Salvia: in erboristeria e in cucina

Origine del nome: deriva dal latino salvare = guarire.

«L’erba della salvezza» era molto usata dai Greci, poi si diffuse anche in Italia. Era coltivata sia nei giardini dei semplici che negli orti dei contadini.
E’ opportuno raccogliere la salvia nelle prime opere pomeridiane e prima della fioritura, cioè quando è maggiore la presenza di olio essenziale. Altri componenti presenti: sostanze estrogene, sostanze batteriostatiche e battericide, vitamina B1, vitamina C, ferro, magnesio, potassio, calcio.

IMPIEGO TERAPEUTICO
Emmenagogo: già Dioscoride le attribuiva la capacità di normalizzare le mestruazioni.
E’ molto efficace anche in casi di amenorrea e dismenorrea per merito delle notevoli quantità di sostanze estrogene.
Antisudorifero. è molto efficace per ridurre la sudorazione notturna, le vampate della menopausa. Si ritiene che questa proprietà sia dovuta all’olio essenziale che agisce sul sistema nervoso centrale.
Stomatologico: da sempre è usata per combattere le infiammazioni della bocca, della faringe, nelle afte, nelle ulcere delle gengive. L’infuso ha proprietà astringenti e antisettiche e si usa per sciacqui e gargarismi.
Colagogo: agisce sulla secrezione della bile, aumentandone il deflusso.
Eupeptico: è molto usata in cucina perché favorisce la digestione.
Antidiabetico: recenti studi hanno dimostrato che ha notevoli proprietà ipoglicemizzanti, proprietà che si manifestano soltanto nel diabetico abbassando il tasso dello zucchero nel sangue. Poiché la salvia non è tossica, prima di usare farmaci antidiabetici, è forse il caso di provare questo antico rimedio.

PER LA BELLEZZA
Per favorire la crescita dei capelli: frizionare la cute con tintura di salvia mescolata in parti uguali al rum.
Per rinforzare le gengive e sbiancare i denti: tutti i giorni frizionare con foglie fresche.
Antisudorifero per mani e piedi: bagnare le estremità in un infuso di salvia e lasciar asciugare senza sciacquare.

Noto assioma della Scuola Medica Salernitana del XVI secolo
“Cur moriatur homo cui Salvia crescit in horto? Contra vim mortis non est medicamen in hortis”. Di che cosa morirà l’uomo se nel suo orto cresce la salvia? Negli orti non vi è medicamento più efficace contro la potenza della morte.

IN CUCINA
Pestare finemente insieme salvia, rosmarino e sale. Conservare in frigo e usare per insaporire i cibi.

Fritta, in pastella o semplicemente infarinata, è deliziosa.

LE ERBE NEI SECOLI

Un famoso testo che descrive in modo particolareggiato le preparazioni medicinali con la pianta è il papiro Erbes: la sua compilazione si fa risalire al 1550 circa a. C. Decifrando i vari rotoli, scoperti nel 1873, dall’egittologo tedesco Erbes, si è appreso che gli Egizi si curavano con l’aglio, la senna, il ginepro, il seme di lino, il finocchio, l’assenzio. Preparavano, inoltre, tanti unguenti vegetali per uso cosmetico.
Le conoscenze mediche dell’antico Egitto si diffusero presso i popoli che vivevano nell’area del Mediterraneo. I Greci e i Romani approfondirono le nozioni apprese e raggiunsero conoscenze molto particolareggiate.