Il terreno per il prato

 

 

Vediamo com'è composto un terreno "coltivabile" (v. fig. 1). Lo strato più superficiale, detto suolo, consta di uno strato attivo, ricco di sostanze nutritive utili alla vita delle piante, e uno strato inerte sottostante, meno fertile ma necessario per l'espansione radicale e per la risalita dell'acqua. Inferiormente troviamo il sottosuolo, composto da pietrisco o ghiaia, con funzione drenante dell'acqua e delle sostanze nutritive da essa veicolate. Per una buona circolazione dell'acqua, questo strato deve possedere una media permeabilità. Il terreno è formato da una parte solida, organica ed inorganica, da una parte liquida (l'acqua), indispensabile in quanto veicola i sali minerali nutritivi e li mette a disposizione delle radici, e da una parte gassosa (l'aria) necessaria per ossigenare le radici. La componente organica, che deriva da residui vegetali ed animali trasformati in humus dai microrganismi, oltre a fornire nutrimento, migliora la struttura del suolo rendendolo più soffice e aumentandone la ritenzione idrica.

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Fig. 1 – Sezione verticale del terreno "coltivabile"

Un terreno fertile deve contenere almeno il 4-6% di sostanza organica, altrimenti è necessario provvedere con apporti di terriccio, letame e torba. La componente inorganica è rappresentata dai colloidi minerali costituiti da finissime particelle argillose che si aggregano tra loro conferendo al terreno la tipica struttura glomerulare, importante per avere porosità; in presenza di eccessi idrici le particelle si dissociano e rendono il suolo compatto e poco permeabile (v. fig. 2).
Il grado di permeabilità del terreno dipende, oltre che dalle modalità di aggregazione delle particelle, anche da alcune caratteristiche fisiche, tessitura e struttura, che a loro volta dipendono dalla dimensione, dalla disposizione e dalla proporzione delle particelle.

Come si dispongono le particelle argillose che costituiscono la componente inorganica del terreno

A) struttura glomerulare: le particelle si riuniscono in grumi, lasciando abbondanti spazi vuoti indispensabili per la circolazione di aria e acqua

B) struttura compatta: le particelle si dissociano, lasciando pochissimi spazi vuoti

Queste si possono distinguere in scheletro se superiori ai mm 2 (ghiaia, pietre, ecc.) e in terra fina se inferiori (sabbia media, sabbia fina, limo, argilla). La tessitura e la struttura determinano il movimento di aria e acqua ed il grado di permeabilità dando luogo a vari tipi di terreno; a seconda delle diverse percentuali di particelle presenti avremo quindi:
– terreno forte o compatto con prevalenza di argilla e limo, molto impermeabile e di colore rossastro; non è indicato per i tappeti erbosi in quanto con la pioggia si inzuppa di acqua e successivamente asciugandosi forma una crosta superficiale, con varie crepe, che ostacola il passaggio di aria e acqua;
– terreno sciolto o sabbioso con predominanza di sabbia, solitamente di colore grigio chiaro; è poco compatto ma troppo permeabile;
– terreno di medio impasto composto da una giusta proporzione di sabbia e di argilla; sono presenti in dosi non elevate anche limo e particelle più grosse (scheletro); ha una giusta permeabilità e per questo è il migliore per i prati.
Naturalmente esistono numerosi altri tipi di terreni con composizioni intermedie tra quelli descritti.
Il terreno ideale per un tappeto erboso deve avere le seguenti caratteristiche: lo strato utile e fertile o strato attivo, profondo almeno 25-30 cm; uno scheletro scarso, cioè pochi sassi, pietre o altre particelle superiori ai 2 cm, e tessitura fine (per trattenere l'acqua nella giusta quantità); una struttura non compatta (glomerulare) per consentire la circolazione di aria e acqua; un'alta percentuale di sabbia (50-70%) e moderata di argilla (massimo il 30%) per consentire una buona permeabilità; la presenza di abbondante sostanza organica e dei principali elementi nutritivi (azoto, fosforo, potassio, ecc.); un pH neutro o leggermente acido.