Orti pro ambiente e socializzazione

Un pò tutti stanno cominciando ad accorgersi del piccolo miracolo degli orti cittadini, in grado di concentrare in 50 metri quadrati opportunità di decrescita, sostenibilità ambientale,occasioni di socializzazione e recupero dei valori comunitari.

La jungla di cemento della città occidentale del 2000 offre infiniti scorci urbani, la maggior parte dei quali costituisce esempi decisamente negativi dal punto di vista di chi parteggia e si batte per il recupero della forma originaria del rapporto tra uomo e natura che in queste realtà moderne si è oramai dissolto.
Tuttavia, fra grandi tangenziali a quattro corsie, giganteschi e alienanti centri commerciali e uffici popolati da stuoli di frenetici impiegati si possono trovare scorci di vita che, pur nella loro apparente semplicità, costituiscono uno spiraglio di sopravvivenza non solo dal punto di vista ambientale, ma anche da quello comunitario, sociale e – perché no? – anche economico. Stiamo parlando degli orti urbani. Di primo acchito si potrebbe pensare a questo tipo di strutture come il rifugio dell’umarell – l’omarello, il pensionato, il vecchietto – ma dietro a questo microcosmo urbano c’è molto di più. Un punto di vista ambientale, dicevamo; l’orto può costituire infatti, un’alternativa su piccola scala alla grande agricoltura intensiva, basata su ritmi di coltivazione innaturali e […] – secondo la logica capitalistica della “crescita a ogni costo” – massimo rendimento per ettaro in termini di produzione, merce e quindi guadagno.
[…] Ma i risvolti positivi in termini ambientali non si fermano al rifiuto della pratica intensiva e alla coltivazione di prodotti sani; gli orti urbani costituiscono un fondamentale polmone verde per le città e contribuiscono spesso al recupero di aree degradate, sporche e abbandonate della metropoli.
[…] Insomma, gli orti rappresentano un tentativo da parte della natura di riappropriarsi dei suoi spazi in ambito urbano, degli spot – macchie – grazie ai quali essa ci aiuta a sopravvivere anche in quei luoghi da cui l’abbiamo completamente estromessa.
[…] Il quadro complessivo appare quindi più che mai incoraggiante: un po’ tutti stanno cominciando ad accorgersi del piccolo miracolo degli orti cittadini, in grado di concentrare in 50 metri quadrati opportunità di decrescita, sostenibilità ambientale, occasioni di socializzazione e recupero dei valori comunitari.
(Fonte: Francesco Bevilacqua, www.terranauta.it/a778/consumo_critico/orti_urbani_sostenibilita_e_socialita.html).

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