Il design verde di Alexis Tricoire

Qual è il suo metodo di lavoro ?
È un lavoro intuitivo, affettivo ed empirico. Faccio ciò che mi detta l’ispirazione del momento e poi lo sottopongo al giudizio del pubblico.

Quali sono i suoi punti di riferimento nella progettazione?
La dolcezza, la sensualità, il benessere, i nuovi materiali, la vivacità, l’energia viva. Mi sento più un designer che un architetto.

Qual è secondo lei la direzione dell’architettura oggi?
L’architettura prende la forma degli oggetti, si libera del cemento armato, diventa energeticamente autonoma, si responsabilizza sulle questioni d’impatto ecologico

Per quali vie è arrivato a lavorare con le piante?
Viviamo in un’epoca unica, siamo in un momento chiave della Storia. Gli antichi valori sui quali si è fondata per secoli la nostra società si stanno sgretolando; altri devono essere costruiti. La crisi è evidente e si manifesta in tre forme diverse: ecologica, economica e identitaria.

In pieno espansionismo "energetivoro", la civiltà capitalista, detta del progresso, ha preso brutalmente coscienza dei suoi limiti. Meno predatrice, tenta faticosamente di porre un freno ai suoi consumi, sogna un equilibrio energetico, una coalizione con il pianeta nella speranza che non sia troppo tardi.

Al contempo, la città si estende in modo inesorabile e ormai è venuto il momento di venire a patti con la natura per non vederla sparire completamente dal nostro paesaggio quotidiano. Si sta costruendo una nuova realtà collettiva: far dialogare lo spazio urbano con la botanica è divenuto un problema vitale.

Si tratta ora di immaginare altri territori per la natura, inventarle nuovi spazi, nuovi rifugi. Come se le piante dovessero colonizzare le città per mano dell’uomo. Ogni gesto conta per renderle più presenti.

Con il botanico Patrick Blanc, ho scoperto che osservando i particolari modi di vita delle piante spontanee, si potevano inventare nuovi modi di coltivarle secondo schemi insoliti. La natura, esigente e fonte di grande benessere, offre un potenziale illimitato, tanto nella sua sistemazione che nel suo modo di sorprenderci.

Per rivelarne tutta la bellezza alle popolazioni urbane, il designer ha il dovere di ideare, avvalendosi delle innovazioni tecnologiche, delle installazioni dalle atmosfere magiche ispirate, metaforicamente, alla ricchezza della biodiversità. Forse, allora, tutto ciò spingerà l’uomo a darsi da fare per conservare la natura allo stato selvaggio in tutte le regioni del mondo in cui si trova in pericolo.

Questo è il senso del mio impegno, che si appoggia su valori che le imprese e le collettività di oggi possono adottare per iscriversi in una corrente destinata a diventare sempre più ampia.