Le motoseghe

Chi ha un piccolo giardino ricorre a questo attrezzo solo per potare i rami più grossi degli alberi, ma se ha la fortuna di possedere anche un caminetto, la motosega può servire anche a tagliare i ciocchi. Per un appassionato di bricolage è un elemento indispensabile del 'parco macchine'. Si arriva così al confine tra modelli amatoriali e professionali e ancora alle potenti motoseghe necessarie agli operatori del verde pubblico ed ai forestali. Grandi o piccoli, tutti questi attrezzi sono composti da tre parti ben distinte: il carter di protezione, il motore e l'apparato di taglio.

Le motoseghe per giardinaggio, come Jolly 35 di Alpina, sono poste in commercio corredate da una serie di utili accessori

Motosega elettrica McCulloch. Si noti il paramano posto davanti all'impugnatura

Il carter
E' in pratica la "scatola" che racchiude il motore, ma da esso dipendono la comodità e, in parte, la sicurezza dell'operatore.
L'impugnatura deve infatti essere comoda, adatta alla forma della propria mano, e permettere di utilizzare l'attrezzo mantenendo una posizione naturale del corpo. Gli altri sono protetti dal paramano, una specie di schermo collocato fra la lama ed il gruppo del motore per proteggere da schegge e pezzetti di legno che schizzano intorno. Per maggior sicurezza è comunque consigliabile indossare un paio di guanti prima di mettersi al lavoro; alcune Case produttrici li forniscono addirittura insieme alla macchina. Sempre per la tutela della propria persona è importante verificare, all'atto dell'acquisto, che la motosega sia munita di un sistema antivibrante, ossia di ammortizzatori che limitino la trasmissione delle vibrazioni all'operatore. Tale impatto è attuato pure dai tamponi in gomma tenere sulle impugnature. Il carter va pulito con uno straccio; periodicamente è anche opportuno verificare lo stato di viti e bulloni che io tengono in posizione, stringendo quelli che risultano allentati.

Particolare di catena e barra guida per elettroseghe Ryobi (a destra), modelli professionali per lavori di taglio e troncatura.

Motore ad accensione elettronica di una motosega Opem. La coibentazione del sistema di alimentazione del carburante elimina i problemi dell'avviamento a caldo.

Il motore
Alcune motoseghe per il giardino e la casa sono dotate di motore elettrico, sicuramente gradito agli ecologisti perché non emette gas di scarico. E' però necessario lavorare sempre nel pressi di una presa di corrente e ciò costituisce un indubbio limite alla versatilità di questi modelli.
La maggior parte delle macchine amatoriali e professionali è pertanto equipaggiata con motori a due tempi alimentata da una miscela di olio e benzina che assicura una lubrificazione sempre ottimale. A tal proposito va ricordato che molte Case costruttrici vendono la motosega corredata da un misurino graduato per l'olio e da un flacone di olio stesso, che deve essere specifico per la miscela. I motori oggi in uso possono funzionare anche con benzina senza piombo e sono dotati di marmitta silenziosa, in regola con le norme CEE sull'inquinamento acustico. L'accensione elettronica è generalizzata; questo sistema garantisce una facile messa in moto e riduce le esigenze di manutenzione, che comunque va sempre curata. Se si prevede di non utilizzare la motosega per qualche tempo, il serbatoio va svuotato per evitare che si formino depositi di grasso a seguito dell'evaporazione della benzina. Con l'occasione si controlleranno pure le condizioni della candela, da pulire con uno spazzolino metallico.
Il filtro dell'aria va liberato dai depositi di segatura, sempre presente quando si maneggia il legno. I fori possono essere sturati con il getto d'aria di un compressore o con un pennellino imbevuto di benzina.

Modello da 30 cm Bandit Homelite, particolarmente leggero pesa soltanto 3,4 kg

Jonsered 2077 Turbo è stata recentemente munita di un sistema di Oltraggio che pulisce l'aria al 99% ancor prima di farla giungere al fíltro vero e proprio

L'apparato di taglio
Barra guida (o lama) e catena rappresentano il vero cuore della motosega. La prima può avere diverse lunghezze dai 35 cm dei piccoli modelli per hobbistica ai 60 cm delle macchine per lavori forestali, attraverso tutta la gamma intermedia. La seconda costituisce il vero e proprio organo di taglio; sono infatti i suoi denti che attaccano il legno e vi penetrano spezzandolo. Una catena ben affilata e in tensione nell'apposita scanalatura della barra può affrontare qualsiasi tipo di tronco, sia duro come il rovere che più morbido come il pioppo. L'apparato di taglio, nel suo complesso, è sempre sottoposto al controllo di severi sistemi di sicurezza, il primo dei quali è il freno catena, che la arresta immediatamente in caso di anomalo posizionamento dell'apparecchio quando è in funzione. La catena è formata da una serie di denti variamente inclinati che richiedono una regolare affilatura. Le modalità per eseguire questa operazione sono specificate sul libretto di istruzioni allegato alla motosega o sulla confezione delle catene acquistate separatamente. Perché l'apparecchio resti sempre un efficiente strumento di lavoro, è consigliabile eseguire un'affilatura manuale ogni 10-12 ore di attività, utilizzando l'affilatore o la lima fornita dal fabbricante per ripassare tutti i denti taglienti, mantenendo l'angolo di taglio originale. E' un'operazione delicata, che per le prime volte richiederà molta attenzione. Poi ci si fa l'occhio e l'affilatura viene da sé. Inutile però cercare di por rimedio ai danni provocati dall'urto contro sassi o chiodi rimasti nel legno da tagliare. I denti stortati o seriamente danneggiati dall'impatto con un corpo estraneo duro possono essere sistemati soltanto presso un'officina specializzata, dove un tecnico provvederà a ridare loro la giusta inclinazione.
Quando la catena è logorata dall'uso è necessario provvedere alla sua sostituzione con una nuova, preferibilmente originale della Casa costruttrice dell'apparecchio. Nello stesso tempo va sostituito il pignone, ovvero la ruota dentata che mette in moto la catena stessa. Questo pezzo infatti si logora di pari passo e lasciare il vecchio sulla macchina significa rovinare la nuova catena. Al contrario una catena difettosa finisce con il segnare irrimediabilmente il pignone. Quando si effettua questa sostituzione è anche opportuno pulire con un cacciavite la scanalatura della barra in cui scorre la catena stessa ed ingrassare il rocchetto di punta con un lubrificante specifico che andrà spremuto nell'apposito forellino. La lama stessa richiede una periodica sostituzione, ma in tempi più lunghi. Un utile accorgimento consiste nello smontarla e rimontarla al contrario quando si cambia la catena, in modo che il lato superiore diventi quello inferiore. In questo modo il pezzo subirà la medesima usura da ambo i lati. Queste operazioni possono presentare qualche complessità per il profano, cosi le Case produttrici mettono in commercio le motoseghe per hobbistica con barra e catena già correttamente montate. Basta quindi riempire il serbatoio, avviare il motore e tagliare.