La situazione del Punteruolo rosso in Abruzzo e nelle Marche

A cura di Fitobenefit.it

Nell’ambito del convegno “Punteruolo Rosso delle Palme: la proposta di Agronomi e Forestali”, avvenuto il 10-12-2010 A Francavilla al Mare (CH), organizzato dalla Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali d’Abruzzo (link: www.agronomichieti.it – e-mail: info@agronomichieti.it), si è fatto il punto della situazione del curculionide in Abruzzo e Marche.
I relatori sono stati il Dott. Agr. Angelo Mazzocchetti (ARSSA Abruzzo), il Dott. Agr. Sandro Nardi (ASSAM Marche), il Dott. Agr. Daniele De Marco (agronomo Comune di Francavilla [CH]), il Dott. Agr. Luigi Giannangelo (libero professionista) e Umberto Febo (Assoverde Abruzzo).

Nella Regione Abruzzo i primi casi di palme infestate risalgono al 2007, quando venne rilevato il punteruolo (Rhynchophorus ferrugineus) nell’ambito del verde privato compreso tra Pescara e Montesilvano (PE). Poi l’infestazione si allargò al verde pubblico intaccando le imponenti Phoenix canariensis della riviera impiantate negli anni ’60. Progressivamente sono stati raggiunti i comuni della costa verso nord: Pineto (TE), Roseto (TE), Giulianova (TE), Corropoli (TE), Martinsicuro (TE), verso sud: Francavilla al Mare (CH) e Ortona (CH) con un solo caso registrato. Verso l’interno il parassita ha raggiunto la vallata del fiume Pescara ed il comune di Alanno (PE), dove è ipotizzabile che l’insetto sia stato veicolato dall’uomo in quanto il luogo del rilevamento è ad una distanza superiore alla sua autonomia di volo.
I comuni colpiti nella regione erano 4 nel 2008, 13 nel 2009 e sono arrivati a 24 nel 2010.
Si stima che le palme abbattute arrivino al migliaio, considerata la difficoltà di conteggiare gli esemplari del verde privato che vengono distrutti in clandestinità.
La normativa è in evoluzione con la Decisione della Commissione 2010/467/UE, del 17 agosto 2010, che modifica la Decisione 2007/365/CE relativamente ai vegetali sensibili e alle misure da adottare nei casi in cui è identificato il Rhynchophorus ferrugineus.adulto di Punteruolo (Rhynchophorus ferrugineus).

In sintesi:
– si è allargato l’elenco delle specie sensibili;
– gli Stati membri effettuano controlli periodici sulla presenza e diffusione del curculionide e provvedono a notificare;
– i proprietari di palme sono obbligati a segnalare anche i casi sospetti di infestazione;
– nell’ambito degli Stati membri si elaborano opportune misure (distruzione o risanamento meccanico dei vegetali infestati, trattamenti, cattura massale con trappole a feromone, sostituzione con specie non sensibili) e piani di azione (termini per attuare le misure e possibilità di intervenire anche finanziariamente).

Dalle osservazioni effettuate nella Regione Abruzzo si è dedotto che il risanamento meccanico delle palme infestate ha avuto in alcuni casi successo, in particolar modo quando si è intervenuti nelle prime fasi dell’infestazione. Per migliorare la qualità dei monitoraggi al fine di individuare tempestivamente i segni della presenza del Punteruolo, è bene effettuare le osservazioni dall’alto con piattaforma di lavoro elevabile in sicurezza [link: La sicurezza nei lavori di potatura ed abbattimento alberi con piattaforma di lavoro elevabile (PLE)
D.Lgs n°81 del 09-04-08 e successive modifiche e/o integrazioni
(http://www.lulu.com/product/libro-a-copertina-morbida/la-sicurezza-nei-lavori-di-potatura-ed-abbattimento-alberi-con-piattaforma-di-lavoro-elevabile-%28ple%29-%28dl-090408-n%c2%b081%29/5613813 ) ].

Per il Comune di Francavilla al Mare (CH), che ha ospitato il convegno, sono stati riportati i seguenti dati: su 350 palme totali tra la costa e la collina, il Comune ha effettuato 12 abbattimenti ed alcuni tentativi di recupero su palme infestate. Sono stati divulgati alla cittadinanza avvisi di massima sulle modalità di lotta ed è stata emessa un’ordinanza di abbattimento per le palme con sintomi di infestazione nel verde privato.

Per la Regione Marche l’individuazione delle zone infestate e zone cuscinetto è limitata alla zona sud-costiera, in particolare nei Comuni di S. Benedetto del Tronto (AP), Grottammare (AP), Cupramarittima (AP), Monteprandone (AP), tutti nella Provincia di Ascoli Piceno con un’unica eccezione nella provincia di Macerata dove è ipotizzabile la diffusione accidentale da parte dell’uomo.
Le palme infestate censite sono arrivate a 519, di cui 35 nel 2008, 89 nel 2009 e 395 nel 2010, che è stato definito “l’anno terribile”.

E’ stata decisiva l’evoluzione della normativa che ha permesso il tentativo di recuperare le palme, laddove in precedenza era obbligatorio l’abbattimento.
Con lo studio di piani d’azione si è evidenziata la necessità di controllare lo spostamento dei vegetali sensibili, la loro produzione ed il monitoraggio del punteruolo: sia visivo, sia mediante trappole a feromoni da utilizzare però solo nelle aree già infestate, perché altrimenti possono diventare pericolosi richiami.

E’ stata emanata la Delibera di Giunta Regionale 357/2009 per procedere alla potatura sferica di risanamento degli esemplari infestati. Durante questi interventi si è proceduto al lavaggio dalla segatura per aumentare l’efficacia dei trattamenti di mantenimento, da eseguire a 30gg, 60 gg e 180 gg dall’intervento.
Si è evidenziato come non sia opportuno ricoprire di mastice i tagli di motosega per non occludere eventuali fori delle larve che possono permanere dopo la dendrochirurgia: infatti l’intervento non deve essere troppo invasivo per preservare l’apice vegetativo della palma. E’ stato osservato che dopo l’intervento permanevano nella palma dal 2% all’80% delle larve, che venivano abbattute totalmente solo dopo i trattamenti.
Inoltre è stato illustrato come non sia opportuno lavorare a ridosso dell’inverno, per non esporre la palma al freddo che, dopo l’asportazione di buona parte della parte vegetativa, può essere letale.
Prove sperimentali hanno evidenziato che, tra i trattamenti di mantenimento, sono più efficaci quelli chimici sulle larve e quelli con nematode entomoparassita sui bozzoli.
Il limite del trattamento chimico è la mancata autorizzazione ministeriale, considerato che la “finestra dei 120 giorni” per ogni anno è un’anomalia, in quanto dovrebbe essere solo l’una tantum prima della registrazione.
Il limite del trattamento biologico con nematode entomoparassita sono le alte temperature (> 30°) che lo rendono inefficace in estate.
Nel Comune di Grottammare (AP) tra il 2008 e il 2009 sono state effettuate catture massali con trappole a feromoni, disposte ad almeno 20 mt da ogni palma. L’intervento è stato di successo, con sicuro effetto di riduzione degli adulti in volo: tra quelli catturati il 30% erano maschi e ben il 70% femmine con uova, che avrebbero potenzialmente infestato nuove palme.

Dott. Agr. Luca Di Lorenzo