Il catalogo è questo

Il motivo del giardino, fra simbolo e realtà, nell'opera letteraria di Andrè Gide.

Il motivo del giardino è particolarmente importante nell'opera letteraria di André Gide e, nei suoi romanzi, quali "L'immoralista" e "La Porta Stretta", è il luogo decisivo per gli avvenimenti salienti dell'intreccio.
Anche nelle opere che precedono i testi appena citati, creazioni giovanili a cui vogliamo prestare attenzione, il parco o giardino porta significazioni.
Nel "Tentativo amoroso", il tema dell'acqua, del passare delle stagioni, della solitudine, concede al luogo contorni incerti e sfumati, facendolo finire nel nulla, dove conducono i viali alberati. La realtà esteriore è percepita come simbolo e all'interno di questo itinerario spirituale si spinge l'lo, avvinto dai problemi esistenziali.
In opere successive lo scrittore francese riscoprirà la realtà, verso cui si rivolge in tono lirico ed evocativo. Nel catalogo dei luoghi di giardino, la bellezza delle oasi, delle fonti, dei fiori appare legata ai nomi delle città e il citarli è di per sé rivelazione della memoria. "… ti racconterò i giardini più belli che ho veduto. A Firenze, vendevano rose: certi giorni tutta la città ne odorava, passeggiavo ogni sera alle Cascine e la domenica nei giardini di Boboli senza fiori.
A Siviglia c'è, vicino alla Giralda, un antico cortile di moschea; qua e là vi crescono asimmetrici, gli aranci; il resto del cortile è lastricato; i giorni di gran sole, non vi è che una piccola, ristretta zona d'ombra. … Fuori città, in un immenso giardino chiuso tra cancelli, crescono molti alberi dei paesi caldi… A Roma, dalla panchina di pietra dove ero seduto, non si vedeva più Roma che mi sfiniva; si dominavano i giardini Borgheve, che situati più in basso mettevano all'altezza dei miei passi le cime un poco distanti dei pini più alti. O terrazze! Terrazze, da cui lo spazio ha preso slancio. O navigazione aerea … ! A Napoli, vi sono giardini che seguono il mare come una banchina e lasciano entrare il sole; a Montpellier, il giardino botanico… una sera.. sopra un'antica tomba… lentamente masticando petali di rose.
Dal giardino di Avranches, si vede il Mont Saint-Michel, e le sabbie lontane. A sera, sembrano materia infuocata, vi sono piccolissime città, che hanno giardini incantevoli, si dimentica la città; se ne dimentica il nome; si vorrebbe rivedere il giardino, ma si è incapaci di tornarvi. Sogno i giardini di Mossoul; mi hanno detto che sono pieni di rose … ".
L'elenco continua con il nome di molte altre città legate da un'immagine folgorante al mondo interiore di chi le osserva, il nostro scrittore, che da queste trae i "Nutrimenti terrestri", titolo dell'opera da cui abbiamo riportato gli esempi citati. Gide tende in questa prova artistica ad un'interpretazione della realtà sensible, non più vista in linea simbolica, ma rapportata ad una oggettività di cui le categorie dei giardini annunciano la varietà.
Il motivo del giardino percorre tutta l'opera letteraria di Gide fissandosi su diverse valorizzazioni di cui fornisce prova, per esempio, l'articolazione fra parco abbandonato e parco curato dalle mani dell'uomo. Nel romanzo, "La porta stretta", vicenda d'amore dall'esito sconsolato, i due protagonisti Alis Modem e Jérome trasmettono al giardino i sentimenti contrastanti del loro rapporto. Alissa, nel trionfo dei fiori, scorge il pericolo della sua passione amorosa, a cui vuole rinunciare, per paradosso di virtù, allontanandosi da una casa e da un parco troppo pericolosi per lei. A Jérome rimane la vista di un giardino deserto e secco, sirnbolica premonizione della fine di un amore.
Nel romanzo forse più noto di Gide, "L'immoralista", nella pace dei giardini africani e italiani, il protagonista – autore – trova una momentanea tregua alla irrequietezza del vivere. Come se il parco dissimulasse e nel contempo manifestasse profonde verità interiori.