Soluzioni in verde

Il problema della difesa acustica si presenta di frequente nei giardini posti su strade di grande traffico, sia in città che nelle zone esterne ai centri abitati.

Nel nord-Europa il problema è già stato affrontato da tempo, in Austria e Svizzera, per esempio, ogni piccolo gruppo di edifici o anche una sola casetta che si trovino molto vicini a una autostrada, vengono protetti da una adeguata barriera antirumore. In Olanda le strade di scorrimento veloce sono in gran parte isolate da manufatti fonoassorbenti o fonoriflettenti. Le barriere in materiale artificiale, cemento e metallo, mal si prestano dal punto di vista estetico per l'isolamento dei giardini. D'altra parte è dimostrato come la vegetazione in quanto tale non isoli dal rumore: solo fasce boscate o larghe strisce coperte da una fittissima vegetazione arboreo-arbustiva possono attenuare il rumore, ma hanno bisogno di grandi spazi che quasi mai sono disponibili. Un effetto antirumore di grande efficacia è dato da dune e terrapieni. Il terreno assorbe le onde sonore e le disperde all'interno della sua massa. Se la scarpata della duna viene poi rinverdita l'effetto è di grande naturalezza.

L'inconveniente non piccolo di queste strutture verdi è che hanno bisogno di grandi spazi la cui larghezza è in relazione all'altezza della duna stessa. L'isolamento di parchi con dune in terra è un mezzo che unisce l'efficacia antirumore con la schermatura visiva. Normalmente in parchi e giardini lo spazio a disposizione per l'isolamento acustico è piuttosto scarso.

Un semplice muro di laterizi può costituire una efficace barriera acustica e, specialmente nei centri storici, il vecchio muro di mattoni dà un fascino particolare ai «giardini chiusi» che racchiude isolando dal rumore e dagli sguardi non graditi.

Un muro in calcestruzzo può essere molto bello se realizzato con carpenteria di legno che lasci al cemento una bella impronta «a vista». La sua efficacia antirumore è buona; bisogna valutare se dal punto di vista paesaggistico si inserisce nell'ambiente di progetto. Ad esempio, è evidente che per giardini di campagna e di norma sconsigliabile intervenire con strutture impattanti dal punto di vista paesaggistico e un muro di cemento in mezzo alla campagna è senz'altro un elemento di disturbo. Diventano dunque preziose le pareti verdi che si possono realizzare con materiali vari di supporto, legno, calcestruzzo, metallo, eccetera e nelle quali si può inserire la vegetazione. Nel tempo le piante, crescendo, coprono il supporto e si vengono a creare veri e propri «muri verdi».

Per «muro verde» si intende una struttura alta, scoperta da entrambi i lati, mentre i muri di contenimento per scarpate, spesso fatti con gli stessi materiali, sono scoperti da una sola parte mentre dall'altra sostengono il terrapieno. Tecnicamente questa differenza è importante anche per la vita delle piante che rivestono il muro; infatti nel terrapieno l'umidità che il terreno incamera con le precipitazioni arriva alle piante, invece, nel caso di un vero e proprio muro, senza l'irrigazione a goccia è difficile avere buoni risultati di rinverdimento nella maggior parte dei climi italiani. Ormai famose e consolidate nell'uso sono le pareti verdi in calcestruzzo formate da elementi componibili a cassetta. Questi moduli sovrapponibili possono essere utilizzati per trattenere un terrapieno o una scarpata o anche per fare del veri e propri muri a sezione triangolare usando i moduli fioriera in entrambi i lati del manufatto. Gli elementi sono infissi nel terreno da trattenere e riempiti con terriccio organico nel quale vengono ospitate le piante. In produzione esistono molti tipi di elementi componibili in calcestruzzo. In alcuni anche ad opera finita e a vegetazione sviluppata prevale decisamente il materiale di sostegno rispetto alla vegetazione: sono quindi piuttosto impattanti e adatti a scarpate stradali o anche in parchi nei quali l'aspetto di sostegno sia l'obiettivo prevalente. Altre barriere, sempre in elementi modulari in cemento sono più sottili e con un rapporto pieni-vuoti (cemento-terreno) più equilibrato in modo che l'effetto finale del verde è molto più intenso rispetto al materiale di sostegno. Di grande importanza per un buon rinverdimento sono il terriccio di riempimento delle cassette e l'irrigazione che, nella barriera di un giardino, è indispensabile se si vogliono avere piante ornamentali di un certo effetto estetico e che raggiungano buone dimensioni. In scarpate stradali, o comunque esterne ai giardini, si preferisce inserire vegetazione piccola e molto rustica evitando l'irrigazione. L'effetto è «spartano» e molto legato al clima e all'andamento stagionale.

Pareti verdi o sostegni in legno per terrapieni seguono lo stesso principio di base di quelli in cemento: una struttura fissa riempita di terriccio nella quale vengono sistemate le piante. Indubbiamente il legno, essendo un materiale naturale, è più versatile e adatto per la difesa acustica di parchi e giardini laddove vi sia lo spazio sufficiente per costruire la barriera, che ha bisogno di una fascia in larghezza commisurata all'altezza.

Barriera in legno

Il muro verde in legno è costituito da una struttura a sezione trapezoidale in pali, ai quali vengono fissati longitudinalmente assi inclinate per il contenimento del terreno. I pali, distanti tra loro m 1,50 necessitano di una fondazione in calcestruzzo per evitare che la barriera si rovesci (rischio possibile soprattutto in zone ventose) . L'altezza del muro può essere da 1 a 5 metri con una larghezza alla sommità di cm 60. Le pareti sono più o meno inclinate a seconda dell'altezza: la barriera si deve allargare verso il basso di 40 centimetri ogni metro di altezza. L'interno della struttura viene riempito con terreno. La struttura è in legno duro per il quale viene prevista una durata da 30 a 50 anni, anche se l'esperienza al riguardo è molto più recente. li legno non ha bisogno di manutenzione, mentre ne hanno naturalmente le piante.
Le ultime arrivate tra le barriere verdi, pensate per la difesa acustica stradale, sono a mio parere molto interessanti e adatte per parchi e giardini, perché uniscono l'efficacia antirumore con ottimi effetti estetici e di rinverdimento. Si tratta di strutture metalliche i(a gabbia» formate da telai di supporto riempiti con terreno o compost. I pali metallici di sostegno necessitano di una fondazione puntiforme in calcestruzzo. Il rinverdimento viene fatto in ambedue i lati del muro e, con un buon sistema di irrigazione, le piante in breve ricoprono totalmente il supporto facendolo scomparire. Il vantaggio principale di questo tipo di parete rispetto a quelle precedentemente descritte è il minore ingombro di base. La parete non ha bisogno di inclinazione ed ha quindi una sezione rettangolare. Naturalmente la larghezza della sezione è in relazione all'altezza del muro. Comunque disponendo di una fascia di terreno larga circa due metri si può già realizzare una «parete verde».
Quali piante sono adatte a un muro verde? Se l'irrigazione è presente, i fattori di scelta sono basati sul clima (temperature minime e massime e esposizione soleggiata o ombreggiata) e sull'effetto estetico che si vuole ottenere.
Le piante tipiche dei muri sono arbusti e erbacee perenni ricadenti, ma è bello ricercare effetti di naturalezza componendo in un miscuglio apparentemente casuale volumi diversi. Così ciuffi di piccoli arbusti emergeranno tra la vegetazione più bassa dell'edera o della vinca ricadente. Invece se si vuole ottenere un vero e proprio effetto "muro" compatto e uniforme si metteranno piantine piccole e tutte uguali. Piante ricadenti per esposizioni ombreggiate e nei climi settentrionali sono: Vinca minor e Vinca maior, Hedera nelle sue numerosissime varietà, Ampelopsis. Per il sole ci sono deliziose varietà di piccole rose ricadenti e rifiorenti. Hypericum calycinum è arbustiva e adatta a tutte le posizioni. Per il sud, ginestre, oleandri e tutte le piante della macchia mediterranea.