Naturalità dei boschi

Per scoprire e rendere concreto il limitato e poco chiaro significato di naturale e naturalità e di intensità dell’influenza umana sull’ecosistema del bosco sono stati proposti dal Prof. Grabherr, in un progetto di ricerca dell’Università di Vienna, i criteri guida per una classificazione dei gradi di influenza (emerobia). Secondo Kovarik, l’emerobia “è la misura dell’influsso culturale dell’uomo sull’ecosistema“.
In collaborazione con l’Università di Vienna, l’Accademia delle Scienze e il Ministero dell’Agricoltura e Foreste, è stato redatto nell’ambito di un progetto internazionale dell’UNESCO (il MAB, Man and Biosfere) un dettagliato bilancio delle superfici in relazione al grado di naturalità dei boschi austriaci. Base per la classificazione dell’emerobia nel progetto MAB è la potenzialità naturale della associazione forestale (PNWG).Tale è da intendere ogni specie che si affermerebbe in determinate condizioni ambientali, quando l’uomo non intervenga ulteriormente a modificare le condizioni dell’ecosistema e la vegetazione trovi il tempo per svilupparsi fino allo stadio di climax.

In questo studio, la PNWG viene definita da una apposita commissione, da una elaborazione statistica delle consociazioni della vegetazione locale (tabelle della vegetazione) e da un programma esperto per l’analisi dei dati stazionali. Come termine di paragone è stato considerato l’insieme dei boschi ecologici.
Per valutare il livello di emerobia di un bosco, sono stati fissati 11 criteri che prendono in considerazione rinnovazione naturale, tipo di utilizzazione, entità di legname morto, ecc.
Associando le diverse qualifiche viene poi accertato il grado di emerobia che può variare tra 9 (emerobia/naturale) e 1 (poliemerobia/artificiale). Semplificando, i 9 gradi di emerobia vengono espressi tramite 5 gradi di naturalità:

  • 9 = naturale;
  • 8 e 7 = con caratteristiche di naturalità,
  • 6 e 5 = moderatamente alterato,
  • 4 e 3 = decisamente alterato,
  • 2 e 1 = artificiale.

Le prime valutazioni del territorio, così, dimostrano come i boschi dei territori alpini del Nord rappresentino la più alta influenza antropologica, mentre nelle Alpi calcaree del Nord e del Sud, così come nelle aree alpine interne, si trovano le più grandi superfici a bosco con caratteristiche di buona naturalità.
Un confronto fra tre livelli altitudinali mostra come i boschi artificiali e molto modificati ricadano nei livelli collinare e pedemontano. I boschi con buone caratteristiche di naturalità sono rappresentati nel livello montano, con il baricentro nell’area subalpina.
Le associazioni forestali vengono raggruppate in 24 gruppi (secondo Mucina, in Austria esistono 116 associazioni) aventi una similitudine biologica e con un grado tassonomico di associazione o di sottoassociazione.
Secondo Otto Moser, che riporta in AFZ alcune osservazioni su questa classificazione, è auspicabile che lo studio possa trovare un’applicazione concreta in stretta collaborazione e in ampia concordanza tra le istituzioni che hanno il compito della protezione della natura e le istituzioni forestali. Senza dubbio, lo studio può non influire sui differenti punti di vista, ma è necessario che protezione della natura ed economia forestale trovino un accordo. Lo studio sull’emerobia dei boschi potrebbe essere ufficialmente coordinato con l’esistente inventario forestale austriaco.
Un definito grado di emerobia può avere una valutazione molto differente a seconda dei punti di vista: un vero difensore della natura assegna forse per questo facilmente la nota 1, dove un proprietario forestale si limita al 5. In una libera interpretazione del grado di emerobia, inoltre, un contributo importante è dato dalla valutazione sul tipo di gestione del bosco.
Il paesaggio mitteleuropeo oggi è, per la maggior parte, un paesaggio civilizzato, non naturale. L’influsso dell’uomo è molto vario andando, nella scala dell’emerobia, da 8 a 1.Fino a quale grado di emerobia il bosco può essere alterato, per mezzo di provvedimenti forestali, affnché si rinunci, da un lato, a parte delle esigenze ecologiche e, dall’altro, si soddisfino le pretese produttive dei proprietari forestali? Un rappresentante dei proprietari forestali ha dichiarato: “lo non sarò uno scolaro esemplare, non devo avere un molto bene, mi basta un discreto (grado di emerobia 5 o 6)”. Da qui si comprende il grande compito della selvicoltura: definire le deviazioni dalle condizioni di naturalità dei boschi sopportabili a livello ecologico. A questo riguardo, la relativa stabilità’ o instabilità di un ecosistema viene a svolgere un grosso ruolo, in rapporto ai parametri stazionali.
Decisamente alterato e artificiale sono sempre termini negativi? Come deve giudicarsi una formazione di douglasie in un bosco di querce e faggi? Qual è la differenza tra grandi e piccole superfici? La questione emerobia termina ai margini del bosco? Come si deve interpretare un campo di mais? Come si valutano i rapporti tra economia forestale e agricoltura?
Appare accettabile l’ipotesi che gli ecosistemi forestali naturali e inalterati oggi sono ubicati generalmente in luoghi inaccessibili o di difficile accesso (altipiani, pendii e simili). Da parte dei protettori della natura c’è il desiderio che, per l’approfondimento degli studi sul grado di naturalità forestale, in ogni singola realtà forestale dell’Austria debba essere mantenuta o costituita una cosiddetta riserva naturale. Numerose riserve esistono già ma la loro distribuzione nell’ambito delle diverse associazioni forestali è ancora incompleta.
Sempre secondo Moser, nella definizione del grado di emerobia svolge un importante ruolo la composizione della componente arborea e di quella erbacea. Entrambi questi parametri sono però influenzabili non solo da provvedimenti forestali, ma anche, ad esempio, dall’azione della selvaggina. Tutti questi fattori devono essere presi in considerazione al momento di un qualsiasi intervento di miglioramento selvicolturale.
La classificazione naturale / non naturale non deve essere in alcun modo coercitiva, ma in molti casi esprimerà un’esigenza di miglioramento. Lo studio dell’emerobia deve trovare nell’amministrazione forestale tante conferme quanti appoggi.
Non si deve dimenticare, però, che i positivi cambiamenti del grado di naturalità di un bosco hanno luogo e possono essere definiti tali solo in tempi lunghi. Deve essere inoltre osservato che i boschi austriaci si trovano in mano a più di 200.000 proprietari con interessi molto diversi tra loro. Nella conduzione del bosco, quindi, avranno un peso determinante le finalità economiche particolari e quelle della politica forestale nazionale. In questo senso, sarà determinante l’opera degli uffici forestali.