Iris del Giappone

Tra i fiori che godono di grande popolarità in Giappone, accanto ai crisantemi e ai fiori di ciliegio la cui fama ha da gran tempo raggiunto il mondo intero, ci sono gli Iris.

Sin da tempi lontani, le Iris hanno fatto parte di diversi aspetti della cultura orientale che ha impiegato alcune delle specie spontanee per gli scopi più disparati, ad esempio nel campo medicinale e in quello alimentare. Pare addirittura che l’antica popolazione Ainu, gli aborigeni del Giappone che abitavano la settentrionale isola di Hokkaido, sapessero sfruttare un’Iris (I. sanguinea Thunb.) nella costruzione di trappole per catturare i salmoni mentre risalivano i fiumi.
Nella letteratura si trovano inoltre indicazioni che testimoniano come le lris fossero elementi vegetali ricorrenti, insieme ad altri prestabiliti, in alcune celebrazioni religiose del passato. Anche oggi le specie più semplici vengono usate nelle composizioni classiche dell’arte dell’ikebana, ovvero della disposizione floreale, e molto spesso sono poste ad adornare le zone umide dei recinti dei templi attirando frotte di visitatori all’epoca della loro fioritura. Per meglio comprendere la storia e i evoluzione delle Iris in Giappone soffermiamoci ora a fare una breve premessa.

Oltre duecento specie
Il genere Iris della famiglia monocotiledone delle Iridaceae è distribuito con le sue ben oltre 200 specie in tutto l’emisfero nord, lungo una fascia compresa tra il 20° e il 60° grado di latitudine.
Quali caratteri morfologici distintivi diremo in generale che le foglie sono ensiformi, lunghe quasi quanto lo scapo e disposte a ventaglio attorno ad esso; il fiore tipico consiste di un perigonio composto da due verticilli di tre lacinie ciascuno, dove i tre segmenti esterni sono ripiegati verso il basso mentre i tre segmenti interni sono più spesso eretti. Gli organi riproduttivi sono formati da tre stami, da un ovario triloculare con tre stili petaloidei nastriformi.

Il genere viene distinto nei due grandi gruppi, rizomatoso e bulboso, a loro volta suddivisi in 5 e 3 sezioni rispettivamente. Numerosi sono poi gli ibridi e le varietà oggi esistenti.
La specie tradizionale, impiegata sin dal lontano periodo Heian (794-1192) per decorare i giardini di templi e residenze, che si ritrova nei corsi d’acqua e accanto ai tipici ponticelli «d’osservazione» a zig-zag, è Iris laevigata Fisch, i cui fiori blu (ma esistono anche cultivar bianche) raggruppati all’apice dello stelo e a lacinie appuntite fioriscono durante il mese di giugno.
Un’altra specie tipicamente giapponese è I. ensata Thunb. var. ensata, molto conosciuta anche sotto il sinonimo di I. kaempferi Sieb., appartenente, insieme alla specie precedente a cui viene spesso assimilata, alla sezione Apogon, caratterizzata dal fatto di avere in sostituzione alle barbe e alle creste, che di solito si trovano sulla pagina superiore dei segmenti petaloidei esterni, delle striature gialle, giustificando così il nome della sezione stessa. In verità tale specie è stata migliorata dall’uomo derivandola dall’originaria I. ensata Thunb. var. spontanea Nakaj, il cui areale si allarga oltre a tutto il Giappone anche a Cina e Corea. E’ un’erbacea perenne che cresce nelle zone umide, preferibilmente dove c’è acqua corrente e sui prati di montagna. I fiori, che sbocciano a giugno-luglio, sono viola purpurei, raramente anche bianchi con le lacinie interne a forma di piccola spatula ed erette.

Tesoro naturale nazionale
Trattandosi di una specie relativamente variabile, considerata tra l’altro tesoro naturale nazionale, è stata impiegata per produrre le varietà attuali. Così appunto è nata I. ensata var. ensata sul cui passato remoto non si hanno notizie molto precise, sebbene si tratta di un’entità creata dall’orticoltura giapponese. Sembra tuttavia che risalga a circa 800 anni fa e di sicuro era già ampiamente coltivata durante il periodo Edo (1600-1867) ed adornava spesso le ville di campagna dei più abbienti. (In libro di orticoltura giapponese del 1681, che riportava tutte le varietà allora esistenti, lascia intendere come da quel momento in avanti si possa senz’altro parlare di coltivazione vera e propria.
Già nel 1710 le varietà erano salite a oltre 40, mentre il periodo tra il 1781 e il 1789 fu quello di massimo entusiasmo per la coltivazione e il miglioramento di questa specie, menzionata anche nelle opere letterarie e largamente introdotta in parchi e giardini a disposizione del pubblico.
Progressivamente il numero delle varietà coltivate salì a diverse centinaia che si affermarono definitivamente sulla scena floricola con il nome di «varietà Edo».
Gli appassionati di fiori di quel tempo formarono delle associazioni per continuare, ricalcando la tradizione, i processi di miglioramento delle piante.
Quindi agli Iris Edo vennero ad aggiungersi delle splendide cultivar a fiore largo che oggi sono chiamate ‘Higo’.
A partire dal periodo Meiji (1868-1912) alcuni floricoltori iniziarono un’attività di scambio anche con l’estero sia per l’esportazione delle cultivar preferite in Europa e in America sia per l’importazione, più recentemente, di cultivar occidentali, allargando così ulteriormente le forme in coltivazione.

Iris per l’imperatore
Attualmente gli Iris disponibili offrono una vasta gamma di fiori da 10 a 20 cm di diametro, semplici o doppi, con lacinie più o meno appiattite, diversamente ripiegate verso il basso o verso l’alto. Alcune varietà sono monocrome, altre policrome, con colori che passano dal viola scuro al blu lavanda, al rosa e al bianco. In numerose località del Giappone ci si dedica attivamente alla coltivazione degli Iris non solo per ottenere una sufficiente produzione di fiori da recidere, ma anche per assicurare la conservazione delle numerose cultivar, soddisfare l’esportazione e fornire il materiale vegetale destinato ad ornare giardini e parchi. Un esempio molto vistoso è un giardino degli Iris presso il santuario shintoista Meiji a Tokyo, creato per le passeggiate imperiali, dove in una zona umida di 1200 mq centinaia e centinaia di fiori si distendono in una meravigliosa fascia accanto al ruscello che scorre verso il laghetto immerso nel verde e dove ogni anno a giugno accorrono i visitatori per ammirare la bellezza delle forme e dei colori degli Iris più belli del mondo.