Oltre 1/4 degli Italiani possiede un orto domestico, purtroppo la maggior parte di loro improvvisa

L'orto trova sempre più sostenitori, ma, ahimè, la preparazione adeguata langue

Non è una novità, vuoi la crisi, vuoi la ricerca di un cibo più sano (o meno contaminato), vuoi il piacere di poter gustare i frutti del proprio lavoro, vuoi la riscoperta (finalmente) dei valori della tradizione contadina, aggiungiamo pure che prendersi cura di un orto (o di un giardino, ndr) rilassa, fatto sta che quelle dell’orto è ormai una moda divagante; se ne sono accorte persino le amministrazioni comunali: è di pochi giorni fa, infatti, la notizia che il comune di Milano ha approvato il progetto ColtivaMi per riportare l’agricoltura eco sostenibile a Milano attraverso le esperienze degli orti, con una particolare attenzione al coinvolgimento di persone anziane, individuando 9 aree (per un totale di 25.000 metri quadrati) destinate a ospitare 309 particelle ortive e attivando una rete di convenzioni con onlus e associazioni di cittadini o enti attivi nel volontariato.

Gli Italiani hanno (ri)scoperto il piacere della coltivazione e lo praticano dove possono: in giardini, su terrazzi e balconi.
Le stime della Cia, Confederazione italiana agricoltori, rivelano che nel nostro Paese sono ben 4,5 milioni le persone che hanno scelto di ospitare coltivazioni di ortaggi in ambiente domestico. Secondo uno studio condotto online da FoodSaver, marchio di riferimento nei sistemi di confezionamento sottovuoto, una buona parte degli intervistati (25,9%) dichiara di avere già un orto domestico e la quasi totalità di chi ancora non ne ha uno afferma che gli piacerebbe molto coltivare frutta, verdura ed erbe aromatiche in casa propria (72,2% del campione).

Verdure da mangiare a crudo o per insalate (30,7%), erbe aromatiche (27,6%), frutta (22.8%) e verdure da cuocere (18,9%) sono, nell’ordine, i prodotti che gli Italiani coltivano, o vorrebbero coltivare, nei propri orti domestici.
L’orto richiede cure costanti e una formazione personale adeguata, oltre a una certa dose di buon senso: la maggior parte degli intervistati, tuttavia, ha risposto di improvvisare (56,6%), mentre solo pochi dichiarano di aver seguito un corso di giardinaggio (13,2%) o di utilizzare una strumentazione idonea.

Non è facile orientarsi nella miriade di offerte proposte dalla rete e distinguere siti  / blog in cui ortolani più o meno improvvisati mettono a disposizione le loro esperienze, oppure tra l’altrettanto vasta offerta di libri, che (è il caso di dirlo) spuntano come funghi ogni giorno in libreria, o ancora soluzioni per l’orto casalingo  dalla dubbia sopravvivenza. Esistono riviste che da sempre si occupano della materia, enti di formazione storici che offrono corsi (anche brevi) tramite i quali imparare l’abc dell’orto, evitando spiacevoli delusioni.