La Sanseviera

Tutti i segreti di una delle piante da appartamento più diffuse

Le foglie lunghe a forma di spada che, a seconda della specie, variano dal verde al gialloverde o grigio, rendono la Sansevieria praticamente indistruttibile e capace di vivere anche nel caldo secco del deserto dell’Africa Tropicale, suo luogo di origine. Di stirpe nobiliare, la Sansevieria ha ereditato il comportamento fiero dal principe settecentesco Raimondo di Sangro di San Severo, a cui deve il nome botanico. Nonostante il suo lignaggio ‘nobile’, questa pianta non peccherà mai di presunzione.

È un’aristocratica che preferisce stare tra la gente ‘comune’ e farà di tutto per costruire un legame che duri per tutta la vita. La Sansevieria è, infatti, una pianta tenace su cui fare affidamento per moltissimi anni, “ il supereroe” del mondo vegetale che aiuta chi le sta vicino.

Non solo depura l’aria, ma aumenta anche il livello dell’ossigeno in casa e in ufficio, combattendo con successo l’aria secca. Quali i benefici? Aumentando l’umidità dell’aria ha uno straordinario potere idratante: diminuisce sensibilmente la secchezza della pelle, l’irritazione causata dalle lenti a contatto e l’arsura della gola. In questo modo chi vive a stretto contatto con la Sansevieria godrà di un ambiente fresco e salubre, che nutre mente e spirito. Con il passare degli anni e con la crescente consapevolezza da parte di tutti del suo valore, la Sansevieria si è liberata dalla tradizionale immagine di pianta da pianerottolo. Oggi si presenta infatti anche come pianta per arredare la casa, permettendo a chi ama il verde, ma non ha abbastanza tempo da dedicargli, di trovare in questa pianta una compagna ideale che sopravvive senza problemi al trattamento più miserabile. Aria secca, ombra, sole pieno, non fanno differenza. È sufficiente annaffiarla una volta ogni 2-3 settimane e la Sansevieria continuerà imperterrita a crescere e a esercitare i suoi effetti benefici.

Nome Sansevieria

Cognome Agavaceae

Soprannome “Supereroe del deserto”

Aggettivo Incrollabile e tenace

Etimologia secondo la tradizione, il genere fu denominato sansevieria da Raimondo di Sangro, principe di Sansevero, nel XVIII secolo. Di recente, invece, si tende a legare l’etimo al duca Pietrantonio Sanseverino, al quale Vincenzo Petagna, il botanico scopritore del genere, avrebbe voluto dedicarlo: il naturalista svedese Thumberg ne avrebbe infatti registrato il nome in forma erronea (Sansevieria anziché Sansevierinia).

Luogo di nascita quasi tutte le specie provengono dall’Africa, con eccezione di Sansevieria Zeylanica che è originaria di Ceylon.

Altezza una pianta ‘tutta d’un pezzo’, la Sansevieria ha un’altezza variabile da 30 cm ad oltre 1 metro. Mentre la sua arma segreta, le foglie, raggiungono dimensioni anche superiori al metro.

Stato di famiglia sono circa 50 le tipologie di “fustaccioni” della famiglia Sansevero.

Tra questi spiccano per bellezza e ‘virilità’ alcune specie in particolare: Sansevieria cylindrica, Sansevieria asciata, Sansevieria grandis, Sansevieria hahnii, Sansevieria liberica, Sansevieria scabrifolia, Sansevieria thyrsifolia e la Sansevieria trifasciata.

Perfetto regalo per più che un regalo, è un compagno con cui si decide di condividere la propria vita. La Sansevieria vive per molti anni e, dal primo all’ultimo istante della sua esistenza, non smette mai di vegliare su chi le sta intorno.

Abbinamento di colore la forma robusta e perfettamente eretta delle foglie, unita al colore che, in base alla specie, varia dal verde al gialloverde o grigio, conferiscono alla Sansevieria un aspetto a metà strada tra l’altezzoso e il selvaggio. Ecco perché, se in ambienti etnici è stilisticamente a proprio agio, inserita in contesti più classici e moderni diventa il tocco di ‘selvaggio’ che rimanda a mondi lontani.

Vaso preferito da vero supereroe, non richiede un ‘alloggio’ particolare. Sempre meglio però non approfittare della forza della Sansevieria e concederle qualche attenzione. Rinvasare in marzo-aprile, se necessario. Se non si procede al rinvaso, è bene sostituire 2,5 cm di superficie del substrato con terriccio nuovo. Somministrare concime liquido, in primavera-estate, ogni 3-4 settimane.

Stagione preferita nata e cresciuta con il clima secco e torrido del deserto, si trova a proprio agio con le temperature alte. Soffre un po’ il freddo in inverno, quando si scende sotto i 10-13 °C, anche in questo caso è comunque in grado di tollerare temperature inferiori.