Orchidee: il genere Epipactis

Di recente scoperta anche in Italia, sono orchidee spontanee di grande fascino.

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Epipactis helleborine è la più diffusa specie appartenente al genere Epipactis; si trova in tutta Europa, ad esclusione dell'estremo nord.

 

L'etimologia del nome Epipactis ha un'origine incerta; secondo l'interpretazione ritenuta più valida, il nome è lo stesso nome comune che i romani davano ad una non ben identificata specie di elleboro; i botanici del 1700 hanno utilizzato il nome per indicare un genere di orchidee. il numero delle specie appartenenti al genere è, manco a dirlo, controverso; secondo alcuni botanici esistono solo 6 specie con molte sottospecie, secondo altri 14-15 o anche più specie diverse

Le piante ed i fiori delle Epipactis sono molto simili tra loro, anche se esistono piante di 10 cm ed altre di 120 cm. Inoltre, a causa di areali molto vasti, ma spezzettati, le specie si sono evolute in modo diverso ed hanno modificato di molto alcune caratteristiche di base in modo tale da non essere più considerate come specie tipica.
Esistono moltissime colorazioni, variazioni, forme locali, che si discostano anche di molto dalla tipicità; botanici diversi hanno considerato o considerano diversamente queste orchidee.

I diversi areali
Studi recenti stanno rivoluzionando gli areali di alcune Epipactis: per Epipactis persica per esempio, è stato sempre indicato come areale Iran, Turchia ed Afganistan, ma è stata ritrovata anche nella Grecia centrale, nel Lazio e di recente anche nel forlivese.
t evidente che alcune specie con caratteri poco stabiliti facilmente confondibili o con particolari anatomici o morfologici non facilmente identificabili, non sono state riconosciute dai ricercatori più frettolosi o meno preparati oppure sono state ritenute come facenti parte di specie vicine.
E’ anche vero che per le orchidee del genere Epipactis non sono state effettuate ricerche approfondite; solo di recente si sentono «novità», «scoperte» relative a queste orchidee.

Le caratteristiche morfologiche
L'apparato radicale di Epipactis è costituito da un rizoma più o meno esteso, con moltissime radici per lo più avventizie.
La caratteristica più importante ed evidente della morfologia di questo genere e la forma del labello, diviso in due parti; una interna, o basale, chiamata ipochilo ed una esterna, o apicale, chiamata epichilo.
La prima a forma di scodellina, l'altra di varia forma: cuoriforme, arrotondata, triangolare, rivolta in avanti od in basso.
li richiamo dell'insetto bottinatore avviene con la classica offerta del cibo (nettare) che è contenuto però nella scodellina (ipochilo) e non nello sperone, come avviene di solito, perché non esiste.
La fioritura è estiva, da maggio inoltrato a settembre.
Al genere appartengono molte altre specie, oltre a quelle trattate nell'articolo, ma la loro disiocazione e la loro effettiva consistenza sul territorio italiano sono da verificare e da valutare.
Orchidee come Epipactis latina e E. greuteri oltre che riconosciute da troppo poco tempo e non da tutti gli autori, sono state ritrovate in stazioni di limitata estensione; altre specie come E. leptochila e E. tremolsil hanno areali esterni all'Italia, anche se sono state ritrovate con forme non perfettamente tipiche, la prima nel trentino, la seconda in Liguria.

Epipactis helleborine
Il botanico Linneo nel 1753 inserì l'allora unica Epipactis conosciuta, la helleborine, nel genere Serapias.
1757 il botanico Zinneman creo il genere Epipactis inserendovi la helleborine e tale nome è rimasto fino ad ora. Nel corso degli anni nuove scoperte e nuovi studi, hanno aumentato di molto il numero di specie appartenenti al genere, molte di queste dapprima considerate come sottospecie della capofila hanno ricevuto nuove classificazioni di specie autonome.
La pianta di 20/80 cm ma a volte anche di più, è la più comune e la più diffusa del genere; la si rinviene praticamente in tutta Europa ed è assente solo all'estremo nord (Lapponia ed Islanda).

I fiori di Epipactis helleborine senza profumi, sono di colore assai vario: dal verde, al giallo al rosa intenso

La pianta è assai variabile sia nella forma delle foglie che nella grandezza e colore dei fiori.
Le foglie sono solitamente tondeggianti alla base del fusto per divenire più allungate verso l'alto; si trovano però con frequenza anche piante che possiedono foglie oblunghe o addirittura lanceolate.
La spiga è più o meno densa con fiori aperti e con sepali e petali quasi uguali; i fiori sempre molto aperti, senza profumo, sono di colore assai vario, vanno dal verde/giallognolo, al rosa intenso. Dispongono del «rostello», un piccolo organo a forma di pallina, quasi sempre bianca lucente, che impedisce, quando presente, l'autoimpollinazione del fiore. li labello, più corto delle altre divisioni fiorali, ha un ipochilo molto concavo abbondantemente colmo di nettare. La specie è assai rustica e non ha particolari gusti di terreno e di luminosità, anche se si rinviene con maggiore frequenza nei boschi misti luminosi di media e alta collina.
Si trova fino ad un'altitudine di 2500 m e fiorisce da giugno a settembre, a seconda della latitudine ed altitudine.