Solanum jasminoides

Rampicante vigoroso, da coltivare ovunque - pur con qualche accorgimento - per la copiosa fioritura che va da maggio fino a dicembre

È vero che di alcune piante si abusa in giardino, ma il motivo non è solo da ricercare nei limitati orizzonti dei vivaisti, bensì nelle qualità peculiari di quelle piante che sono davvero straordinarie.

Basti pensare alla loro facilità di coltivazione, alla bellezza dei fogliame, dei fiori e non ultima alla docilità con la quale assecondano le nostre più singolari esigenze. Perché trovare ad esempio rampicanti ‘coprenti’, che sviluppano rametti fitti fin dalla base e quindi ci evitano operazioni di manutenzione più o meno onerose, non è semplice e perciò si spiega il grande successo dei Trachelospermum jasminoides, il quale sembra diventato non “un” rampicante ma “il” rampicante per eccellenza, addirittura insostituibile per molti.

Credo che nessuno abbia argomenti validi per contestare il valore ornamentale di tale pianta, ma il problema è un altro: se invece di tagliare i nuovi getti dei rampicanti per mantenere compatta la vegetazione, si avesse l’accortezza di guidare manualmente i giovani rami nei punti dove la copertura è più rada, molte piante potrebbero competere con il rincospermo e quindi l’uniformità in giardino sarebbe scongiurata. Oggi purtroppo si pretende di meccanizzare ogni attività di giardinaggio e nella pazzesca corsa col tempo che ormai travolge tutto e tutti, i comportamenti più naturali sono i primi ad essere abbandonati. Peccato, perché anche una pianta stupenda e preziosa come Solanum jasminoides potrebbe fare bella mostra di sé sulle reti, sulle ringhiere, sui muri, sui piccoli pergolati se solo si accettasse di educare la sua tendenza a fuggire con rapidità verso l’alto, piegando metodicamente verso il basso i suoi rami sottili e flessibili.

Non importa se nel compiere questa operazione si rompono alcuni piccioli fogliari che si erano già avvolti, come è sua abitudine, attorno a supporti perché la robustezza della pianta consente questo e altro. Le foglie, sempreverdi in clima congeniale, sono ovali, acuminate, lunghe 6-7 cm, di colore verde scuro e con i margini ondulati.

I fiori appaiono raggruppati in fitti mazzetti all’apice dei rami e hanno un colore azzurro pallido con il centro giallo, tipico delle Solanaceae, ma è la durata della fioritura, da maggio a dicembre, che rende questo rampicante di notevole interesse. Vuole posizioni calde e assolate e terreni di qualsiasi natura, anche poco fertili, tendenzialmente asciutti. In queste condizioni è capace di sfuggire alle coltivazioni e naturalizzarsi dove gli inverni non sono rigidi; essendo originario del Brasile meridionale e del Paraguay non sopporta abbassamenti di temperatura inferiori a -2 °C, ma l’apparato radicale rimane intatto, se ben pacciamato, anche a -7, -8 °C. Pertanto se lo si coltiva per la sua funzione “coprente” occorre garantirgli il Centro-Sud o le Isole, mentre se ci preme godere solo della sua fioritura vanno bene le posizioni più a Nord, ma sempre in clima mediterraneo, dove perderà quasi sempre in inverno tutta la parte aerea.

Non necessita di potature, come si è detto, ma in caso di necessità sopporta bene i tagli che comunque vanno effettuati solo all’inizio della primavera.

Si propaga con grande facilità per seme e per talea semilegnosa. In giardino, oltre agli impieghi classici, non va disdegnata una sua collocazione più secondo natura come quella di farlo arrampicare su piccoli alberi o grandi arbusti sempreverdi per farli “fiorire” nella bella stagione, oppure attorno ai tronchi delle Cordyline ben sapendo che i suoi rami possono raggiungere 6-7 m di lunghezza.

In commercio, se si è fortunati, si possono trovare delle cultivar molto belle: ‘Floribundum’ più fiorifero, ‘Grandiflorum’ con fiori più grandi ed ‘Album’ con immacolati fiori bianchi.