Rhamnus alaternus

 

Si parla sempre di loro, delle piante che portano belle fioriture ed è comprensibile, perché la bellezza ha una forza di attrazione prepotente, esclusiva, appagante, ma a lungo andare la ricerca si può fare affannosa, ossessiva, inducendoci a formulare giudizi affrettati e a non saper più guardare con serenità d'animo: un atteggiamento di superbia questo che caratterizza più o meno tutti coloro che muovono i primi passi nella conoscenza dei mondo vegetale.

Poi l'occhio si fa meno selettivo, meno rigoroso, più avvezzo a saper individuare la bellezza dove non è totalizzante. E' il caso delle piante che fioriscono senza enfasi, senza richiami particolarmente vistosi; spesso occorre osservarle da vicino per scoprire le piccole protuberanze che variando debolmente la forma e il colore, indicano il passaggio dall'infioersenza ai frutti

Rhamnus alaternus è una di queste: ai minuscoli fiori a mazzetti giallo-verdi seguono bacche nere, lungamente persistenti. Però le foglie sempreverdi hanno un loro fascino essendo ovali, seghettate ai margini, coriacee, d'un verde scurissimo superiormente e sotto vellutate e giallastre.
L'alaterno è un arbusto tipico della macchia mediterranea, dove può raggiungere l'altezza massima di 4 m. Spesso lo si trova sotto forma di alberello, perché ha la tendenza ad ingrossare il ramo principale e sollevare la chioma alla ricerca della luce.
E' una pianta resistentissima ai venti salsi e, come la ginestra, prospera senza irrigazioni dopo il secondo anno dall'impianto, anche se è stato piantato su terreni aridi e pietrosi.
Mi sembra che abbia qualità sufficienti per trovare un posto decoroso nei nostri giardini come arbusto da siepe. La sua coltivazione è facilissima: basta solo impedirgli, con oculate potature dei rami più grossi, di spogliarsi in basso; per il resto è una di quelle piante che danno solo senza chiedere nulla.