Siepi: elementi di base

Spesso le proprietà sono delimitate da muri, specialmente negli agglomerati urbani, ma altre volte, soprattutto alla periferia della città, lo sono da siepi, assai meno costose dei muri e dele cancellate.

 Le siepi, oltre a delimitare le proprietà, hanno spesso funzioni protettive contro i rumori, il vento, la polvere della strada, gli sguardi indiscreti.

Diversi Cotoneaster sono impiegabili per formare siepi, molto decorative per gli abbondanti frutti invernali.

Molto usato per piccole siepi il Berberis thunbegii 'Atropurpurea»'a fogliame persistente.

Le siepi assolvono diversi compiti assai importanti e non soltanto quello di separare una proprietà dall'altra o di impedire l'intrusione di estranei. Elementi di siepi possono anche essere presenti nell'interno del giardino stesso, con lo scopo di creare un angolo appartato per la lettura o per la cura del sole, per i giochi dei bambini, per stendere la biancheria oppure per nascondere i bidoni della immondizia, l'ingresso del garage o dividere dal giardino l'orticello di casa.

Il tipo di siepe
Il tipo di siepe, quindi, va scelto caso per caso, sia per la forma e l'altezza da adottare, sia per la scelta dell'essenza con la quale formarla.
Per esempio, se si vuole una siepe esterna protettiva, bisogna dare la preferenza a specie spinose, mentre se si tratta di semplice quinta per delimitare l'orto, basterà una specie inerme.
Se si ha piacere che lo sguardo dalla casa spazi lontano, si dovrà progettare una siepe di basso e medio sviluppo, mentre se s'intende escludere la vista di costruzioni poco piacevoli, si penserà a siepi di maggiore altezza. Nei luoghi ventosi, le siepi spesso hanno anche la funzione di frangiventi, e ciò logicamente porta alla scelta di specie di grande sviluppo, tenendo conto che lo spazio protetto corrisponde press'a poco a 5-6 volte l'altezza della siepe se questa è situata nel senso ortogonale alla direzione nella quale il vento dominante spira. Comunque sia, una cosa è bene decidere subito, se cioè la siepe deve essere «regolare e sagomata» oppure «irregolare e naturale».

Ulex europaeus forma solide siepi difensive.

All'estero (Olanda) si fanno siepi spartitraffico con Rosa rugosa che produce in estate-autunno magnifici cinorrodi aranciati.

Siepi regolari e siepi irregolari
Le siepi campestri sono sempre irregolari, crescono secondo la costituzione naturale delle essenze che la compongono (Gleditschia, biancospino, Robinia ecc.), infoltite spesso da rampicanti spontanee (Clematis, luppolo ecc.), e sono lasciate libere di vegetare a loro piacimento per diversi anni, salvo poi intervenire con un taglio basso al momento in cui esse dimostrano un certo deperimento oppure hanno raggiunto un eccessivo sviluppo.
Anche nei giardini si possono utilizzare siepi irregolari, costituite per lo più da specie che portano fiori, pollonanti o no, come Spiraea, Chaenomeles, Forsythia, lillà ecc.
Tali siepi richiedono poche cure ed una sola potatura annuale alla ripresa vegetativa oppure dopo la fioritura, a seconda della specie, più che altro per controllarne lo sviluppo entro i limiti assegnati.
Tuttavia le siepi «naturali» occupano maggior spazio, ombreggiano di più il suolo circostante, ed anche se sono economiche dal punto di vista della manutenzione, non si adattano ai giardini di dimensioni medie e piccole, soprattutto se essi sono a forma regolare.
Assai più impegnative, ma in definitiva spesso preferite, sono invece le siepi «sagomate», costituite sia da essenze spoglianti, sia da specie sempreverdi, per lo più inermi ma talvolta anche spinose.

Nelle zone a clima dolce bellissime sono le siepi formate con Tecomaria capensis sempreverde.

Pyracantha coccinea:
siepe in autunno con frutti.

Siepi spoglianti regolari
Sono costituite spesso da specie pollonanti, che cioè emettono ogni anno dal sistema radicale un certo numero di nuovi fusti o polloni, ma anche da specie non pollonanti.
Nel primo caso, cioè se le specie scelte sono pollonanti (Ligustrum, Chaenomeles, Symphoricarpos ecc.), al momento della piantagione, che può già essere fatta in ottobre ma che può anche prolungarsi sino a marzo, si tagliano le giovani piante ricevute dal vivaista a 20 cm dal suolo per costringerle ad emettere nuove robuste vegetazioni.
In estate, poi, si cimano e si accorciano tutti i rami che sono nati dal fusto tagliato, ciò per sollecitare la emissione di polloni.
In tal modo si ottiene già un notevole infittirsi della piccola siepe.
Nel secondo anno, tra il febbraio ed il marzo, si fa una nuova energica potatura tagliando a metà tutta la vegetazione dell'anno precedente, la siepe assume già una certa forma, ma le sue dimensioni sono ancora molto inferiori a quelle definitive. Tra la fine della primavera e l'estate si cimano di nuovo tutti i rami alti e si accorciano quelli laterali.
La siepe incomincia ad avere una fisionomia precisa ed è vicina alla sua forma definitiva.
Nel terzo anno ed in quelli successivi, sempre all'uscita dall'inverno, si tagliano tutte le vegetazioni terminali della siepe poco sotto il limite stabilito, e si accorciano ancora i rami laterali.
Da maggio a settembre, poi, si ripassa ogni tanto la siepe per controllarne lo sviluppo sopra e lateralmente. Si ha così una siepe molto regolare con vegetazione densa e senza vuoti. Nel secondo caso, invece, se cioè si tratta di specie non pollonanti, le quali soltanto eccezionalmente emettono nuovi fusti dalle radici (carpino, lillà ed altre specie da fiore) la potatura iniziale deve essere meno forte, e ciò perché la vegetazione deve aiutare lo sviluppo del sistema radicale.
Subito dopo la posa a dimora si taglia il fusto della piantina ad un terzo o alla metà della sua altezza ed in proporzione si accorciano i rami laterali.
Nel secondo anno si ripete la stessa potatura, sempre nel periodo di stasi vegetativa della pianta, lasciando rami di cima e laterali un po' più lunghi.
Nel terzo anno infine ed in quelli successivi ci si limita a dar forma alla siepe con cimature e potature in verde durante il periodo vegetativo; l'epoca più adatta va dal giugno all'agosto.
Quando si è raggiunta l'altezza desiderata si devono togliere tutte le vegetazioni di cima, altrimenti la siepe continua a crescere in altezza e si spoglia in basso.

Prunus laurocerasus:
la classica siepe sempreverde.

Pyracantha coccinea:
siepe in fiore.

Siepi di sempreverdi e conifere
Al momento della piantagione il fusto principale delle piante sempreverdi e delle conifere deve essere lasciato integro e soltanto i rami laterali vanno accorciati per incoraggiare l'infittirsi della vegetazione.
Nel secondo e nel terzo anno la potatura consiste nel cimare ancora i rami laterali per dare alla siepe la forma voluta.
Il ramo di cima non deve essere toccato sino a quando non abbia raggiunto l'altezza definitiva della siepe, dopo di che va tagliato.
Le siepi adulte di conifere e di specie sempreverdi hanno bisogno soltanto di una o due cimature durante l'estate (dopo la toeletta all'uscita dall'inverno); tuttavia spesso è sufficiente un solo intervento in agosto se la specie non è molto vigorosa, in caso contrario un doppio intervento in giugno ed in agosto e necessario.

Viburnum tinus: dà siepi sempreverdi bellissime fiorite d'inverno.

Il bosso (Buxus) è pianta classica per formazione di piccole siepi sempreverdi nei giardini regolari all'italiana.

Manualità della potatura
La forma delle siepi regolari deve essere leggermente rastremata verso l'alto da entrambi i lati, così che la base risulti alquanto più larga della parte superiore.
Ciò e molto importante specialmente per. le siepi sempreverdi che possono essere danneggiate in testa dalla neve che, accumulandosi, può spezzarne i rami.
Quando si pota una siepe regolare si incomincia dal basso per stabilire la larghezza della siepe, eppoi man mano si pota più in alto.
Se la siepe è più alta di un uomo, è necessario usare una scala o semplicemente un asse appoggiato sopra due cavalletti, e ciò per rendere il lavoro più agevole.
E infatti molto difficile adoperare le cesoie ad un'altezza superiore alla spalla.
L'impiego di una cesoia elettrica od a motore a scoppio aiuta molto il giardiniere, anche se l'arnese è molto più pesante delle cesoie a mano, ma poi rende necessaria una ripassata con una forbice normale sulle specie sempreverdi per il danno fatto al fogliame persistente.

Siepe regolare (Specie pollonante).
a) Nel primo anno la pianta viene tagliata vicino al suolo nell'inverno perché si sviluppino i polloni;
b) Dopo la nascita dei polloni la forma della siepe viene regolata nell'estate;
c) Nel secondo anno si fa una potatura abbastanza energica all'uscita dall'inverno;
d) Ed ancora si dà forma alla siepe durante la stagione estiva.

 

Siepe regolare (Specie non pollonante).
a) Nel primo anno la pianta viene tagliata vicino al suolo nell'inverno perché si sviluppino i polloni;
b) Dopo la nascita del polloni la forma della siepe viene regolata nell'estate;
c) Nel secondo anno si fa una potatura abbastanza energica all'uscita dall'inverno;
d) Ed ancora si dà forma alla siepe durante la stagione estiva.

 

Potatura di una siepe di conifere.
a) A fine inverno del primo anno si accorciano i rami laterali senza toccare la cima;
b) In agosto si ripete ancora l'operazione;
c) Negli anni successivi si fa ancora la potatura in estate tagliando anche la cima delle piante che hanno raggiunto l'altezza stabilita.