Platano: danni da Hypoxylon

Un micete sta colpendo i platani, specie già bersagliata da numerosissime patologie.

Nell’agosto del 1995, durante sopralluoghi volti ad indagare sulla diffusione di Ceratocystis fimbriata (Ell. et Halst.) Davidson f. sp. platani Walter nella città di Roma, furono notati alcuni platani (Platanus acerifolia Willd.) deperienti, senza i caratteristici sintomi del cancro colorato. Questi alberi presentavano estesi cancri sul tronco e sulle branche e disseccamenti nella chioma, in particolare nella zona in corrispondenza del cancro stesso

 

Stromi di H. mediterraneum

sulle branche di platani deperienti

 

 

Particolare della superficie

dello stroma di H. mediterraneum

(la scala in basso ha divisioni di 1 mm)

 

 

Stroma di H. mediterraneum associato ad un cancro sul tronco

 

Alle alterazioni erano associati vistosi stromi fungini neri erompenti attraverso la corteccia, a forma di fiamma e di aspetto carbonioso

Il quadro sintomatologico era completato dalla rarefazione della chioma, con microfillia e accorciamento degli intenodi. Tale malattia fu osservata in diverse alberature stradali, sia nel centro della città, sia lungo tratti di strada di campagna. In entrambi i casi gli alberi avevano subito in precedenza stress abiotici: in città, i platani vegetavano in un terreno estremamente costipato e senza un’adeguata aiuola alla base della pianta, mentre, nei siti in campagna, le piante avevano subito danni durante piccoli incendi estivi verificatisi nei campi contigui alla sede stradale.

Allo scopo di identificare il fungo associato ai cancri descritti, vennero prelevati alcuni campioni di stroma e, nel sito all’interno della città, anche alcuni campioni di legno, in corrispondenza di colorazioni rossastre visibili su ceppaie adiacenti al soggetto con lo stroma. In laboratorio, si procedette, quindi, alle seguenti osservazioni ed indagini.

Il caratteristico tessuto stromatico contiene, nella parte più superficiale, i periteci. Da questi vengono emesse le ascospore, bruno-nerastre, ovoidali, con rima di germinazione, misuranti circa 17,5 micrometro x 2,5 micrometro. Gli isolamenti da legno, effettuati ponendo su PDAs (agar-patate-destrosio più 0,5 g/I di streptomicina) dei frammenti sterilizzati in superficie, hanno fornito delle colture a rapida crescita (13,4 mm/giorno a 23 °C, su PDA), di colore grigiastro, tendenti in pochi giorni a divenire nere osservandole dal retro della piastra.

Queste colture, del tutto simili a quelle ottenute dalla germinazione delle ascospore isolate dagli stromi raccolti, producono conidi ialini o leggermente imbruniti, ellissoidali, misuranti circa 7,5 micrometro x 2,5 micrometro, portati da conidiofori ramificati, ialini. Le colture dell’isolato da platano sono state, inoltre, confrontate, sia per le caratteristiche morfologiche che per la velocità di accrescimento, con colture di isolati di Hypoxylon mediterraneum (De Not.) Mill., reperiti su cerro (Quercus cerris L.) e leccio (Q. ilex L.), in collezione presso l’Istituto. Date le carat-teristiche degli stromi e delle colture, il fungo è stato identificato come H. mediterraneum (Ascomycotina, Xylariaceae) (Miller, 1961; Ciferri, 1962; Hawksworth, 1972; Jong e Rogers, 1972), sinonimo di Biscogniauxia mediterranea (De Not.) Kuntze (Pouzar, 1979).

 

Aschi ed ascospore di H. mediterraneum

 

Questo fungo è stato segnalato più volte come associato agli stadi finali della sindrome del deperimento di specie quercine in Italia (Vannini e Luisi, 1990) e in altri paesi (Malencon e Marion, 1952; Torres, 1985; Sousa Santos e Moura Martins, 1993). Il suo ciclo biologico (Vannini et al., 1996) è caratterizzato dalla colonizzazione latente dei tessuti di piante sane (Biocca e Motta, 1995), e da una azione patogenetica che si manifesta quando le piante sono soggette a stress di natura diversa (specialmente stress idrico), con la necrotizzazione dei tessuti legnosi e formazione di cancri. Il fungo è piuttosto polifago, potendo attaccare numerose latifoglie arboree, ma principalmente varie specie di querce (Miller, 1941; Hawksworth, 1972). Fino ad ora, H. mediterraneum non risulta segnalato su P. acerifolia in Italia. Uunica precedente segnalazione a nostra conoscenza riguarda il Portogallo (D’Oliveira, 193 I; Barbosa, 1958). P occidentalis L., presente in America, è invece frequentemente colpito da H. tinctor (Berk.) Cke (McAlpine, 1961; U.S.D.A., 1977). Tale specie fungina differisce ampiamente da quella osservata a Roma, in particolare per le caratteristiche della forma sessuata, che hanno indotto alcuni autori a spostarla nel genere Camillea Fries (Laessoe et al., 1989).

In conclusione, H. mediterraneum si va ad aggiungere alla lunga lista di patogeni di debolezza presenti su P. acerifolia in Italia. Tali organismi (principalmente funghi agenti di carie e di cancri legnosi) risultano particolarmente aggressivi nel verde urbano, dove frequenti sono i fattori predisponenti sia di tipo abiotico, come quelli indicati in questa nota, sia di tipo biotico. Il controllo di questi fattori di stress, attuabile solo attraverso un’attenta progettazione e manutenzione delle alberate stradali, risulta quindi di importanza fondamentale per salvaguardare la sanità dei platani e per contrastare la diffusione di H. mediterraneum.

SUMMARY

Hypoxylon mediterraneum on plane tree

(Platanus acerifolia) in Central Italy

Hypoxylon mediterraneum (De Not.) Mill. is reported as associated to large wood cankers on declining plane trees (Platanus acerifolia Willd.). The disease was observed on trees suffering for abiotie stresses, especially those caused by fire injuries. This is the first report of H. mediterraneum on plane tree in Italy.

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