Irrigazione del giardino

Il periodo che precede l'estate è il momento di prendere in considerazione attrezzature ed impianti per la distribuzione dell'acqua, di verificarne lo stato di manutenzione, di sostituire i pezzi eventualmente danneggiati o di realizzare un sistema automatico che sollevi dall'onere degli interventi manuali. Per scegliere l'impianto più adatto al proprio spazio verde occorre innanzitutto tenerne presenti le dimensioni, dalle quali dipendono sia il tempo richiesto da un'irrigazione manuale che la tipologia degli attrezzi mobili o di un impianto fisso.

Tubo e lancia
I piccoli spazi possono essere bagnati facilmente con tubo e lancia. Il primo deve essere di lunghezza sufficiente a consentire di raggiungere in modo agevole anche i punti più lontani dal rubinetto.
Per l'allacciamento sono molto consigliabili i raccordi universali, che possono essere usati su prese d'acqua di forma diversa. In tal modo non sarà necessario cambiare il pezzo qualora si rendesse necessario sostituire il rubinetto o collegare il tubo ad una sorgente idrica non abituale.

Quanto al materiale, l'orientamento odierno è verso plastiche resistenti allo schiacciamento ed agli agenti atmosferici, rinforzate con accorgimenti quali la retinatura o il doppio spessore, riconoscibile dal diverso colore interno ed esterno.
Quest'ultimo non è da considerarsi un semplice fattore estetico, ma anche un elemento di sicurezza. Il classico tubo verde, infatti, si mimetizza tra l'erba e se da un lato rende meno evidente il collegamento tra il rubinetto e l'irrigatore al centro del prato, dall'altro, per lo stesso motivo, rischia di finire più spesso sotto i piedi di un ignaro passante o tra le ruote di un tosaerba manovrato da un giardiniere distratto. Proprio per ridurre questi inconvenienti, da qualche anno sono state adottate anche tinte assai vistose, quali giallo e arancione.
Dopo l'uso il tubo va riavvolto sempre sul carrello apposito o su di un portatubo murale perché non si deformi.
Vediamo ora che cosa innestare al capo opposto a quello del rubinetto. Innanzitutto una lancia per interventi manuali. In questo attrezzo l'erogazione dell'acqua può essere comandata mediante leve posteriori, pulsanti o grilletti anteriori. La scelta dipende in gran parte dalla comodità d'uso dell'operatore, facilmente verificabile al momento dell'acquisto maneggiando un poco l'oggetto. Diversi invece gli aspetti da considerare per quanto riguarda la forma del getto, che varia a seconda dello scopo per il quale viene utilizzata la lancia stessa:

  • a pioggia: innaffiatura di piccole superfici e piante in vaso;

  • a doccia: innaffiatura di zone più stese ed aiuole;

  • forte: lavaggio di auto, caravan, arche, cortili, ecc.;

  • a spruzzo: irrigazione dell'orto;

  • piatto: innaffiatura di file di piante, risciacquo dopo il lavaggio;

  • nebulizzato: irrigazione di piante delicate e sensibili, anche in serra. Il getto delle lance si regola di consueto girando una ghiera, in due o più posizioni a seconda del modello.

Irrigatori mobili
Questi attrezzi sostituiscono la lancia quando si tratta di bagnare per un certo periodo di tempo una superficie piuttosto ampia, da 30-50 a 400-500 mq. Tale estensione è precisata sulla confezione ed offre un primo orientamento nella scelta. Un secondo fattore è costituito dalla forma dell'area da bagnare. Gli irrigatori circolari o a girandola, infatti, coprono una superficie rotonda, quelli oscillanti rettangolare o quadrata. Tutti hanno comunque la gettata regolabile.

Costruito in alluminio e polietilene antiurto, questo irrigatore permette di scegliere tra quattro diverse dimensioni della superficie da bagnare semplicemente girando il disco selettore

Base a slitta o su puntale da 1/2"
(foto D. e L. Volpi Spa)

Terzo ed ultimo elemento da considerare è la base, a slitta o a picchetto. La prima appoggia semplicemente sul terreno; il secondo va infilato al suolo con un po' di energia; consente però di tenere gli erogatori più alti, in posizione ideale per bagnare fiori, cespugli, ortaggi. E' recentissima l'introduzione sul mercato di modelli circolari a turbina particolarmente silenziosi, che consentono di bagnare anche singoli settori semicircolari perché dotati di un sistema di regolazione a piccoli passi della superficie irrigua. Inoltre il settore più vicino e quello più lontano vengono innaffiati in sequenza, con una distribuzione dell'acqua assai uniforme.

 

Varie forme del getto in diversi modelli di lance.

 

Gli irrigatori permettono di bagnare un intero giardino e l'attiguo orto con un unico attrezzo. Occorre però ricordarsi di spostarlo regolarmente per evitare alluvioni in un'area e siccità in quella limitrofa.

Impianti a scomparsa
Questo problema viene superato con gli impianti a scomparsa. Essi si basano su di una serie di tubi interrati ai bordi di prati ed aiuole e su pop-up, irrigatori chiamati così perché a riposo sono infilati al suolo, con la testina a filo del terreno, ma scattano alla superficie al momento di entrare in funzione.
I garden center ed i negozi di bricolage propongono kit completi, coi materiale per realizzare un impianto base e relativo manuale di istruzioni.

La pompa Jet 800 ha una portata fino a 3.600 litri/ora ed è completa di tubo e raccordi per una rapida installazione.
(Foto Al-ko Italia Spa)

Prima dell'acquisto è però indispensabile effettuare una progettazione accurata. I pop-up bagnano, a seconda del tipo, una superficie circolare, semicircolare o a quarto di cerchio. Vanno perciò collocati in modo che vi sia una sovrapposizione ai bordi delle aree interessate per evitare spazi asciutti. Si parte dunque da una planimetria del verde da irrigare con una precisa indicazione di alberi e siepi. Su di essa si segnano le posizioni della presa d'acqua, dei pop-up e dei tubi che andranno interrati per collegarli. Va ricordato che gli erogatori devono essere posizionati ad una reciproca distanza non superiore al 30% della loro gittata. E' necessario inoltre conoscere portata e pressione dell'acqua che sgorga dal rubinetto al quale andrà collegato l'impianto irriguo. La prima si ottiene facilmente; basta calcolare i secondi necessari a riempire un recipiente di capacità note all'apertura massima del rubinetto. Se un secchio di 10 litri si riempie in 20 secondi la portata sarà:
60 : 20 = 3 secchi/minuto
10 x 3 = 30 litri/minuto
30 x 60 = 1.800 litri/ora
Per misurare la pressione occorre invece applicare un manometro al rubinetto, sempre da aprire completamente per ottenere il dato corretto.

Progetto di impianto a scomparsa. Dalla fonte idrica presso l'abitazione (al centro del disegno) si diramano le tubazioni che portano l'acqua agli irrigatori, indicati con un cerchietto al centro della superficie circolare o semicircolare bagnata. (Dal catalogo DeN)

Gli irrigatori a scomparsa, come Statix, sono costituiti da un corpo centrale in robusto materiale sintetico, un filtro di ampia superficie, uno stantuffo, una testína e due deviatori intercambiabili per bagnare spazi diversi in relazione alla portata dell'acqua.
(Foto Protec Pordenonese Spa)

Se la pressione disponibile è inferiore a due ed il giardino piuttosto esteso, risulterà indispensabile installare una pompa ausiliare. Una volta raccolte tutte queste informazioni, si potrà affrontare l'argomento col proprio fornitore, che consiglierà il kit più adatto, da completarsi eventualmente con qualche pezzo singolo.
Il tecnico del garden aiuterà anche nella scelta della centralina informatizzata che controllerà il funzionamento automatico degli impianti.
Il piccolo computer digitale è oggi completato da sensore di umidità (se piove non si innaffia) e comando pompa per accendere e spegnere la medesima all'inizio ed alla fine della distribuzione e acqua. Il programma consente di scegliere una o più irrigazioni al giorno, di durata variabile ed in giorni prestabiliti della settimana. E' così possibile modificare la programmazione lungo il corso delle stagioni, suddividere il giardino in zone da bagnare con modalità diverse e, soprattutto, andare serenamente in vacanza nella certezza che le nostre indicazioni verranno puntualmente rispettate.