Rosa primula

La terza puntata del viaggio di Luca Fadini nel mondo delle rose, viste con l'occhio di un botanico curioso.

I bei fiori di Rosa primula

Quest’anno è fiorita prima di tutte le altre – perfino prima delle rose banksiae.

Credo che tutte le descrizioni di Rosa primula che si possono leggere, siano in rete siano su carta, derivino da quella pubblicata da Peter Beales in Classic Roses*:  “foglie dall’aspetto di felci, fiori color giallo primula, profumo come d’incenso… Sembra che debba per forza somigliare a qualcosa d’altro.”

Comunque dissento sul paragone con l’incenso; la fragranza che, nelle ore in cui l’aria è umida e ferma, promana dalle foglie e dai giovani germogli è complessa, resinosa, esotica, ma per nostra fortuna manca del tutto della nota acre che accompagna – necessariamente – la combustione dell’incenso. Invece è fresca e si mescola in modo perfetto con il profumo dei fiori, fruttato e pungente insieme.

Il portamento è leggero, ma poco armonioso; anche Rosa hugonis, che appartiene allo stesso gruppo delle pimpinellifoglie, è sgraziata; però è anche più robusta e definita: ne feci una siepe divisoria anni fa, su uno sfondo di piante sempreverdi a foglia scura, con un buon risultato, credo – almeno fino a quando il giardiniere la straziò potando le piante a due spanne da terra… con le rose si è sempre fatto così, no?

I cespugli di Rosa primula forse sono più adatti a colmare i vuoti tra piante di maggiori dimensioni, appoggiandosi a queste con i rami angolosi; anche quando non saranno fioriti il fogliame chiaro e minuto potrebbe assicurare un ottimo effetto, in contrasto con la texture della vegetazione vicina.

Naturalmente non è una specie facile da trovare – ma è molto facile da coltivare, in compenso; è sana, non richiede potature ed è molto valida per i giardini dall’aspetto spontaneo.
* Peter Beales, Le Rose Classiche, Bologna, 1989.