Quesito: Problemi con un cedro e possibili interventi

Un probabile attacco di insetti ha provocato problemi fitosanitari: indichiamo la cura.

Invio queste fotografie del tronco di un cedro del mio giardino, prese alla fine dell'estate scorsa. Vorrei sapere, se possibile, se si tratta di una malattia, visto che non mi risulta la pianta abbia subito traumi, quali conseguenze potrebbe avere (specialmente sulla stabilità dell'albero che è a pochi metri dalla casa) e quali potrebbero essere i rimedi. L'esposizione delle ferite è a sud-est, leggermente in ombra per la presenza dell'abitazione e di una siepe di lauroceraso; il terreno è calcareo.
Vorrei anche sapere se l'apparato di questi alberi è fittonante o superficiale, visto che la pianta è esposta in zona ventosa e come ho detto, molto vicina alla casa.

U.D.A., S. Vicenzo Valle Roveto (AQ)

Dall'analisi delle fotografie che ci ha inviato, ritengo probabile che l'albero sia stato aggredito da insetti xilofagi, cioè da insetti che in fase larvale sono in grado di penetrare all'interno dei tessuti legnosi e distruggerli mediante il loro apparato boccale masticatore. Probabilmente, data l'abbondante colata di resina, la loro distribuzione all'interno dei tessuti legnosi si è mantenuta piuttosto periferica, giusto sotto la corteccia. E' anche assai probabile che abbiano già compiuto il loro ciclo larvale e siano sfarfallati, così che è oramai impossibile rintracciarli e identificarli con precisione. Per essere sicuro della correttezza di questa ipotesi non dovrebbe far altro che ricercare i fori di ingresso o di sfarfallamento nei punti in cui la resina fuoriesce dal tronco, o analizzare la stessa per scoprire eventuali residui di escrementi o di rosure del legno. Se durante quest'anno scoprisse che il problema persiste e si intensifica, provi ad infilare un piccolo filo di ferro nei fiori e cerchi così di uccidere le larve.

A livello di stabilità il danno non dovrebbe essere grave, anche perché la pianta è ancora piuttosto giovane e in grado di reagire bene a questo tipo di attacchi parassitari. Per quanto riguarda l'apparato radicale dei cedri atlantica, lo sviluppo dipende moltissimo dalle condizioni del terreno. La presenza di strati ghiaiosi o argillosi proprio sotto lo strato biologicamente utile, di norma impedisce lo sviluppo profondo degli apparati radicali. Sarebbe interessante a riguardo eseguire una carotatura del terreno per analizzarne il profilo. In funzione dei risultati ottenuti si possono avere importanti indicazioni circa lo sviluppo degli apparati radicali.

A questo punto si può anche intervenire con opportuni interventi di modificazione del terreno che favoriscano un abbassamento del pH, un miglioramento della struttura e della microflora presente a livello della rizosfera. Molto utile risulta comunque ridurre il compattamento del suolo e favorire gli scambi gassosi tra aria ipogea e aria epigea. In questa maniera si manterrà un apparato radicale robusto e sano e si eviteranno problemi di natura meccanica a livello delle radici. Ritengo comunque che al momento attuale la pianta non presenti problemi meccanici o strutturali tali da presentare rischi di schianto. Nel prosieguo della vita dell'esemplare, anche una idonea potatura di selezione ed alleggerimento, diminuendo l'effetto vela della chioma, permetterà di mantenere l'esemplare con il suo habitus caratteristico e con un buon grado di sicurezza.