I giardini che fanno bene alla salute

Una nuova tecnica per progettare giardini terapeutici

BIOENERGETIC LANDSCAPES
Di Marco Nieri
Collana Costruire Naturalmente diretta da Maurizio Corrado
Sistemi Editoriali, Napoli 2009

“Bioenergetic Landscapes”, è una tecnica innovativa che, attraverso particolari misurazioni, riconosce alle piante e in particolare agli alberi la capacità di influire elettromagneticamente sull’uomo e sulle sue funzioni vitali, creando aree verdi terapeutiche chiamate “giardini bioenergetici”. Questo grazie al fatto che le piante emettono frequenze elettromagnetiche identiche a quelle prodotte dai nostri organi, ma con intensità e qualità differenti e che dipendono dal genere o dalla specie vegetale. Queste frequenze interagiscono per risonanza con il nostro organismo, con lo stesso principio di funzionamento della radio, e in relazione alle loro caratteristiche possono “nutrire” energeticamente i vari organi del corpo umano, producendo in taluni casi anche benefici molti intensi. Le proprietà elettromagnetiche di ogni specie possono essere misurate dettagliatamente e utilizzate così a scopo terapeutico nella realizzazione di aree verdi. In realtà l’intensità dei campi elettromagnetici emessi dagli alberi è estremamente bassa (come lo è quella dei “campi di bio-energia” emessi dall’uomo e oggi studiati in molte Università del mondo), ma possiede un’altissima affinità biologica. Normalmente essa non ha un’influenza sull’organismo oltre a qualche decina di centimetri dall’albero. Lo studio intrapreso ha però permesso di individuare particolari vettori elettromagnetici naturali, chiamati “campi generatori”, capaci di veicolare fino a una certa distanza le proprietà energetiche degli alberi, che possiamo definire la loro “informazione biologica”. Grazie ad accurate misurazioni, le piante vengono collocate con estrema precisione e con certe modalità in corrispondenza del percorso di questi vettori, che raccolgono l’informazione caratteristica della pianta trasportandola per un certo tratto. Si generano così aree bio-energetiche piuttosto vaste, estese fino a 20-30 metri di distanza dalle piante e ampie all’incirca della stessa misura, particolarmente idonee alla sosta, dove è misurabile una qualità elettromagnetica favorevole al nostro organismo in relazione al tipo di pianta che abbiamo utilizzato e alle sue specifiche proprietà di influenza biologica.
Utilizzando questa tecnica possiamo progettare e realizzare parchi e giardini bioenergetici, la cui funzione terapeutica è realmente basata sulle proprietà benefiche delle specie utilizzate, con risultati di qualificazione dell’elettromagnetismo ambientale non ottenibili in nessun altro sistema.
Per giungere a questo risultato la scelta delle piante è molto importante. La maggior parte delle specie mediterranee e continentali più comuni possiede qualità positive su diversi organi, e poche sono invece quelle disturbanti, come ad esempio il Noce (genere Juglans).
È interessante notare come nel corso della storia l’uomo abbia identificato attraverso l’esperienza e la sua sensibilità il valore positivo di molte specie di alberi, i quali sono diventati nel tempo simbolo stesso di vitalità e oggetto di culto. Anticamente questi rappresentavano idealmente i poteri e le qualità delle divinità che ad essi venivano associati, e che in alcuni casi li eleggevano come loro dimora. Ad esempio la Quercia (Quercus robur) è un albero di grande resistenza e particolarmente benefico per il sistema cardiocircolatorio, immunitario, endocrino e gli organi riproduttivi. Nell’antichità esso è stato considerato in tutto il bacino del Mediterraneo e fino al Nord Europa albero oracolare, albero sacro che al centro del Nemeton dei Celti o del Lucus romano diventava oggetto di culto evocando la potenza di Zeus o delle divinità nordiche. Non è escluso che il potere taumaturgico che veniva attribuito ad alcuni alberi sacri potesse derivare da una loro particolare collocazione capace di raccogliere le migliori condizioni della Biosfera locale, riuscendo così ad esaltare e diffondere intensamente nell’intorno la loro grande forza benefica.
L’associazione tra albero e significato simbolico e divino è evidente anche in altre piante legate alla tradizione sacra europea, come l’Ulivo, il Frassino o la Betulla, alberi molto positivi per l’organismo, in grado di sostenere il cuore e il sistema immunitario, e perciò preziosi per la nostra vitalità. Nel caso del Frassino, ad esempio, sappiamo che nella mitologia greca era consacrato a Poseidone, dio del mare, delle sorgenti e dei corsi d’acqua; l’analisi bioenergetica individua parallelamente in questo albero una forte influenza terapeutica anche a livello di reni, vescica e sistema linfatico, organi che interessano proprio i flussi liquidi del corpo.
L’antico gesto di abbracciare un albero acquista allora maggior significato, ponendoci in contatto con reali emissioni energetiche in grado di attivare meccanismi di benessere, così come passeggiare in un bosco ci permette di muoverci e riposarci all’interno di un ambiente fortemente influenzato dalle proprietà bio-elettromagnetiche degli alberi, tanto da rendere le nostre escursioni momenti di piacevole terapia energetica.
(tratto da Nemeton High Green Tech Magazine n°2)

Marco Nieri