Se pensate a fairways spelacchiati, greens corrugati, tees fuori pendenza siete in errore. Come si è in errore se si immagina qualche allevatore sudamericano di «beef» improvvisatosi architetto nell'intento di creare un percorso con pochi soldi alla periferia della capitale.
Tanto per cominciare i responsabili dell'iniziativa scelsero un luogo di grande bellezza in riva al mare e, per essere sicuri di non sbagliare, affidarono il disegno a quel tal Alister Mackenzie, che trovò il modo di inserire questo impegno tra quelli oggi ben più famosi di Cypress Point e Augusta.
Il disegno, che soddisfa anche i golfisti più esigenti, rispettò la natura del luogo, richiese pochi movimenti terra, e tenne conto del metodo di inerbimento e di manutenzione che sarebbero stati adottati. Veramente naturali.
Con la pazienza di Giobbe si attese che il gregge di addetti al campo, le pecore appunto, selezionassero, pascolando e ristorando di conseguenza il suolo, la gramigna locale già presente come specie spontanea. La relativa arsura, la salinità dell'aria umida del mare resero più agevole questo compito favorendo il «bermudagrass» e dopo circa trent'anni i distinti golfisti che, senza mai scoraggiarsi, avevano atteso giocando su greens recintati e tosati a falce, ebbero finalmente delle superfici di gioco accettabili.
Chiaramente le pecore non volevano saperne di distinzione tra fairways e rough e così si piantarono fitti alberi nelle zone strategiche a punizione dei fuori pista.
Ancora oggi tutto il percorso è costituito da gramigna locale che viene tosata con attrezzi costruiti in questo secolo. Solo i greens, per la verità, lasciano un po' a desiderare: la palla, più che correre, saltella e carambola sugli steloni legnosetti di un bermudagrass che sopporta al limite della sopravvivenza un taglio così basso.
Molti altri campi al mondo hanno seguito questo tipo di costruzione nei secoli scorsi ed all'inizio di questo secolo, con risultati più che soddisfacenti in quei climi come la Scozia o l'Irlanda dove le essenze fini da greens e da fairways si sono selezionate nei secoli. Con buona pace dei puristi di questo sport è bene dire che tali percorsi sono migliorati non poco con opportune risemine nel corso degli ultimi cinquant'anni.
Tempi lunghi inaccettabili e risultati mediocri dal punto di vista tecnico sportivo in generale caratterizzano esperienze di questo tipo.

Esigenze moderne
Molti pensano che l'erba debba crescere con facilità ovunque, ma la natura lasciata da sola difficilmente crea quelle superfici uniformemente differenziate necessarie al golf moderno.
Giustamente i giocatori di golf chiedono superfici di gioco confrontabili in tutto il mondo. Da parte sua la committenza chiede di aprire il campo in tempi brevi. Diventa quindi indispensabile affermare le specie desiderate con l'uso di materiali sementieri selezionati, di alta qualità, e con l'applicazione di quelle tecniche colturali che garantiscono l'impianto accurato e rapido.
L'agronomo al quale è chiesto di decidere sulle specie e cultivar da utilizzare per l'inerbimento delle 18 buche, campo pratica e putting green, ha un entusiasmante ma difficile compito da portare a termine: i fattori in gioco sono molti e differenziati ed è richiesta una buona preparazione di base nel settore, una ampia conoscenza dei materiali sementieri specifici e disponibili. Affidare questa scelta a professionisti non specializzati è sovente un errore costosissimo in termini di tempo e denaro.
L'agronomo, prima di passare ad uno screening delle specie, dovrà definire chiaramente con la committenza e l'architetto incaricato del disegno gli obiettivi dell'iniziativa. Tante più informazioni precise si è in grado di poter fornire, tanto efficace e mirata sarà' la scelta.

Scelte differenziate
Ecco le fondamentali domande a cui si deve rispondere:

  • metodo di costruzione dei greens;

  • qualità dei materiali disponibili per la costruzione;

  • presenza e tipo dell'impianto di irrigazione e sicura disponibilità idrica;

  • presenza di impianto idrico drenante sui fairways;

  • budget annuo per la manutenzione, possibilità di avvalersi di un head greenkeeper specializzato fin dalle prime fasi della manutenzione, numero previsto degli addetti al campo, parco macchine disponibile;

  • eventualità di ospitare gare di campionati nazionali od internazionali;

  • numero previsto di soci giocatori;

  • numero previsto di giri su 18 buche in un anno ed eventuale frequenza stagionale differenziata.

L'agronomo esperto è in grado di incrociare queste informazioni con altre quali:

  • analisi del clima;

  • analisi del suolo, delle acque;

  • rilievi botanici.

Tutti questi fattori debbono essere verificati sulle varie parti del futuro percorso in quanto sovente si verificano condizioni ambientali diverse che richiedono scelte differenziate:

  • greens avatgreens, e tees in ombra o, all'opposto, soleggiati e investiti dal vento;

  • fairways non drenati;

  • zone sottoposte a particolare frequenza di traffico.

Naturalmente, quando si rendessero necessarie tali differenziazioni, il percorso dovrà comunque conservare un aspetto unitario ed uniforme. A questo fine si opta sovente per la formulazione calibrata di miscele di sementi in grado di adattarsi alle varie situazioni locali, e nelle quali la presenza di specie diverse crei sinergismo più che competizione.

 

Preparazione del terreno
La preparazione del terreno. alla semina, il cosiddetto letto di semina, viene ottenuta in modo diverso sui greens, avantgreens, tees e sui fairways e roughs.
Sui greens e collars si semina sul cosiddetto top-soii, miscuglio di sabbia silicea lavata e torba che, se preparato a norma USGA, costituisce il miglior letto di semina e substrato di coltivazione per le essenze fini da tappeto erboso.
Sui tees e a volte sugli avantgreens viene riportato uno strato del medesimo mix miscelato al terreno del piano di campagna, se questo non presenta gravi difetti strutturali.
Sui fairways e sui roughs non è generalmente possibile effettuare dei miglioramenti strutturali del suolo; fatta eccezione per eventuali spietrature, e si procede alla preparazione con operazioni meccaniche di erpicatura, livellamento e rifinitura, rullaggi, semina e rullaggio finale. Queste ultime operazioni vengono portate a termine su greens, tees, e avantgreens, a mano o con l'ausilio di mezzi leggeri.
Tutte le aree seminate vengono mantenute costantemente umide per favorire la germinazione delle sementi e l'attecchimento delle propaggini vegetative. A volte si ricorre a 3-4 leggere irrigazioni giornaliere. La temperatura ottimale di germinazione per le specie microterme è compresa tra 15 e 25°C e per le specie macroterme tra 25 e 35°C. .Dalla semina al momento dell'emergenza delle prime piantine possono passare da 5 a 20 giorni e più in dipendenza delle specie. La velocità di nascita e il vigore delle giovani piantule vengono fortemente influenzate dall'uso di aiuto al suolo mirati e specifici per favorire le essenze fini da tappeto erboso. Sovente l'uso di fertilizzanti destinati alle coltivazioni industriali, e quindi formulati per favorire produzioni quantitative, si ottengono effetti contrari con risultati irregolari ed incostanti.

Idrosemina
Si stanno introducendo, soprattutto per la semina dei roughs, tecniche specializzate quali l'idrosemina ed i relativi materiali coadiuvanti, quali colle, ritentori idrici, materiali biologicamente attivi, pacciamanti. La rapidità di esecuzione e la flessibilità d'uso delle moderne apparecchiatura potrebbero rendere queste tecniche adatte anche alla semina dei fairways, come già avviene oltreoceano.
Concludendo, se non si hanno trent'anni di tempo a disposizione, se si vogliono evitare gli sprechi e se si intende offrire ai giocatori di golf un percorso giusto, confrontabile tecnicamente a livello mondiale, è h assolutamente necessario utilizzare le tecniche più specialistiche, i materiali migliori, e le maestranze più affidabili ed esperte nel settore.
Come dice un vecchio adagio: chi ben comincia…