Piante erbacee perenni: le Primulaceae

Piante tipiche di montagna, dai fiori ricchi di forme, colori e profumi, trovano il loro migliore impiego nel giardini rocciosi alpini. Nel parchi e nel comuni giardini sono utili per tappezzare angoliombrosi, umidi e per adornare sponde di ruscelli o di laghetti.

primula vulgaris
Primula vulgaris

Tra le Primulaceae che formano cuscini vi sono specie molto attraenti e decorative appartenenti al generi Cyclamen, Vitallana, Primula e Androsace.

I ciclamini
Ben noti sono i ciclamini che adornano in primavera, a fine estate e in autunno i nostri boschi con i loro caratteristici fiori rosa o porpora. Tre sono le specie spontanee nella nostra flora: il ciclamino napoletano (Cyclamen neapolitanum Ten. = C. hederifolium Aiton), il ciclamino primaverile (Cyclamen repandum S. et S.) e il ciclamino delle Alpi (Cyclamen purpurascens Miller = C. europaeum Auct.).
I primi due sono diffusi in Italia centrale e meridionale, il terzo nell’Italia settentrionale. Hanno tutti e tre radice tuberosa e foglie tondeggianti, cuoriformi alla base, molto ornamentali.
Foglie e fiori si formano direttamente dai tuberi. I fiori, portati da lunghi peduncoli, hanno corolla tubolosa che termina con 5 lacinie rivolte all’indietro; dopo la fioritura i peduncoli si attorcigliano portando i frutti maturi a contatto del terreno per fare in modo che i semi possano restare in zona ove l’ambiente è favorevole al loro germogliamento.

Cyclamen neapolitanum Cyclamen purpurascens

La var. odorum del ciclamino primaverile e il ciclamino delle Alpi hanno fiori profumati che sbocciano rispettivamente in primavera e in autunno; il ciclamino napoletano ha fiori inodori che sbocciano da agosto ad ottobre e foglie che compaiono dopo la fioritura e persistono fino al termine della primavera dell’anno successivo. Altre differenze fra i tre sono schematizzate nel riquadro A. I ciclamini sono piante di bosco per cui amano la mezz’ombra o l’ombra e terreni acidi, leggeri e ben drenati. Si moltiplicano per tuberi interi o per seme.

RIQUADRO A

  • C. neapolitanum: Fiori inodori; lacinie portanti alla base due gibbosità; foglie con apice appuntito; fioritura autunnale.
  • C. repandum: Fiori inodori, odorosi nella var. odorum; foglie con apice acuto; fioritura primaverile.
  • C. purpurascens: Fiori odorosi; foglie con apice arrotondato; fioritura autunnale.

La Vitaliana
Del genere Vitaliana, spontanea in Europa è la sola Vitaliana primulaeflora Bertol. (= Douglasia vitaliana Pax) diffusa nella nostra flora su tutta la catena alpina e sul monti dell’Appennino abruzzese. Pianta suffruticosa, nana, alta 2-5 cm, ha fusti striscianti, senza foglie alla base, da cui spuntano rami eretti con foglie lineari, acute ed embricate. I fiori, solitari, piuttosto chiusi, con lungo tubo corollino, di colore giallo, sbocciano da maggio ad agosto. Si moltiplica per divisione dei cespi in autunno o per seme in primavera. Predilige terreni acidi, sassosi, ben drenati ed esposti al sole.

Vitaliana primulaeflora Primula auricula

Le primule
Il genere Primula comprende un enorme numero di specie, diffuse in quasi tutti i continenti, ma soprattutto in Asia e in Europa. Ne ricordiamo 3 specie tipiche e spontanee nella flora italiana. La più comune è senz’altro la primavera od occhio di civetta (Primula vulgaris Hudson = P. acaulis Hili) che fiorisce molto precocemente, a volte anche durante il mese di gennaio, annunciando l’arrivo della primavera. Spontanea nelle zone collinari e montane di tutta l’Italia (esclusa la Sardegna), alta 10-15 cm, ha foglie tutte basali e fiori gialli con lobi obcordati portanti alla base una macchia più scura. Non ha scapo fiorale da cui il nome scientifico acaulis.
Essendo pianta di bosco e di radure, va coltivata in zone ombrose o semiombrose del giardino o, comunque, in ambienti freschi e in terreni leggermente umidi, possibilmente subacidi e ricchi di sostanze organiche.
Vi sono molte varietà orticole con svariati colori. Per ottenere un bel tappeto compatto è sufficiente piantare a distanza ravvicinata. È  di facile coltura e non richiede cure particolari.
Si moltiplica per divisione dei cespi in estate, dopo la fioritura, o in autunno, innaffiando abbondantemente se il tempo decorre siccitoso.
L’orecchia d’orso (P. auricula L.) è spontanea su rupi calcaree della catena alpina e sugli Appennini settentrionale, centrale e meridionale, ma non più a sud dell’Appennino campano.
Alta 10-20 cm, ha foglie coriacee con margini bianco-cartilaginei a fiori gialli con fauce bianco-farinosa, riuniti in ombrelle. Fiorisce da aprile a luglio. Si moltiplica per divisione dei cespi, dopo la fioritura. Esige terreni calcarei esposti al sole.
Anche di questa specie vi sono numerose varietà orticole.
Su rupi silicee delle Alpi (dal Trentino alle Graie) cresce la primula irsuta (P. hirsuta Ali. = P. viscosa Vili.) piuttosto variabile nella forma e spesso confusa con specie similari.
Alta 8-10 cm, ha foglie carnose, appiccicose, obovate, dentellate all’apice. I fiori, rosso-violacei, con fauce bianca, riuniti in ombrelle, sbocciano da aprile a luglio.
Si moltiplica come la specie precedente, ma contrariamente a quella, predilige terreni acidi.

primula hirsuta

Le androsace
Anche il genere Androsace comprende un elevato numero di specie, abbastanza rustiche, quasi tutte di alta montagna e, di conseguenza, adatte per giardini rocciosi alpini. Hanno portamento nano, compatto, foglie in rosette e fiori piccoli, solitari o riuniti in ombrelle, che sbocciano in estate. Richiedono posizioni soleggiate e terreni sabbiosi, misti a pietrisco, neutri o subacidi, ben drenati. Si moltiplicano per seme e per divisione dei cespi o delle rosette, in primavera.

Androsace brevis Androsace sarmentosa

In Italia vi sono una ventina di specie di cui alcune vegetano al limite delle nevi eterne (A. alpina si spinge fino ad un’altitudine di 4200 m sulla vetta del Cervino); tutte abbastanza interessanti come piante tappezzanti. Vi sono anche rare specie endemiche, tra cui molto graziosa è l’Androsace brevis, delle Alpi bergamasche, che ha fiori solitari e ascellari di un bel colore rosa.
Delle esotiche, quasi tutte originarie delle catene montuose dell’Asia, alcune fanno parte del nostro patrimonio floreale, coltivate a scopo ornamentale in giardini alpini.

Androsace mucronifolia Androsace spinulifera

Sono molto decorative e di più facile adattamento rispetto a quelle nostrane; si possono coltivare anche in zone collinari, ma certamente non in pianura e in zone costiere dell’Italia meridionale. Ricordiamo: Androsace sarmentosa dell’Himalaya che ha stoloni striscianti e fiori rosa-intenso riuniti in ombrelle emisferiche; Androsace mucronifolia del Tibet dai fiori rosa in ombrelle molto dense e, infine, Androsace spinulifera della Cina che ha fiori con petali rosa-pallido al di sopra e rossi al di sotto, riuniti in ombrelle rade.