La terra per ogni pianta

Caratteristiche e componenti di un buon substrato colturale.

Substrato: un termine tecnico divenuto d'uso comune solo da pochi anni. In precedenza si parlava semplicemente di terra o di terriccio, che si andava a cercare nei boschi depauperando l'ambiente naturale e portandosi a casa qualche infezione di troppo. Foglie, corteccia, segatura, sabbia, terra venivano utilizzati da floricoltori e giardinieri per ottenere le più svariate miscele secondo ricette personalizzate Al consumatore privato arrivavano sacchetti di "Terriccio Universale" buono per tutti gli usi.
Ora substrati ben più affidabili vengono preparati da aziende specializzate che operano su basi industriali e garantiscono la costanza qualitativa del prodotto, la sua specificità per le esigenze di un determinato gruppo di piante, lo stato sanitario ovvero l'assenza di patogeni pericolosi.

Le caratteristiche
Il substrato del contenitore è, in un certo senso, il mondo delle piante in vaso, costrette loro malgrado ad adattarsi in uno spazio limitato dove trovano sostegno e nutrimento.
Meglio dunque che all'atto del rinvaso trovino un ambiente favorevole, che garantisca una rapida ripresa vegetativa e stimoli lo sviluppo delle radici. Una struttura sciolta e porosa è la prima delle caratteristiche richieste ad un buon substrato da vaso. Parlando di terricci, per struttura si intende il modo in cui le particelle più piccole si aggregano tra loro per formarne di più grosse. Queste ultime si dispongono in modo da lasciare tra l'una e l'altra un gran numero di piccoli spazi, cunicoli o pori, alcuni dei quali si possono rilevare anche ad occhio nudo. Tali porosità più grandi rappresentano le riserve d'aria della pianta e consentono un rapido sgrondo dell'acqua in eccesso, di quella cioè che non si ferma nei pori più piccoli per costituire le riserve idriche.
Oltre ad acqua e aria le radici cercano nel substrato anche gli elementi nutritivi che vengono trattenuti e scambiati quasi sempre in forma di ioni, per evitare che siano portati via dall'acqua di sgrondo.

Un terriccio soffice e ricco di porosità garantisce il drenaggio dell'acqua di irrigazione ed assicura una adeguata riserva d'aria alle radici.

I materiali argillosi sono carichi elettricamente e trattengono gli elementi nutritivi in forma ionica.

La capacità di assorbimento ionico è minima nella sabbia e massima nell'argilla, che però si compatta facilmente, perdendo quindi porosità e diventando inadatta alla vita delle piante.
Va tenuto pure conto del grado di acidità, espresso col ben noto indice pH. Azalee, camelie, ericacee necessitano di un substrato molto acido, con pH inferiore a 5. La maggior parte delle altre ornamentali richiede invece un terriccio con pH intorno al 6. Il grado di acidità dato dal produttore dovrebbe quindi mantenersi il più possibile costante. Perché ciò avvenga il substrato deve essere dotato di un'elevata capacità tampone che eviti le modifiche indotte a fattori quali acqua d'irrigazione troppo calcarea e concimazioni.

Le componenti
Elemento base delle miscele commerciali è la torba, che rende il substrato poroso e morbido. Questo materiale, derivante dalla decomposizione di antiche piante palustri, presenta caratteristiche fisico-chimiche e biologiche del tutto idonee ad un armonico, naturale e completo sviluppo del vegetali, La sua struttura, ricca di cellulosa e fibra, la rende atta ad essere esplorata dalle radici. La sua matrice organica, quasi del tutto priva di microrganismi batterci e fungini, si modifica molto lentamente garantendo stabilità al substrato. Le torbe possono essere acide o neutre; vengono quindi scelte e abbinate in proporzioni diverse per ottenere substrati di vario tipo.
L'argilla assicura la capacità di scambio ionico ed è dotata di un buon potere tampone, Viene pertanto impiegata, insieme a torbe acide, nella preparazione di terricci specifici per acidofile.
La corteccia grossolana contribuisce a mantenere li volume del substrato che, in vaso, tende a compattarsi, aumenta la porosità favorendo il deflusso dell'acqua in eccesso. L'humus di corteccia è molto ricco di microrganismi utili. E stato infatti dimostrato che i patogeni del terreno si diffondono meno velocemente in un substrato con un certo contenuto in batteri e funghi umificanti.
La sabbia, come già accennato ha una bassissima capacità di assorbimento ionico. Non trattiene neppure l'umidità e viene quindi utilizzata in miscele destinate alle cactee, alle piante grasse, a tutte quelle specie che richiedono un terreno asciutto, poroso, molto drenato.
Gli elementi nutritivi, indispensabili allo sviluppo dei vegetali, vengono normalmente addizionati al substrato tenendo conto dell'uso cui lo stesso è destinato. Il prodotto commerciale è quindi, in genere, già fornito di quella concimazione di base, che assicurerà una pronta ripresa dopo il trapianto. Vengono incorporati preparati "a lenta cessione" o a "cessione programmata" che liberano le sostanze utili a poco a poco, in un certo periodo di tempo. E' quindi importante leggere le informazioni che a tal proposito sono riportate sulla confezione per sapere come e quando riprendere a concimare dopo il rinvaso.
In ogni caso è consigliabile attendere che le piante si siano ambientate nella loro nuova dimora e che abbiano iniziato ad emettere nuove gemme, foglie e fiori.

Fasi di lavorazione di un substrato prodotto su scala industriale.

Confezioni pronte per la commercializzazione. In questo caso si tratta di un substrato per piante fiorite arricchito di concimi a lenta cessione.

Il rinvaso
La sostituzione del contenitore diventa necessaria quando la pianta é cresciuta tanto da "stare stretta" nel vaso abituale.
Per le ornamentali da foglia, che in appartamento vivono parecchi anni, andrebbe effettuata ogni primavera finché la pianta è giovane, poi ad anni alterni, aumentando gradualmente, ma non di molto, le dimensioni del vaso.
Un poco di spazio in più stimola le radici che si concentrano sul fondo, ad esplorare nuove zolle di terra e quindi a svilupparsi ulteriormente, ma un vaso molto grande crea squilibri anche estetici e rappresenta un ingombro inutile.
Il trapianto delle annuali dal vasetto o dal pack dove sono cresciute nella cassetta o fioriera che le ospiterà per la breve stagione della loro vita ha invece soprattutto lo scopo di creare una macchia di colori armonizzanti tra loro con una precisa funzione decorativa.
In entrambi i casi l'operazione si svolge sulla base di alcune semplici regole che variano un poco a seconda che la pianta da spostare si trovi in un contenitore di terracotta o di plastica. Ancor prima di iniziare il lavoro il vecchio terriccio andrà bagnato: perché non si polverizzi al momento della svasatura, ma si compatti in una zolla che trattenga le radici, favorendo il completo distacco dalle pareti del recipiente.
Una mezz'ora dopo l'irrigazione si può capovolgere il contenitore trattenendo con una mano pianta e zolla. I vasetti di plastica possono essere dolcemente schiacciata sui lati per staccarli dalla terra. Quelli di terracotta troppo tenaci cederanno sotto qualche leggero colpo di martello: meglio rompere il vaso che le radici.
Sempre a proposito di queste ultime, occorre prestare attenzione a quelle che possono fuoriuscire dai fori di drenaggio per estrarle con delicatezza evitando di strapparle.
Quando si tratta di piante adulte, si elimina buona parte del vecchio terriccio, che facilmente si stacca dalla zolla principale, e si esamina lo stato delle radici per tagliare quelle vecchie e marcescenti.
Sistemare uno strato di argilla espansa sul fondo del nuovo contenitore. Svolgerà funzioni di drenaggio ed eviterà ristagni d'acqua anche nel caso non si svuoti subito il sottovaso. Coprire questa base con nuovo terriccio, di tipo adatto alla specie da invasare.
Collocare la pianta, o le piante se si tratta di composizioni, badando che il colletto si trovi 2-3 cm al di sotto del bordo superiore del vaso o della cassetta.
]i nuovo substrato andrà aggiunto fino a questo livello, in modo che rimanga spazio sufficiente per l'acqua delle innaffiature e per lavorazioni superficiali del terreno con gli appositi, piccoli attrezzi per piante in vaso.
Il terriccio va collocato poco per volta, premendo leggermente ed evitando di sporcare le foglie più basse che, al termine del lavoro, andranno comunque pulite da eventuali residui. Le piante rinvasate vanno innaffiate con abbondanza, finché l'acqua non esce dai fori di drenaggio dimostrando cosi di aver inumidito tutto il terriccio destinato a diventare ben presto zolla.
Le specie da esterno gradiscono essere riparate dal sole nei primi giorni, finché non avranno superato il lieve stress che sempre accompagna un cambiamento dell'ambiente colturale.