Orti e riuso anche a Euroflora

Dell’edizione trascorsa di Euroflora sono arrivati segnali molto incoraggianti per l’intero comparto. La massiccia presenza di visitatori, costante per tutti i dieci giorni, segnala quanta predisposizione c’è per il mondo delle piante e del verde in generale. Osservando il comportamento delle persone in visita ad Euroflora, ci si è accorti che c’è stata una vera e propria “interazione” con gli allestimenti e le scenografie ricreata all’interno dei padiglioni. File per entrare nei giardini e negli angoli verdi, scatti continui di scenari, di nuove varietà e particolari di piante sempre con grande partecipazione, dall’appassionato storico al neofita curioso. Molto seguito ha avuto il “Mercato Verde” di Euroflora, area dedicata per l’acquisto diretto di piante presso vivaisti specializzati.

E’ un segnale importante, quello che viene da Genova perché nonostante il momento di sofferenza economica che investe anche il settore florovivaistico ed il suo indotto, emerge una progressiva crescita di una domanda forte, attenta ed esigente. Il mondo vivaistico e più in generale gli operatori del verde, devono essere in grado di saper intercettare questa nuova evoluzione culturale in atto su cui riformulare le proprie strategie di impresa e di comunicazione. Un’opportunità per riposizionarsi sul mercato ed attutire le difficoltà congiunturali.

L’altro aspetto di rilievo che è emerso dalla manifestazione, è il filo comune che ha legato quasi tutti gli allestimenti esterni elaborati dai progettisti del verde. Il tema dell’orto e del riuso di materiali dismessi o poveri è stato assolutamente dominante. L’uso creativo di alcuni elementi e di piante ortive, quasi mai nel nostro contesto culturale considerate piante da giardino, ha consentito la composizione di spazi divertenti, ludici, di rapida realizzazione, utili e di facile gestione.

Certo, l’eccentricità di alcuni allestimenti non è ideale per il giardino di casa, ma il significato è molto più profondo, perché i contenuti di queste realizzazioni sono altamente trasferibili e rimodulabili in contesti sempre diversi. Evoluzione anche nel mondo della progettazione quindi, dove il progressivo abbandono del concetto di verde come elemento di arredo ha lasciato spazio alla ricerca di approcci di sostenibilità fondati sul valore della “qualità della vita” intuendo quanto il verde, il giardino siano principalmente spazi condivisi ed interattivo, dal ruolo sempre più sociale.

 

Luigi Vicinanza

Promo Verde Campania