Orchidee: il genere Corallorhiza

Una dozzina di specie appartengono al genere, ma di queste solo una vive in Europa. Ed è assai difficile da notare nel terreno e ancora più difficile è fotografarla

Vennero classificate come Orchis nel 1753, vennero poi incluse nel nuovo genere Corallorhiza nel 1760 da parte del botanico Hall. Il nome sta ad indicare la forma delle radici simili al corallo, essendo carnose e ramificate, quasi come un corallo appunto.

Corallorhiza trifida
E' la sola specie europea; la denominazione trifida data dal botanico Chatelain dovrebbe indicare qualche cosa di «trifido» che francamente non so a che cosa si riferisca; la denominazione in effetti è sempre stata contestata e varie sono state le denominazioni successive nenottia nel 1772, innata nel 1813, Corallorhiza corallorhiza nel 1883, ma la vecchia denominazione è quella ritenuta valida ancora oggi.
La specie è una delle più piccole orchidee europee; il fusto di colore giallognolo, (8/20 cm) è privo di foglie (ha solo qualche brattea) e presenta una spiga più o meno lassa con pochi fiori molto piccoli (0,5 cm) privi di odore, e di colore pure giallognolo, ad eccezione del labello che è bianco a volte con una rada punteggiatura porpora.
L'orchidea fiorisce nei mesi di giugno-luglio in boschi ombrosi fino a 3000 m.
Data l'esigua altezza della pianta e la mimetica colorazione, l'orchidea è assai difficile da notare nel terreno e ancora più difficile è fotografarla con buon i risultati.
Solo con ingrandimenti spinti è possibile notare la struttura del fiore e le caratteristiche anatomiche di questa piccola e graziosa orchidea.

Esemplare di Corallorhiza trifida.

Particolare del fiore di Corallorhiza trifida; il colore giallo tenue e l'esigua dimensione fanno raramente notare questa fioritura