Il bosco

Questo tipo di paesaggio ha differenti funzioni: creazione di un ecosistema a struttura vicariante del bosco, altamente evocativa delle situazioni vegetazionali di molte zone della pianura litoranea, ormali nei tempi antichi e sempre più ridotti dalla colonizzazione delle campagne.

L’impiego produttivo della terra è stato operato dai romani prima, poi è regredito al tempo delle invasioni barbariche e della riduzione del numero di abitanti e, successivamente, è tornato fortemente ad aumentare dal XII secolo in poi a causa del progressivo aumento della popolazione. I boschi di pianura sono scomparsi in Italia a causa di due eventi, alla loro epoca definiti come miracolosi ed oggi giudicati, dai loro risultati pratici, nefasti almeno per l’ambiente naturale: la “battaglia del grano”, negli anni ’30 e la “riforma fondiaria” degli anni ’50-’80.

L’avventura nel bosco. A maturità il parco delle zone a “bosco” assume l’aspetto di un salotto all’aperto. Già dopo 5-8 anni dall’impianto è possibile verificare la completezza degli ecosistemi e la ricchezza dell’avifauna che vi si insedia. Importante è la gestione del sottobosco che richiede masse folte di arbusti nelle zone perimetrali e chiarie gestibili in modo meccanizzato all’interno.

– L’ecosistema bosco, anche nella struttura semplificata che deriva dall’artificiosità di un impianto progettato, è idoneo alla creazione di habitat adatti alla nidificazione di numerose specie faunistiche, uccelli e piccoli mammiferi, che possono coesistere con l’uso di parco pubblico e contribuire ad un quadro ecologicamente più equilibrato.
– Realizzazione di un’area protetta acusticamente da strade di grande traffico (tangenziali, autostrade e ferrovie, che attraversano ed inquinano anche i piccoli centri abitati) attraverso l’impiego di una struttura chiusa mediante altre specie, come il carpino bianco, nelle zone più fredde, soggette a gelate nei periodi invernali.

Lo schema della planimetria per la zona “bosco”. La griglia ha lato di 100 cm, lo schema quindi rappresenta un’area di m 17 per 6. Sono visibili le chiarie a prato e la distribuzione delle specie arboree, raggruppate e con spazi atti a consentire lo sviluppo di semplici sentieri pedonali in terra battuta.

– Localizzazione di piccole aree di sosta all’ombra per il periodo estivo collegate tra loro da percorsi informali ottenuti con chiarie di specie arboree del piano dominante e di quello intermedio e di impiego di gruppi continui di specie dominate in gran parte arbustive.
La denominazione “Bosco” è simbolica: ciò che costruiamo, in realtà, è sempre un “arboreto-parco” avente una “struttura vicariante” a quella di un bosco.

Il sistema “pioppeto” con prato calpestabile a maturità. Le gazze e le ghiandaie saranno tra le prime specie che frequenteranno questi ambienti.

L’impianto di specie arboree ed arbustive di dimensioni standard vivaistiche (h 3,50-4,0 m gli alberi, con zolla) è finalizzato alla realizzazione di una fustaia mista comprendente specie arboree ed arbustive autoctone caratteristiche del Bosco planiziario. La vegetazione a maturità sarà distinguibile in tre piani: il piano dominante che comprenderà le querce, i frassini e qualche rado pino italico, nelle zone vicino al mare, la cui funzione è precipuamente evocativa delle pinete artificiali impiantate in epoca romana nel Ravennate, o di altri pini, come il pino silvestre, nelle zone interne, più fredde; il piano intermedio che comprenderà la maggior parte delle specie arboree latifoglie (acero campestre, ontani, carpino bianco e carpino nero, ciliegio selvatico, salice bianco); il piano dominato che comprenderà la maggior parte delle specie arbustive concentrate in aggruppamenti (siepi) aventi funzione di protezione verso le sorgenti di traffico stradale o ferroviario che, di solito, non mancano in vicinanza delle aree in cui vengono costruiti i parchi (siepe monospecifica di Quercus ilex o di Laurus nobilis nelle zone più calde, siepi di rosa, prugnolo nelle zone più fredde) e di protezione dell’area boscata per la creazione di idonei habitat di nidificazione per specie di uccelli e piccoli mammiferi tra la fascia boscata e la parte interna del parco. Il sesto di impianto è irregolare con zone più dense destinate a chiudere in pochi anni e zone a radura al fine di consentire la fruibilità estiva del bosco.

I cromatismi del bosco: contrasti di fondo e stagionali
Il sistema “Bosco” è basato su un contrasto cromatico di fondo dato dall’alternanza di sempreverdi mediterranee (Quercus ilex, Pinus pinea*, Pinus sylvestris, Ilex aquifolium, Juniperus communis, Phillyrea media*, Viburnum tinus, Laurus nobilis*, Taxus baccata) e specie latifoglie autoctone (Quercus pubescens, Quercus robur, Fraxinus ornus, Fraxinus excelsior, F. oxyphylla, Acer campestre, Alnus glutinosa, Carpinus betulus, Cercis siliquastrum, Ostrya carpinifolia, Prunus avium, Prunus cerasus, Salix alba, Cornus mas, Cornus sanguinea, Coronilla emerus, Corylus avellana, Crataegus oxyacantha, Euonymus europaeus, Laburnum anagyroides, Prunus spinosa, Rhamnus alaternus*, R. cathartica, R. frangula, Rosa canina, Salix caprea, Salix fragilis, Salix incana, Salix viminalis, S. triandra, Sambucus nigra, Sorbus aria, S. torminalis, Tamarix gallica, Taxus baccata, Viburnum lantana).

(*) Specie adatte nelle zone più temperate (come, ad esempio: province di Rimini, Forlì, Ravenna (parte), Ferrara (parte), Bologna (parte), Rovigo (parte), Padova, Venezia.

Planimetria indicativa di un’area a “pioppeto”. La griglia è di 5 metri. La superficie nello schema è di m 95 per 30. Il disegno indica la disposizione delle differenti specie a seconda della vigoria della specie stessa.

In aggiunta al contrasto cromatico di fondo le specie impiegate consentono relazioni di contrasto ed armonia di colori legate al ciclo fenologico ed alla alternanza stagionale. Per quanto riguarda il ciclo fenologico dall’inizio della primavera all’estate si verificano le seguenti variazioni cromatiche relative alle specie che presentano fioriture vistose:

Specie Colore fiori Posizione Epoca
Viburnum tinus Viola-bianco Bordo Inverno primav
Fraxinus Bianco verde Ovunque Inizio estate
Prunus avium Bianco Bordo Primavera
Prunus cerasus Bianco Bordo Primavera
Cercis siliquastrum Viola Bordo Primavera
Cornus mas Giallo oro Bordo Fine inverno
Cornus sanguinea Bianco Ovunque Primavera
Coronilla emerus Giallo zolfo Bordo Primav.-estate
Corylus avellana Giallo verde Ovunque Inverno
Crataegus oxyacantha Bianco Bordo Primavera
Prunus spinosa Bianco Bordo Primavera
Laburnum anagyr. Giallo Bordo Primavera
Rosa canina Bianco-rosa Bordo Primavera
Sambucus nigra Bianco Bordo Inizio estate

 

Un angolo con le siepi simulate in salici ricurvati ed all’interno i simboli degli orti rappresentati da aiole di Angelica archangelica, Acanthus spinosus, Cerastium tomentosum, Eupatorium purpureum, Phoeniculum vulgare, Santolina chamaecyparissus, Solidago virga ‘Aurea’.

Bosco: specie, tecniche e costi
Siepi perimetrali lungo strade e ferrovie: Quercus ilex*, Laurus nobilis*, Carpinus betulus, Acer campestre, Cornus sanguinea.
Piano dominante: Pinus pinea*, Quercus ilex*, Quercus pubescens, Quercus robur, Fraxinus ornus, Fraxinus excelsior, F. oxyphylla.
Piano intermedio: Acer campestre, Alnus glutinosa, Carpinus betulus, Cercis siliquastrum, Ostrya carpinifolia, Prunus avium, Prunus cerasus, Salix alba.
Piano dominato: Cornus mas; Cornus sanguinea; Coronilla emerus; Corylus avellana; Crataegus oxyacantha**, Euonymus europaeus, Juniperus communis, Laburnum anagyroides, Laurus nobilis*, Phyllirea media, Prunus spinosa, Rhamnus alaternus, R. cathartica, R. frangula, Rosa canina**, Salix caprea, Salix fragilis, Salix incana, Salix viminalis, S. triandra, Sambucus nigra, Sorbus aria, S. torminalis, Tamarix gallica, Taxus baccata, Viburnum lantana, Viburnum tinus.

Planimetria di un modulo della zona “orti”. La griglia è di 100 cm. L’area progettata è, pertanto, di m 18 per 13.

Sesti di impianto: vedi schema Operazioni necessarie: riporto di terreno, lavorazione totale del terreno, analisi chimiche e fisico-meccaniche, apporto di ammendanti e/o fertilizzanti in relazione alle analisi, picchettamento, impianto, tutoraggio, impianto irrigazione localizzata, pacciamatura organica. Semina di tappeto erboso con specie sciafile nelle chiarie e zone di passaggio (50% della superficie)
Materiale vivaistico: piante arboree e arbusti con zolla; siepe perimetrale formata da cespugli con zolla. Prato: Festuca ovina, Festuca rubra, Poa trivialis, Poa pratensis, Agrostis tenuis Costo unitario zona bosco: L. 21.800/mq + prato (L. 3.000/mq)

(*) Specie adatte nelle zone più temperate
(**) Specie soggetta a limitazioni di impiego in quanto soggetta ad attacchi di Erwinia amilovora