Piante da fiore in vaso: Pelargonium

Pelargonium, fiore che è coltivato su tutti i balconi delle nostre case, deriva il suo nome dal greco «Pelargos» (cicogna) per la somiglianza del seme con il lungo becco dell'uccello. Ad introdurlo in Europa fu probabilmente il governatore della Colonia del Capo (odierno Sud-Africa) che lo inviò in Olanda. Infatti, inizialmente i botanici lo chiamavano geranio africano.
La coltivazione su scala industriale di Pelargonium ebbe inizio in Inghilterra nel 1840 ed in Germania pochi anni dopo. Molte varietà di Pelargonium venivano coltivate anche per estrarre profumi con ottimi risultati. In questi ultimi anni la coltivazione si è molto specializzata perché la continua selezione ha permesso di «inventare» varietà sempre più belle ma anche più delicate.

I gerani piacciono a tutti. Pelargonium zonale 'Laura'

Cascata di Pelargonium peltatum, il geranio-edera

Come si coltiva
I pelargoni possono essere piantati all'aperto non appena scomparso il pericolo delle gelate: l'epoca quindi varia secondo le regioni ed in Alto Adige si aspetta i primi di maggio. Si può anticipare di 15-20 giorni solo se le piantine sono riparate dalla gronda del tetto od altro riparo. Nei paesi caldi, dove vivono all'aperto tutto l'anno, è opportuno munirli di bastoncini tutori.
Nei luoghi d'origine Pelargonium si è adattato a sopportare lunghi periodi di siccità e di conseguenza si può far a meno di annaffiarlo anche per periodi discretamente lunghi. E' noto però che i pelargoni più belli si vedono nelle valli alpine dove l'umidità atmosferica specie notturna è molto più forte che nell'Italia Centrale ed in riviera.
I pelargoni preferiscono il terreno fresco del giardino ma si adattano anche a vivere sui terrazzi.
Il terriccio attualmente usato dai coltivatori che si trova normalmente in commercio è formato da torba, terra d'erica, materiale drenante fertilizzato con concime solubile e microelementi. Se detto terriccio non è facilmente reperibile il terriccio da usare è il seguente: 30% sabbia; 30% torba; 40% terra di compost e letame molto maturo in parti uguali. Questo terriccio verrà aiutato con l'uso di fosforo e potassio aggiungendo concimi ricchi di detti elementi in ragione di 1 kg per 1 carriola di terra.
Durante la vegetazione è necessario togliere i fiori che appassiscono almeno una volta alla settimana assieme alle foglie gialle e danneggiate. Le piante che "allungano il collo" o prendono vie traverse, vanno tenute sotto controllo con opportune cimature.
Per riparare le piante dai geli invernali si usano diversi sistemi ma se non si dispone di locale adatto, il sistema migliore a mio parere è quello di fare talee nuove ogni anno, al massimo ogni due anni. Normalmente si commette l'errore di usare recipienti troppo grandi: le talee vanno coltivate in vasi di 5 cm di diametro e quindi trapiantate in vasi da cm 7-8. Per le piante adulte si dovranno invece usare vasi del diametro di cm 12 fino a cm 15-18.
La propagazione dei pelargoni avviene per seme o per talea.

Un tempo, a meno che non si volessero ottenere nuove varietà si usava esclusivamente la moltiplicazione per talea, oggi sono state ottenute varietà che danno colori fedeli anche da seme e che arrivano allo stadio adulto in pochi mesi. Le epoche migliori per le talee, che devono avere 2-3 nodi, sono la primavera e l'autunno. Il taglio va effettuato con una lama molto affilata appena sotto il nodo e le foglie vanno tutte rimosse ad eccezione del ciuffetto terminale. In condizioni favorevoli le talee radicano in due settimane ed i vasetti delle misure già descritte si riempiono di radici nel giro di 6 settimane. La stagione più favorevole per propagare Pelargonium peltatum 'è l'autunno; la stessa cosa vale per la varietà a foglie odorose.

Il seme, se raccolto da noi, va seminato appena maturo, togliendo le code piumate; ma per ottenere colori tutti uguali, è meglio acquistare i semi da ditte serie e metterli uno per uno in vassoi alla distanza di 3-4 cm. La germinazione avviene in 14 giorni a temperatura ideale tra i 10 e 13°C. Il trapianto in vasetti da 5 cm avverrà dopo 15 giorni e dopo 40 giorni si farà la seconda invasatura nei vasi da 12 cm.

Le malattie che colpiscono i pelargoni sono le seguenti:
Muffa grigia: provoca avvizzimento dei fiori, marciume dei boccioli e più frequentemente macchie fogliari che si ricoprono di muffa ceruiea infeltrita. Si combatte con prodotti come Benlate, Enovit, Ronilan.
Ruggine: compare sulla pagina superiore della foglia con macchie bianco giallognole del diametro di pochi millimetri a contorno sfumato che presto necrotizzano. Sulla pagina inferiore appaiono in corrispondenza delle pustole marrone. Si combatte con Mancozeb, Beniate, Piantvax.
Altre malattie come il marciume batterico, arricciamento e mosaico del virus non si possono curare e si tengono sotto controllo, prelevando talee da piante sane, usando terricci sterilizzati e irrigando con acqua pura non stagnante.