Idrocoltura: dettagli che contano

 

 

Per sapere se la bella composizione che fa spicco all'ingresso del ristorante o nel salotto di un'amica prospera in terra o acqua basta verificare se sotto il primo strato di argilla espansa si intravede terriccio o altra argilla.
Nel secondo caso certamente le piante saranno allevate in idrocoltura e in un angolo della fioriera vi sarà un indicatore di livello.
Acqua, elemento indispensabile alla vita di animali e piante; queste infatti non vivono di terra, come talvolta si sente dire, ma delle sostanze minerali, dei sali sciolti nell'acqua che mantiene umida la terra stessa.
Acqua dunque, ed elementi nutritivi sono davvero indispensabili per far prosperare un vegetale. Il terriccio svolge unicamente funzioni di sostegno, compito che in idrocoltura viene affidato alle palline di argilla espansa. Questa, essendo grossolana e porosa, lascia anche abbastanza spazio per il ricambio dell'aria intorno alle radici. Non ci si soffermerà qui nel descrivere i componenti del sistema: idrovaso, portavaso indicatore di livello, argilla espansa, resina a scambio ionico per mantenere pulita l'acqua e nutrire la pianta; si puntualizzeranno invece alcuni aspetti che possono rendere l'idrocoltura ancora più interessante e piacevole.
 

Esempio di arredo di un ufficio commerciale

Un'idrotalea
Moltiplicare piante direttamente in idrocoltura è piuttosto semplice, purché si scelgano specie che radicano rapidamente in questa situazione, per esempio Schefflera.
Occorrono getti di media consistenza, ben formati, ma non troppo induriti. Si tagli il getto appena al di sopra di una gemma ascellare, lasciando una foglia e poi 3 cm di stelo al di sotto. La base della talea deve rimanere integra; schiacciarla significherebbe ostruire i vasi attraverso i quali verrà assorbita l'acqua.
La tale va infilata nell'argilla espansa fino al punto in cui s'innesta la foglia. Non occorre tanta acqua; è sufficiente una certa umidità.
Vaso, portavaso e talea si avvolgono in un foglio di plastica trasparente che contribuire a creare un microambiente costante intorno al vegetale in crescita. La piantina deve essere tenuta all'ombra, ad una temperatura tra 22 e 26°C. Radica in circa tre settimane al termine delle quali si potrà rimuovere poco per volta la plastica per abituarla con gradualità all'ambiente. Il fertilizzante per idrocoltura andrà somministrato soltanto quando le radici si saranno sviluppate al punto da spuntare dalle fessure dell'idrovaso.

Il rinvaso
La riserva d'acqua si consuma presto. Se la stagione o l'ambiente non sono particolarmente caldi ciò significa che la pianta e ormai troppo cresciuta per il contenitore che la ospita. E il momento di sistemarla in uno più grande che dovrà avere un volume almeno di un terzo maggiore del precedente.
Il rinvaso richiede una certa attenzione: l'argilla espansa va tolta con delicatezza per non danneggiare le radici e lo stesso dicasi per il vecchio idrovaso nelle cui fessure si è infilato l'apparato radicale.
Cina volta messa a nudo la radice, la stessa andrà lavata con acqua tiepida e ripulita da eventuali filamenti marci. Sul fondo del nuovo idrovaso si pone uno strato di argilla espansa in modo da sistemare la pianta col colletto ad almeno 2 cm dall'orlo. Si riempie adagio di substrato, si concima e si porta l'indicatore di livello al punto medio. Finché le radici non spunteranno dalle fessure del nuovo idrovaso, spruzzare spesso la pianta con un nebulizzatore.

Il semplice sistema dell'idrocoltura. In un porta vaso (A) di plastica o ceramica si immerge l'idrovaso forato (B) sempre in plastica. In quest'ultimo si versa l'argilla espansa che funge da supporto per le radici. Si riempie infine il porta vaso fino al livello segnato dall'apposito indicatore (C). Sul fondo del portavaso si versa il nutrimento apposito, rappresentato da una resina a scambio ionico. Alcuni idrovasi prevedono l'impiego di nutrimento in apposite pastiglie. (Idrovigor)

Tecnica di rinvaso. (Idroverde)

Sezione di fioriera. Ogni pianta è contenuta in un idrovaso singolo
(Hydro Rotter)

L'argilla espansa
In commercio se ne trovano vari tipi, ma solo quella per idrocoltura è adatta perché garantita sterile, di struttura chimicamente stabile con porosità adeguata.
Prima di utilizzarla per invasare, va lavata e inumidita. E buona norma passare sotto un getto d'acqua corrente anche quella da riutilizzare. Il sistema più pratico consiste nel ricorrere ad un vecchio scolapasta.
Le palline di argilla espansa possono avere diverse granulometrie: fino a 8 mm di diametro sono adatte per piantine medio-piccole, oltre gli 8 mm per esemplari più grandi o come materiale di riempimento per fioriere.

Una piccola idropianta è la più consigliabile per le prime esperienze e se abbinata ad un contenitore di classe rappresenta un soprammobile assai decorativo.

Le composizioni
Soprattutto in ambienti medio-grandi e invalso l'uso di creare angoli verdi con gruppi di piante in un unico contenitore. In tal modo l'effetto estetico e . certamente superiore a quello dell'esemplare singolo.
Ogni pianta va collocata nella fioriera coi proprio idrovaso in modo da poterla sostituire agevolmente se necessario. Concimazione e livello dell'acqua saranno uguali per tutte. E questo uno dei vantaggi dell'idrocoltura: la possibilità di abbinare piante con esigenze idriche e nutritive diverse.
Tuttavia il gruppo non può formarsi a caso. Forma, colore, portamento dei singoli elementi sono fattori da tener presenti perché l'insieme risulti armonico. Il convenzionale accostamento di un esemplare dominante, uno di supporto con taglia inferiore e qualche altro di contorno, a portamento tappezzante o ricadente, è sempre valido come linea generale. Tuttavia ogni singolo vegetale ha un suo valore estetico da scoprire, comprendere e valorizzare.
Le specie utilizzabili come «pezzo forte» sono diverse: Ficus benjamina, Schefflera, Dracaena, Yucca. L'accostamento dei colori svolge un ruolo minore rispetto a quello delle forme in quanto la maggior parte delle idropiante è costituita da specie da foglia. Queste si possono suddividere in tre gruppi: verde puro, verde/giallo, verde/bianco, verde/rosso. Spesso nel primo rientrano gli esemplari più belli, da usarsi come dominanti. In nessun caso andranno accostate piante a foglie verde/giallo e verde/bianco per evitare innaturali contrasti.

Composizione di tre elementi. Quali esemplari dominanti e di supporto si sono scelti due tronchetti di Dracaena e marginata; l'insieme è completato da Croton o da Dracaena deremensis. Si noti come siano state accostate piante a foglia verde e verde/gialla.

Le cure invernali
Tra i vantaggi delle idropiante si annovera l'eliminazione di possibili errori di coltivazione, come irrigazioni o concimazioni errate. Tuttavia l'idrocoltura non è «l'uovo di Colombo» e in inverno può mostrare qualche segno di sofferenza.
Le esigenze nutritive non sono sempre le stesse. In estate, con un'elevata intensità di luce, l'assimilazione è più intensa e ciò richiede una maggior quantità di concime. Da ottobre a febbraio la luminosità è parecchio inferiore, in genere insufficiente per un'attività fotosintetica regolare. Ciò induce nella maggior parte dei vegetali una fase di riposo durante la quale la crescita si arresta quasi del tutto. li problema nasce dal fatto che in appartamento la luce è sì scarsa, ma la temperatura si mantiene sui 20'C in seguito all'entrata in funzione del riscaldamento e ciò stimola nelle piante uno sviluppo forzato, disturbato però dal fatto che mancano le condizioni per una crescita regolare. Conseguenze: foglie più piccole, getti filati, deboli, pallidi.
Altre difficoltà nascono dall'aria troppo secca. In un locale riscaldato l'umidità può scendere fino al 40%, quando la maggior parte delle piante da interno ne gradisce una superiore al 70%. Per adattarsi alle poco felici circostanze i vegetali non possono far altro che aumentare la traspirazione e rimpiazzare le perdite d'acqua, con un intenso assorbimento da parte dell'apparato radicale.
Ne consegue che una maggior quantità di soluzione nutritiva raggiunge le varie parti della pianta e che si possono verificare accumuli di sali nelle foglie le quali imbruniscono a partire dalla punta e perdono progressivamente la loro funzionalità, In casi gravi interi getti possono morire.
Il rimedio a questa vera e propria intossicazione invernale sta nella prevenzione.
Da ottobre occorre concimare meno, ovvero lasciare nel vaso una soluzione meno concentrata.
L'impiego di umidificatori che rendano l'aria meno secca risulterà utile alla propria salute oltre che alle piante. Tenere accese le lampade per qualche ora contribuisce ad aumentare la luminosità media, che in appartamenti riscaldati non dovrebbe essere inferiore ai 3000 Lux. Esistono anche lampade apposite per piante da installare vicino alle grosse fioriere. Infine non va trascurato il livello dell'acqua che deve essere mantenuto costante per evitare crisi idriche in un periodo in cui, come si è detto, le piante da interni tendono a soffrire la sete.
Primavera verrà, e con essa quelle equilibrate condizioni di luminosità, umidità, calore che favoriranno una crescita ottimale, crescita che sarà tanto più rigogliosa quanto più lo stress invernale sarà stato contenuto.