Il parco del castello di Racconigi

Ponendosi al centro del piazzale rivolto a nord, in corrispondenza dello scalone della facciata settentrionale del castello, si può apprezzare il primo carattere distintivo del parco: un grande prato, circondato da una quinta di alberi secolari di diverse specie per attribuire varietà di forme e di colori al disegno ideato a partire dagli anni venti dell’Ottocento dal giardiniere tedesco Xavier Kurten per il principe Carlo Alberto di Savoia Carignano e ulteriormente ampliata dal 1831, quando Carlo Alberto salì sul trono del Regno di Sardegna. Sullo sfondo il prato è tagliato da tre cannocchiali prospettici che svelano la straordinaria estensione del parco: grandi prati tagliati da viali sinuosi a volte affiancati da quinte di alberi, gruppi o esemplari isolati, si succedono per suggerire un’atmosfera apparentemente naturale, capace di suscitare emozioni grazie allo studiato inserimento di ogni elemento vegetale e architettonico. 

Nella storia plurisecolare del palazzo dei principi di Carignano il parco ha assunto diversi aspetti. Alla fine del Seicento a nord della residenza si disponeva l’armonioso disegno di André Le Nôtre, ideatore dei giardini di Versailles; circa un secolo dopo Giuseppina di Lorena Armagnac affidò ad un noto architetto e scenografo teatrale, Giacomo Pregliasco, la trasformazione di una parte del parco nello stile “pittoresco” in quel momento in voga in Europa, un percorso ricco di emozioni all’interno di una natura apparentemente selvaggia, in realtà sapientemente progettata dall’architetto-giardiniere. Fu proprio lo scenografo Pregliasco ad arricchire il percorso di “scene” che evocavano opere letterarie e glorie storiche per rendere la passeggiata nel parco un percorso emozionale ed evocativo che preannunciava la visione paesaggistica del Kurten.

Nel corso del XIX e XX secolo la Residenza di Racconigi è stata molto amata dai reali quale privilegiato luogo di villeggiatura estiva: Carlo Alberto e Maria Teresa nella prima metà dell’Ottocento, Vittorio Emanuele III ed Elena del Montenegro nei primi decenni del Novecento, Umberto II e Maria José negli ultimi anni della monarchia.

Oggi, dopo una serie di interventi e restauri il parco si presenta nello stesso aspetto voluto dal giardiniere tedesco nell’Ottocento. Luogo suggestivo in ogni stagione, è ricco di una grande varietà di specie vegetali e di animali protetti.
 

Patrimonio UNESCO dal 1997 dall’inizio degli anni Novanta il complesso ha aperto le porte al pubblico, offrendo ogni anno percorsi restaurati e ospitando eventi culturali. La gestione attuale garantisce il mantenimento degli interventi di restauro compiuti e mira a riproporre le modalità operative proprie dell’Azienda della Real Casa carloalbertina, il cui aspetto più innovativo e sperimentale oggi risiede in un efficace ritorno alle “buone pratiche” agricole non solo perfettamente inserite nella vocazione del luogo, ma anche sostenibili e promotrici di miglioramenti delle condizioni ecologiche del parco. 

Nel luglio 2010 il parco del Castello di Racconigi vince l’ottava edizione del concorso, organizzato da Briggs&Stratton “Il parco più bello d’Italia”. La giuria composta da esperti del settore ha voluto premiare l’impegno trentennale della Soprintendenza a partire dall’acquisizione del complesso da parte dello Stato nel 1980, per l’aver posto come condizione preliminare a qualsiasi intervento il tema della conoscenza, per il restauro del parco, del giardino e delle architetture, per l'attenzione riservata alla manutenzione e alle attività di valorizzazione e promozione di iniziative culturali.
 

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