Propagazione delle piante

La propagazione delle piante può avvenire per via vegetativa o sessuale.

La riproduzione per via sessuale parte invece dalla formazione dei semi. I semi germinando daranno dei soggetti simili ai genitori ma non uguali perché le nuove caratteristiche derivano dall'unione dei cromosomi maschili e femminili.

Si intende moltiplicazione vegetativa quando, con l'asportazione di una parte di pianta, si ottiene un nuovo soggetto avente le stesse caratteristiche della pianta madre.

Moltiplicazione per seme
A) Semina in cassetta. B) Copertura con lastra di vetro.
C) Piantine pronte per il trapianto. D) Piantine a dimora in vasetti.

Vediamo per prima la riproduzione sessuale. Innanzitutto i semi devono essere raccolti alla giusta maturità. Si separano dall'involucro del frutto e si lavano se necessario, avendo cura di asciugarli bene per evitare che germoglino anzitempo; poi si ripongono entro bustine in locali asciutti lontani da animali o insetti. E' consigliabile non usare semi conservati a lungo, la facoltà germinativa si riduce dopo il primo anno. I periodi adatti per il germogliamento dei semi sono la primavera e l'autunno e gli elementi essenziali per la vita delle nuove piante sono l'aria, l'acqua e il calore. I semi delle varietà più resistenti vengono posti nel terreno all'aperto mentre per quelle più delicate, la semina avverrà in cassette o vasi i quali potranno essere posti in luoghi ottimali per protezione e controllo. In entrambi i casi si dovrà tenere in considerazione la preparazione del terreno che dovrà risultare ben drenato, soffice, ripulito da erbe e detriti vari e concimato se necessario. I recipienti per le semine verranno drenati con strati di cocci sui quali verranno posti il terriccio e i semi. La semina non dovrà risultare troppo fitta per evitare crescite troppo esili e stentate; coprite i semi con uno strato di terriccio o sabbia. Per le sementi molto piccole sparse in superficie è consigliabile coprire il vaso o la cassetta con lastre di vetro o con un foglio di polietilene trasparente fino alla nascita delle piantine; queste coperture oltre a mantenere un giusto grado di umidità evitano il contatto con parassiti vegetali o insetti. Le semine più vaste infine si possono effettuare in semenzaio (terreno sistemato, di dimensioni ridotte). Le nuove piantine verranno poi poste a dimora nel luogo e condizione definitivi.

Talea erbacea
A) Tagliare un rametto di 15 cm circa.
B) Staccare le foglie tranne quelle terminali.
C) Porre la talea in vaso interrando quasi tutto il fusto.

La moltiplicazione per via vegetativa o agamica può essere eseguita in vari modi a seconda delle caratteristiche della pianta; quindi avremo la talea, l'innesto, la divisione, la margotta e la propaggine. La talea è il metodo. più comune, consente di utilizzare parte di fusto, ramo o foglia, quindi avremo talee legnose, semilegnose, erbacee o semierbacee.
Le talee erbacee si fanno in primavera, utilizzando germogli di medio sviluppo, se ne riducono le foglie e si pongono in letti di sabbia, terriccio e torba, coprendo con lastre di vetro o sacchetti di polietilene trasparente. Per le talee legnose da effettuarsi nella tarda estate, si usano porzioni di ramo tagliate sotto un nodo provviste di almeno due gemme, e si pongono a seconda dei casi all'aperto in terreno ben lavorato e sano, in serra o in cassone.

Talea di foglia di Begonia rex
A) Staccare la foglia dalla pianta madre.
B) Incidere le nervature sul rovescio della foglia.
C) Porre in cassetta fissando la I foglia al terriccio con, forcelle.
D) Nuove piantine nate in corrispondenza dei tagli.

Alcune piante come la Begonia rex possono emettere radici da tagli prodotti sulle nervature della pagina inferiore delle foglie, queste, poste a contatto con terriccio e coperte con. lastre di vetro, daranno luogo alle nuove piantine.
Da ricordare che per una buona percentuale di attecchimento, occorrono umidità e calore moderato evitando i ristagni di acqua e i raggi diretti del sole.

Innesti a marza
A) Innesto a sperone B) Innesto a doppio spacco o all'inglese

Innesto i ad occhio o a gemma
A) Taglio della gemma. B) Gemma pronta per essere inserita.
C) Taglio apposito nel portinnesto. D) Inserimento della gemma. E) Legatura.

Con l'innesto si uniscono tra loro una porzione di pianta ad un'altra pianta diversa ma della stessa specie o genere. La parte di ramo da inserire viene denominata nesto, mentre la pianta sulla quale viene inserita si dice portinnesto. Vi sono parecchi tipi di innesto a seconda se si utilizza come nesto una gemma o una porzione di ramo da inserire con opportuni tagli perfettamente aderente alla parte sub-corticale (il cambio) del portinnesto, quindi avremo l'innesto a occhio o gemma, a marza, a spacco ecc. Un particolare tipo di innesto è quello detto "per approssimazione" nel quale si saldano fra loro due rami di piante diverse le quali continuano la loro vita indipendentemente; il nesto non viene staccato dalla pianta che lo fornisce fino a quando non è avvenuta la saldatura.

Per certe piante, in particolare quelle con bulbi, tuberi e rizomi, si può procedere alla moltiplicazione tramite divisione: si divide il tubero in modo che sia presente su entrambe le parti almeno una gemma, oppure si attua la divisione asportando i bulbilli che si formano attorno al bulbo maggiore. Le piante erbacee perenni nella grande maggioranza sono moltiplicate mediante la divisione. Questo metodo semplicissimo consiste nel dividere le piante in due o più parti provviste di radici, rami o gemme.
Verso l'inizio dell'estate si può procedere ad un altro tipo di moltiplicazione agamica: la margotta. Si usa in particolare per le piante che difficilmente si possono riprodurre per talea o divisione. Si pratica un taglio sul fusto o su un ramo della pianta asportando una piccola parte di corteccia, si pone, sfagno umido o torba sulla parte tagliata e si ricopre, con un rivestimento di polietilene che protegge e mantiene l'umidità. Dopo un periodo che varia da I a 4 mesi dall'incisione, la pianta emetterà nuove radici e si potrà quindi procedere all'asportazione della parte di ramo e alla messa a dimora.

Ultimo metodo di moltiplicazione è la propaggine; consiste nel far produrre radici ai rami di un arbusto piegandoli sino a terra e interrandoli, dopo aver prodotto delle incisioni a livello dei nodi per facilitare l'emissione delle radici. A radicazione avvenuta si staccano le nuove piante e si collocano in vaso o in piena terra.
 

Moltiplicazione per divisione

Moltiplicazione per margotta
A) Taglio anulare della corteccia (parziale)
B) Sfagno umido sul taglio
C) Protezione con sacchetto di polietilene

Moltiplicazione per propaggine