Nuove abitudini, nuovi problemi per le piante: Paysandisia archon

Morfologia, biologia ed etologia del castnide delle palme (Paysandisia archon)

 

Il 24 novembre 2011 presso la sala civica Castellani di Gargnano (BS) si è svolto un importante incontro tecnico inerente gli aspetti fitosanitari connessi all’introduzione, sul territorio nazionale, di insetti e malattie fungine di provenienza extra europea, in particolare dall’Asia e dal continente sud-americano, organizzato dall’Associazione Florovivaisti Bresciani in collaborazione con ERSAF, ServizioFitosanitario Regione Lombardia, Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali Brescia.

Paysandisia archon è un insetto che, proveniente dall’Argentina e dall’Uruguay, è arrivato in Europa grazie al commercio di palme (Trithinax sp.) e da alcuni anni è presente anche in Italia. Negli adulti, le ali anteriori sono di color marrone olivastro mentre quelle posteriori sono rosse con macchie irregolari bianche e nere ed a causa delle notevoli dimensioni, durante il volo, il battito delle ali è udibile distintamente.  La Paysandisia in Italia infesta principalmente Chamaerops humilis e Trachycarpus fortunei, secondariamente vengono infestati esemplari di Phoenix canariensis.
Il castnide è meno frequente su altre specie di palme.
Le uova sono deposte isolate sulle foglie o sugli stipidi (il fusto non ramificato con una rosetta di foglie all’apice -Palme-), a volte alcune uova sono deposte vicine tra loro, molto raramente a contatto. Le larve di questo insetto si nutrono dei tessuti vegetali delle palme scavando gallerie all’interno del fusto e dei piccioli fogliari, dai quali fuoriesce della rosura di colore marrone scuro. I bruchi vivono aprendosi la strada fra le basi dei piccioli fogliari di Chamaerops e Trachycarpus e, eventualmente, scavando brevi gallerie negli stipiti. Quando infestano le Phoenix canariensis, i bruchi scavano tunnel di circa 60 cm. di lunghezza, senza comprometterne la vitalità se le piante sono adulte. Tali tunnel sono piuttosto liberi dai residui dello scavo e dell’alimentazione che le larve scaricano all’esterno attraverso appositi varchi. I bruchi, specialmente durante le ultime età larvali, scavano i loro tunnel entrando ed uscendo dalla pianta ospite. Diventate mature, le larve, partendo dallo sbocco di una galleria, ne tappezzano di seta un lungo tratto per poi tessere un bozzolo al riparo della pianta. La crisalide, in procinto dello sfarfallamento, percorre il tratto tappezzato di seta e raggiunge lo sbocco della galleria. Dopo lo sfarfallamento, le esuvie (rivestimento esterno dell’insetto che viene sostituito ed abbandonato in seguito alla muta) della crisalide restano a lungo sulla pianta e sono utili per identificare facilmente il fitofago (in particolare sulle Phoenix canariensis).I danni possono essere significativi su Chamaerops Trachycarpus perché infestazioni particolarmente gravi portano a morte anche tutti gli stipiti di una pianta.

Chiunque osservi piante sintomatiche o la presenza dell’insetto in giardini privati o aree di verde urbano, deve segnalarlo al Servizio Fitosanitario Regionale di ERSAF (Tel. 02.67404.1 – centralino o  0303540333 – sede di Brescia) o inviare una mail a  infofito@ersaf.lombardia.it )

r.b.