Patogeni produttori di galle

Si tratta soprattutto di organismi animali, ma anche di patogeni di natura vegetale che mediante la loro azione sugli organi più delicati di molte piante, determinano la formazione di tessuti anomali come galle o cecidi, bollosità ispessimenti, tumori, ecc. Possono essere prevalentemente interessate al fenomeno piante arboree ed arbustive, su cui gli effetti dannosi si presentano quasi sempre di entità trascurabile.

La loro conoscenza e la diagnosi precisa sono di estrema importanza per la valutazione della reale dannosità e per evitare di ricorrere a mezzi di lotta di natura chimica, spesso inutili od inefficaci e quindi sconsigliabili per la maggioranza dei casi.

Pianta di abete con galle prodotte dal Cherme dell'abete.

Galla di Cherme dell'abete ancora verde e contenente le neanidi dell'insetto. E' il momento per eseguire la raccolta manuale.

Galla di Cherme dell'abete già vuota e di colore marrone. A questo punto la raccolta diventa inutile.

Tra gli organismi patogeni, soprattutto di natura animale ma anche vegetale, che possono aggredire le piante coltivate nei parchi e nei giardini, siano esse erbacee, arbustive od arboree, ne esistono diversi la cui principale caratteristica è rappresentata dalla induzione sui tessuti delle piante aggredite, di formazioni anormali, più o meno visibili che possono anche raggiungere dimensioni notevoli.
Queste formazioni vengono comunemente chiamate galle o cecidi e sono rappresentate da veri e propri ammassi cellulari, quasi sempre abnormi, di natura a volte coriacea o carnosa (ispessimenti, rugosità, bollosità, escrescenza), a volte molto più consistente, fino a raggiungere un aspetto legnoso (galle, scopazzi, ernie, tumori ecc.).
La loro presenza è sempre originata dall'azione di qualche patogeno che al momento dell'aggressione, provoca a livello dei tessuti interessati, una reazione di tale entità, da determinare in forma ben visibile, la produzione delle citate formazioni in natura certamente anormale e reattiva.

Germoglio di bosso con le foglie presentanti i caratteristici rigonfiamenti in cui si trovano le larvette di tentredine.

Ammassi globosi prodotti da Pemfigidi verso gli apici dei rami su pianta di frassino. Raccogliere e bruciare gli ammassi a forma di nido quando sono ancora pieni di insetti.

I patogeni responsabili
Tra queste manifestazioni, le più frequenti e significative, sono certamente causate da insetti, mentre ne esistono altre causate da acari (le molte erinosi prodotte dagli Eriofidi), nematodi (le galle radicali prodotte dal gen. Meloidogine), virus (bollosità o galle e scopazzi, specialmente su foglie e germogli), batteri (escrescenze, galle e tumori, sia su organi teneri che su radici ed organi legnosi), funghi o crittogame (pustole e vescicole prodotte da ruggini e carboni; cancri rameali e/o corticali; ernie radicali e tumori prodotti per esempio da Plasmodiophora; bollosità fogliari varie, prodotte dai generi Taphrina ed Exobasidium su varie piante arboree, ma anche da fiore come azalea, camelia ecc.).
Tutte le manifestazioni citate, si notano anche con frequenza, ma le formazioni che maggiormente colpiscono, sia per la loro diffusione che per la vistosità apparente che le accompagna sono quelle prodotte da insetti appartenenti ad alcune famiglie soprattutto negli ordini dei Rincoti, Ditteri ed Imenotteri.
Fra le famiglie più rappresentate si devono citare gli Aldelgidi, i Pemfigidi, alcuni Psillidi e Triozidi (Rincoti); i Cecidomidi (Ditteri), i Cinipidi e Tentredinidi (Imenotteri).
Questi insetti, arrecano danni spesso molto evidenti, su varie specie di piante ornamentali, tra cui si possono citare l' abete rosso, interessato dai Rincoti adelgidi Sacchiphantes abietis e viridis, che trasformano i germogli di nuova formazione, in galle verdi inizialmente e poi marroni e molto indurite; il frassino che viene aggredito dal Rincote pemfigide Prociphilus poschingeri che produce un ammasso globoso a spese dei germogli apicali, entro cui si racchiude e si ripara; l'olmo che viene interessato dai Rincoti pemfigidi Tetraneura ulmi e T. akinire produttori di galle fogliari di piccole dimensioni e da Eriosoma lanuginosum responsabile di galle molto grosse a carico di foglie intere che rimangono distrutte; il pioppo che appare visibilmente interessato da diversi Rincoti pemfigidi (Pemphigus bursarius, P. spirotecae ecc.), produttori di modeste galle in prevalenza a carico del fogliame.

Pianta di olmo con formazione di galle a seguito dell'attacco di Eriosoma lanuginosum. Le galle ancora verdi contengono gli insetti e possono essere proficuamente raccolte e distrutte.

Particolare di galla di Eriosoma su olmo, ormai secca, senza gli insetti al proprio interno. Per essa non è più proponibile la lotta meccanica, in quanto ormai inutile.

Altri Rincoti galligeni a carico del fogliame, si riscontrano tra gli Psillidi sul bosso (Psilla buxi) e tra i Triozidi dell'alloro (Trioza lauri).
Nei Ditteri, troviamo diversi Cecidomidi che vivono a carico dei fogliame del Leccio (Dryomyia lichtensteini e Contarinia ilicis), del faggio (Mikiola ragi), del salice (Rabdophaga rosaria), del tiglio (Contarinia tiliarium), del bosso (Monarthropalpus buxi), dell'arabis (Dasyneura alpestri), del papavero (Dasyneura papaveris), della viola (Dasyneura affinis) ecc.
Infine, tra gli Imenotteri, ricordiamo i Tentredinidi dei gen. Pontania, tutti a carico dei salice ed i Cinipidi di più generi che spesso figurano tra i più appariscenti galligeni presenti nei nostri territori. Fra questi ricordiamo il Cinipide che vive sul fogliame del leccio (Dryocosmus australis); la vespa galligena della rosa (Rhodites rosae) che produce sui rametti degli ammassi muschiosi composti da piccole galle uniloculari che nel complesso raggiungono anche dimensioni di un pugno; il gruppo molto ricco dei cinipidi della quercia, vario per forma e dimensione delle galle (rotonde, schiacciate, lenticolari, lisce, rugose, carnose, legnose, muschiose ecc.), molto rappresentato con i generi Andricus, Cynips, Biorhiza, Neuroterus, Aphelonyx, a volte dalle apparenze preoccupanti, soprattutto per la intensità delle presenze, ma quasi sempre di modesta pericolosità effettiva.

Galle prodotte dal cinipide Andricus caputmedusae su rametto di quercia.

Galle prodotte dal cinipide Andricus (Cynips) kollari in posizione appaiata su rametto di quercia.

Dannosità e difesa
Come già ricordato, pur presentandosi non di rado, in quantità elevatissima e pur manifestando i sintomi evidenti della loro presenza attraverso le formazioni anormali di varia natura ed entità più sopra descritte, sia a carico dei fogliame che dei germogli o dei rami o degli apparati radicali, questi fitofagi galligeni arrecano quasi sempre un danno effettivo complessivamente di entità trascurabile o quantomeno sopportabile. Pertanto, la difesa contro di essi, può essere eseguita soprattutto per favorire la vegetazione delle giovani piante (nei vivai di produzione, nei primi periodi dopo i trapianti) e per mantenere più evidente e caratteristico, l'aspetto estetico ed ornamentale degli esemplari interessati.
Per conseguire soprattutto questi risultati, le operazioni di difesa maggiormente consigliabili, consistono prevalentemente in interventi di ordine meccanico ed agronomico.
Per primo è necessario favorire l'aerazione sulle piante e fra le piante, cercando, con opportuni tagli di diminuirne la densità, a vantaggio anche di una migliore penetrazione della luce e dell'acqua.
In questo modo, si vengono a creare le condizioni migliori di vita per le piante e condizioni avverse per lo sviluppo dei vari patogeni, compresi quelli che stiamo esaminando.
Al loro riguardo, si avrà cura, nell'esecuzione degli interventi agronomico-meccanici di cui si parla, di eliminare il più possibile le parti di piante maggiormente aggredite dagli insetti, togliendo e bruciando in massima quantità il materiale visibilmente infestato, nei cui ricoveri siano ancora contenute le neanidi o larvette vive dei patogeni galligeni ricordati. Pertanto, saranno da raccogliere prima della loro apertura le galle del Cherme sull'abete, gli ammassi globosi del Penfigo sul frassino, le galle fogliari od i rami più infestati da Eriosama lanuginosum su olmo, le galle di vespa galligena sulle rose, ecc.

Attacco iniziale del Rincote pemfigide su germoglio di frassino, subito prima della formazione globosa prodotta dalla atrofizzazione dei germogli apicali.

Si dovranno eseguire le potature di sfoltimento sulle siepi infestate, raccogliendo il più possibile e bruciando il materiale infestato e con presenza delle galle, entro almeno il mese di marzo-aprile nei casi del bosso, leccio, alloro ecc.
Infine, ma solo in situazioni di particolare interesse od in presenza di giovani piantagioni (particolarmente nei vivai) o di infestazioni molto consistenti, specialmente se ripetute per più anni, può diventare opportuno consigliare, sia pure in modo oculato e con ogni massima precauzione, qualche intervento insetticida rivolto direttamente contro i parassiti effettivamente presenti.
In linea di massima, i prodotti chimici utilizzabili per contenere i parassiti nei vari casi citati, si possono ricercare tra i principi attivi amitraz, diflubenzuron e piretrine sintetiche nel caso di presenza di psille, mentre in presenza di altri Rincoti la preferenza potrà andare all'acefate, all'etiofencarb ed al malathion, possibilmente in miscela con olio bianco, soprattutto nel caso del Cherme dell'abete.
Nel caso dei Ditteri cecidomidi, fermo restando il discorso rivolto al taglio e distruzione dei materiale infestato entro marzo-aprile, i prodotti da utilizzare in periodo primaverile-estivo contro gli adulti o le neanidi prima dell'inizio della loro attività, si possono scegliere tra dimetoato, metomil, metidation e vamidotion, con le opportune distinzioni ed alternanze nelle applicazioni.