Piante da fiore in vaso: Saintpaulia, una pianta ideale

Robusta, graziosa, facile da curare, la violetta africana riunisce in sé tutte le caratteristiche desiderabili per una pianta da interni e trovare un sempre maggior numero di estimatori

Cassette di Saintpaulie con una decina di vasi fioriti, confezionati singolarmente in coni di carta, si vedono tutti i punti di vendita: fioristi ambulanti, centri di giardinaggio, supermercati. Questa pianta fa parte dell’assortimento abituale dei rivenditori ed è disponibile tutto l’anno grazie a programmazione delle coltivazioni in serre.

Le dimensioni modeste le consentono di trovar posto ovunque, anche sulle scrivanie degli uffici, mentre il prezzo, altrettanto contenuto, fa sì che si possa indulgere al piacere di regalarla senza dover alleggerire troppo borsellino. È anche perfetta per ringraziare di un piccolo favore, per esprimere la propria simpatia a conoscenti e colleghi senza imbarazzi. L’assortimento dei colori, che spaziano dal blu-violetto, al rosa al rosso, permette di scegliere una pianta adatta ad ogni destinatario.

Africana si, violetta no
Nonostante la sua diffusione, esiste parecchia confusione sulla Saintpaulia ionantha ibrida come i botanici chiamano questa pianta. Le varietà in commercio infatti sono state ottenute da incroci e reincroci di due specie selvatiche: S. ionantha e S. confusa che di per sé sono molto decorative.
Quanto alla denominazione corrente, Violetta africana, va chiarito subito che l’unica cosa in comune tra Saintpaulie e viole è il colore del fiore. Per il resto appartengono a famiglie ben distinte: Gesneriaceae la prima, Violaceae le seconde.
Le Gesneriaceae non sono spontanee nei nostri climi, ma prolificano nelle aziende floricole. Comprendono infatti diversi generi largamente impiegati a scopo ornamentale come Achimenes, Columnaea, Sinningia, Streptocarpus, per citare soltanto i più comuni. Tutte queste piante sono originarie di regioni a climi tropicale o subtropicale. La Saintpaulia, in particolare, è stata scoperta nell’Africa Orientale, sul finire del secolo scorso, dal capitano Walter von Saint-Paul-Illaire, militare con una notevole passione per la botanica. Quando raccolse e studiò i modesti fiorellini indaco-violetto non immaginava certo di legare il suo nome a una delle specie da vaso più coltivate cent’anni dopo.

Due serie fondamentali
La maggior parte delle specie di  Saintpaulia che arrivano sui nostri mercati è costituita da ibridi di origine tedesca. Nella Germania settentrionale infatti operano due famiglie che da generazioni si sono specializzate nel miglioramento genetico di queste piante: Fischer alla periferia di Hannover, e Holtkamp a Rees-Haffen, a nord di Dusseldorf.

Dal momento che in natura vive nella penombra del sottobosco, la violetta africana non ha bisogno di molta luce ed è in grado di superare i lunghi e bui inverni nordici. Sono stati addirittura fatti esperimenti di coltivazione su piani per sfruttare al massimo lo spazio delle serre.

Saintpaulia fiori irregolariTuttavia le piante vendute in Italia sono in genere nate e cresciute nel nostro paese. Aziende specializzate moltiplicano le varietà tedesche su licenza degli ibridatori e consegnano cassette di piantine a una miriade di floricoltori che le allevano fino alla fioritura.
Le varietà restano coperte da brevetto e vengono poste in vendita in confezioni che recano il marchio dell’ottenitore. Le specie di Saintpaulia “D.O.C.” sono perciò riconoscibilissime:
– serie Fischer’s Ballett ottenuta ovviamente da Fischer è immediatamente individuabile dalla sagoma di una ballerina;
– serie Rhapsodie, di Hoitkamp, dal marchio in elegante carattere corsivo.
Quanto alle varietà di ciascun ibridatore, impossibile elencarle; sono davvero troppo numerose. Meglio quindi orientarsi in base al colore e al tipo di fiore.

Le piante mini stanno nel palmo di una mano

L’assortimento
Dal momento che Saintpaulia ionantha allo stato selvatico ha il fiore azzurro-blu, i primi ibridi erano sui toni del blu-indaco. Col tempo tuttavia la gamma si è ampliata e ora si trovano varietà in diverse tonalità di rosa, rosso, azzurro e anche bianco puro.
Si fanno più numerosi i tipi bicolori, dalle corolle sfumate, con occhio o con bordo dei petali contrastante. Un’ulteriore linea di sviluppo è rappresentata dalle cultivar con fiori frangenti, ossia dal bordo irregolare. Non sono ancora molto comuni, ma la gamma comprende tutte le tinte fondamentali e qualche bicolore. La costante ricerca di forme e colori nuovi viene dalla constatazione che, se può scegliere, difficilmente un acquirente compera due volte Saintpaulia dello stesso tipo.
I fiori grandi sono apprezzati, ma piacciono anche le corolle piccole, raggruppate a formare un vivace cuscinetto al centro della rosetta di foglie. Si trovano anche specie mini; introdotte verso la metà degli anni Ottanta esse non hanno tuttavia ottenuto il successo sperato, almeno nel nostro paese. La pianta miniaturizzata può crescere e fiorire in vasetti di 4-5 cm di diametro.


Utilizzo e cure
È un discorso che per il momento ha subito una battuta d’arresto, ma potrebbe riprendere slancio in futuro. Nel miglioramento genetico si tiene infine conto anche della durata. La fioritura si mantiene in genere per 6-8 settimane che si vorrebbero portare a 10.

Tra i fattori che hanno determinato il successo di Saintpaulia vanno senz’altro annoverate le esigenze limitate e la molteplicità d’impiego.
La violetta africana può trovar posto in qualsiasi angolo della casa, purché non sia proprio buio. Gruppi di 3-4 piante formano simpatiche ciotole per mensole larghe o tavolini bassi. Negli ambienti rustici queste composizioni sono molto graziose se sistemate in cestini di vimini.
Basta un solo vaso per dare una nota di colore in una composizione di piante verdi di taglia medio-alta e riempire il vuoto alla base con la sua rosetta di foglie. Avendo l’accortezza di non trapiantare le varie specie, ma di collocarle nella fioriera ciascuna col proprio vaso, riempiendo gli spazi di argilla espansa, Saintpaulia potrà essere sostituita da una consorella, magari di colore diverso, alla fine della fioritura. La spesa? Davvero minima.
Questa pianta infine è una delle poche specie da fiore che si trovi bene in idrocoltura. Tale soluzione, realizzata in un semplice portavaso di ceramica, è la più adatta per gli uffici perché non sporca e non richiede attenzioni frequenti.
Quando è allevata in serra, Saintpaulia ha un solo punto debole: l’irrigazione. È molto importante dare sempre ed esclusivamente acqua a temperatura ambiente (tra 18 e 20°C). Una temperatura superiore (come ad es. impiegando un innaffiatoio lasciato aI sole) può provocare disfunzioni di crescita: una altezza troppo bassa o macchie chiare sulle foglie che purtroppo sono irreversibili.
Nei mesi estivi bagnare al mattino, prima che aumenti la temperatura del locale.

Botrytis_saintpaulia
Botrytis avanzata su Saintpaulia

Non eccedere con l’acqua: troppa umidità provoca danni alle radici (imbrunimento radicale) e conseguente blocco di crescita. Quando la pianta non è in fiore, anzi, è consigliabile saltare qualche innaffiatura per rinforzare l’apparato radicale. Evitare di bagnare fiori e foglie. Ottima, durante la fioritura, la subirrigazione, da realizzarsi però non con un sottovaso pieno d’acqua che finisce con trasformare in fanghiglia la base della zolla. Meglio ricorrere al vasi a riserva d’acqua, con doppio fondo (se ne trovano anche piccoli) oppure a sottovaso riempiti di sabbia o argilla espansa a grana fine da tenere umida.
Le concimazioni avverranno ogni 10 giorni durante il periodo di fioriture per essere sospese quando la pianta va in riposo. Dal momento che la violetta africana si acquista fiorita tutto l’anno il riposo vegetativo non coincide con l’inverno, ma col periodo successivo alla fioritura. Riprendere a concimare quando si presenterà una ripresa dello sforzo vegetativo.
Il rinvaso può diventare necessario se la pianta cresce e si nota fuoriuscite delle radici dai fori di drenaggio. Non va effettuato durante la fioritura. Scegliere un vaso appena più grande del vecchio, in cui la pianta non’ scompaia’.
Comprimere abbastanza il terriccio intorno alla vecchia zolla e non sporcare di terra le foglioline più giovani, al centro della rosetta. Al termine dell’operazione innaffiare con abbondanza. Riprendere le concimazioni dopo circa un mese, quando le radici avranno preso possesso del nuovo spazio a loro disposizione.
Infine qualche cenno sulla difesa antiparassitaria. Saintpaulia non è molto sensibile ai più comuni nemici delle piante; lo è invece a parecchi fitofarmaci. Questi prodotti possono provocare reazioni molto diverse in funzione dell’ambiente in cui si trova la pianta quindi limitare i trattamenti ai casi più gravi ed evitare spruzzature preventive. La vera prevenzione consiste nell’osservare bene la pianta al momento dell’acquisto. Se presenta foglie macchiate, cenni di marciume alla base degli steli, petali avvizziti o con tracce di polline è meglio soprassedere.