I boschi italiani attraverso le immagini del Corpo forestale dello Stato

Articolata in sei sezioni, una mostra allestita per tutto il mese di marzo al Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra, nella Hall des Pas Perdus, illustra l'azione svolta dal Corpo forestale dello Stato, a partire dall'Unità d'Italia, per migliorare le condizioni ambientali ed incrementare il patrimonio boschivo nazionale. Le https://www.verdeepaesaggio.it/immagini, per la gran parte in bianco e nero, coprono un arco temporale che va dagli inizi del Novecento fino ai nostri giorni e sono la testimonianza delle difficili condizioni in cui hanno operato gli uomini del Corpo forestale dello Stato nella gestione del territorio.
Ricca di bellezze naturali, l'Italia si è dotata già nell'Ottocento di strumenti giuridici per difendere il proprio patrimonio naturale da uno sfruttamento incontrollato da parte dell'uomo. I vari regni, in cui era diviso il Paese alla fine delle guerre napoleoniche, avevano una propria legislazione forestale: esempio tra i più noti, quello del Regno di Sardegna, dove nel 1822 Re Carlo Felice istituì un'amministrazione forestale ben strutturata, i cui ispettori erano non solo responsabili della protezione dei boschi ma sopraintendevano alle operazioni di registrazione e commercio dei prodotti in legno.
Le "Regie Patenti", così furono battezzate, sono considerate ancora oggi l'atto di fondazione del Corpo forestale dello Stato.
Con l'Unità d'Italia
nel 1861, uno dei primi atti del nuovo regno fu quello di armonizzare, in una struttura coerente ed efficace, le legislazioni ed amministrazioni forestali dei vari stati preunitari, arrivando solo nel 1948, terminata la seconda Guerra mondiale, a quella che è la denominazione attuale del Corpo.

Il 2011 ha allora un significato speciale per la Forestale, con la celebrazione di due eventi: l'Anno Internazionale delle foreste e il 150° anniversario dell'Unità d'Italia (1861), per l'appunto. Ricorrenze legate fortemente tra loro e che saranno ricordate con questa mostra, organizzata con la collaborazione della Rappresentanza permanente dell'Italia presso l'Onu e la Fao.

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