Orto biologico: gli ammendanti organici

Esaminiamo quali sono gli ammendanti organici, ovvero quei prodotti che aiutano a mantenere la fertilità del terreno, migliorando oltre alle caratteristiche chimiche anche quelle fisiche (come lasofficità) e biologiche (presenza di microflora, microfauna, lombrichi).

Il prodotto che meglio risponde alle indicazioni fornite – fertilità, ammendamento e presenza organica –  è il letame. Pur essendo un prodotto con ottime caratteristiche per l'orto biologico, è chiaro che non tutti sono in grado di procurarsene, dato che gli allevamenti non sempre sono vicini e dati i problemi di trasporto e di distribuzione.
E' quindi necessario ampliare le possibilità di scelta dell'orticoltore biologico, considerato inoltre che ritengo l'uso degli ammendanti nell'orto biologico essenziale ed importantissimo, perché sono i principali responsabili della formazione dell'humus nel terreno, e quindi lo mantengono vivo. Tra gli ammendanti organici troviamo, oltre al letame essiccato, l'humus di lombrico e il composto di residui vegetali.
I prodotti a base di pelli e crini sono inseriti in questa trattazione pur trattandosi di concimi e non di ammendanti, in quanto se ne suggerisce l'utilizzo sui cumuli di compostaggio, al fine di alzare le proprietà nutritive del composto stesso e di facilitarne la maturazione.

Humus di lombrico
Viene chiamato anche "vermicompost da letame" appunto perché è costituito da letame, paglie, foglie o altri residui vegetali su cui i lombrichi vivono per un certo tempo sminuzzando e rimescolando il substrato, favorendone quindi una maturazione veloce e la formazione di humus.
E' un prodotto ricco di sostanza organica (circa il 50%) e fra i migliori che si possono utilizzare nell'orto biologico. Il contenuto in azoto non è alto e pari circa a 1,5%.
Dosi d'impiego: si utilizzano circa 2-5 kg/ 10 mq da incorporare al terreno.

Composto di residui vegetali
E' costituito da residui vegetali dell'orto e del giardino come foglie e piante a fine ciclo, che vanno posti in cumuli, con strati di terra, in luogo aperto, possibilmente sotto un albero a foglie caduche.
Il cumulo, che è preferibile abbia una altezza non superiore a 1,5 metri, una base di circa 1,8 metri di larghezza ed una lunghezza indefinita, in relazione al materiale disponibile, va mantenuto umido e lasciato maturare per un certo tempo, variabile da 9 a 18 mesi. Anziché aggiungere materiale fresco a un cumulo già preparato, è meglio iniziarne un secondo, in modo che il primo possa maturare man mano che si costruisce il secondo. Il cumulo non deve mancare nell'orto biologico in quanto, se ben tenuto, è un valido fertilizzante ed al tempo stesso un modo per riciclare dei rifiuti.
Dosi d'impiego: si utilizzano circa 8-10 kg/10 mq da incorporare al terreno.

Pelli e crini
I residui della lavorazione delle pelli costituiscono questo concime, dotato solitamente di un contenuto di azoto molto elevato (circa 8%) che viene ceduto alle piante molto lentamente. Si può utilizzare questo prodotto nel cumulo qualora esso sia costituito da sostanze povere in azoto come paglia o trucioli, in modo che l'alto contenuto di azoto renda più facili le trasformazioni nel cumulo e sia quindi reso disponibile alle colture "secondariamente", dopo cioè avere subito una trasformazione anch'esso in humus.