Spine e colori per la sopravvivenza

Tra le piante che nascondono in una veste temibile fioriture splendide e forme complesse e misteriose sono i cardi.

Palizzate di spine simili a diaboliche armi medievali come in Cynara cardunculus, progenitore del carciofo coltivato; oppure verdi intensi pervasi da filigrane di bianco del Silybum marianum che la tradizione vuole siano gocce di latte della Madonna di Notre Dame. Spesso crescono vicini a vecchie case o stradine di campagna, coltivi abbandonati, pascoli degradati, luoghi ove resta solo la memoria di passate attività. Pascoli e campi si tingono ora di bianco con leggere venature rosa (Galactites), ora di porpora o blu-viola (onopordo, cardo mariano), ora di giallo solare (Scolymus hispanicus). Le fioriture sono spesso appariscenti, sature di colore, dolce fragranza per api, bombi, xilocope, farfalle. La virulenza delle spine respinge ogni assalto di animali; l'aspetto orrido di Dipsacus ferox è un convincente avviso di pericolo. La strategia di affermazione dei cardi è interamente giocata sulle spine e sul colore dei fiori: respingere i nemici e favorire gli insetti. I fiori fecondati si affidano poi ad un altro intermediario: il vento. Ogni spostamento è legato alla sua forza ed il sistema di trasporto è efficiente, a basso costo ed ampiamente collaudato sul piano evolutivo. Miriadi di semi planano sospesi su deltaplani in miniatura, capolavori di ingegneria aeronautica, e la maggior parte degli atterraggi può considerarsi fortunata per l'elevatissima germinabilità dei semi anche su terreni poveri e aridi. Si pensi ora ad una spiaggia in agosto: sabbie asciutte, intrise di sale, ambiente impraticabile, invivibile, ostile per le piante. Sono richiesti apparati radicali efficientissimi e foglie pressoché insensibili a temperature implacabili. Vive invece l'Eryngium maritimum, con un adattamento sorprendente: le foglie sono verdazzurro tenue e quasi plastificate mentre il rizoma è diventato un enorme sistema di esplorazione del terreno alla ricerca dell'acqua. Ancora, un altro cardo segnala terreni aridissimi e più spesso percorsi da incendi; è l'Atractilis gummifera, con grandi fiori purpurei circolari, senza stelo, solitari, simili a grossi sigilli o stemmi gentilizi. Sul piano economico, fra i cardi, il carciofo è ampiamente coltivato ed apprezzato in cucina ma anche nell'industria dei liquori per le proprietà amaricanti. Nella fitoterapia è impiegato per stimolare le secrezioni biliari e ridurre il colesterolo, mentre il cardo mariano è un mirabile alleato contro i disturbi epatici. Per ultimo un impiego curioso era l'utilizzo del Dipsacus nella cardatura delle lane; i cardi dall'aspetto ostile più di altre piante, racchiudono in realtà mirabili sorprese.

Galactites tomentosa arachnoideum

Silybum marianum

Galactites tomentosa Moench (Compositae) Scarlina: Pianta bienne, bianco tomentosa con fusto provvisto di appendici laterali, eretto, ramoso alto da 20 a 80 cm. Fiori bianchi, rosei o lilacini portanti in capolini riuniti in fascetti terminali o laterali rivestiti da squame spinose. Foglie con lacinie da pennatosette a più o meno intere, spinose, verdi, variegate di bianco. Specie ruderale molto comune nei coltivi abbandonati, lungo le strade vegeta senza nessuna esigenza edafica anche oltre i 1.000 metri di altitudine in tutta l'area mediterranea fiorendo tra maggio e agosto.
Silybum marianum (L.) Gaertner (Compositae) Cardo mariano: Pianta annua, alta da 50 cm ad oltre 1 metro con fusti semplici, eretti, spesso ragnatelosi nella parte terminale. Fiori rosso violetti riuniti in capolini di 5-7 cm di diametro con pappo ridotto a setole semplici. Squame dei capolini terminanti in un spina robusta. Foglie alterne, coriacee, generalmente amplessicauli, intere riunite in robuste spine, venate di bianco.

Cynara cardunculus L. subsp. cardunculus

Fiorisce tra giugno ed agosto; vegeta ai margini delle zone coltivate, delle strade di gran parte dell'Italia. I frutti contengono tannini, tiramina, un olio grasso nonché silymarina una sostanza che esercita una efficace azione di rigenerazione del parenchima epatico. Per questa proprietà viene utilizzata nelle epatiti, nelle cirrosi epatiche ed anche negli avvelenamenti da amanitina e falloidina nel caso di intossicazione da Amanita phalloides.

Cynara cardunculus L. subsp. cardunculus (Compositae) Carciofo selvatico: Pianta perenne con fusto semplice, eretto robusto, alto 40-50 cm. Fiori da azzurro a violetti riuniti in capolini solitari, ovoidali, avvolti da squame rigide, spinose (carnose ed eduli come il ricettacolo nella subsp. Scolymus (L.) Hayek. Foglie riunite in rosetta basale, spinose anche sul margine, profondamente divise. Specie comune nell'area mediterranea vegeta spontanea nei pascoli aridi riunendosi in fitti popolamenti. Fiorisce tra giugno ed agosto.

Scolymus hispanicus


 

Cynara cardunculus subsp. scolymus (L. ) Hayek (Compositae) Carciofo: Conosciuto già dagli etruschi per le proprietà amaricanti della cinarina, sostanza coleretica, colagoga e leggermente lassativa. Oggi ampiamente coltivato nei paesi del Mediterraneo per il consumo fresco e per l'industria liquoristica e medicinale. È pianta perenne, con formazione di rizoma ricco di gemme (ovoli) che opportunamente staccati permettono la moltiplicazione agamica. Il fusto e le ramificazioni portano le infiorescenze in posizione apicale. Il ricettacolo carnoso a forma di calice (capolino) e le brattee interne costituiscono la parte edule. Le foglie sono generalmente grandi, di colore verde intenso e grigiastre nella pagina inferiore per la presenza di peluria. Fiorisce tra giugno ed agosto.

Carduus pycnocephalus

Ptilostemon casabonae

Atractylis gummifera L. (Compositae) Specie perenne ma con portamento erbaceo; fusto nullo ma rizoma grosso, profondamente infisso nel terreno; foglie lanceolate raccolte in rosetta basale, coriacee, spinose. Fiori purpurei o violacei riuniti in un unico capolino rivestito da squame spinose. Vegeta nelle lande aride, nelle garigues delle isole del mediterraneo. Dal rizoma si estrae un succo resinoso contenente atractilina.

Scolymus hispanicus L. (Compositae) Cardogna: Pianta bienne con fusti leggermente alati, da giovani eduli; fiori gialli riuniti in capolini distribuiti sia all'ascella delle foglie che nella parte terminale del fusto.
Foglie profondamente incise, debolmente amplessicauli, verdi, coriacee. Comune nei terreni aridi, costieri dell'intera penisola italiana fiorisce tra luglio ed agosto.

Carduus pycnocephalus L. (Compositae) Pianta alta da 50 cm a oltre il metro, bienne con fusto ramoso, alato, bianco tomentoso. Fiori rossi, riuniti in capolini isolati o binati, cilindrici; foglie alterne, verdi, spinose, striate di bianco. Specie nitrofila molto comune anche in terreni aridi, incolti o nelle aree urbane ruderali dell'intera Penisola e delle isole.

Onopordum illyricum

 

 

Ptilostemon casabonae (L.) Greuter (Compositae) Cardo del Casabona: Fiori violacei raccolti in capolini riuniti in racemo terminale o ascellare; foglie lineari, profondamente incise, verdi chiare e bianco tomentose di sotto, coriacee con spine portate in fascetti. Fusto lineare, semplice, superante generalmente il metro di altezza, debolmente scanalato. Pianta perenne endemica di Sardegna, Corsica, isola d'Elba; vegeta su substrati aridi, silicei senza nessuna esigenza edafica fiorendo tra giugno ed agosto.

Onopordum illyricum L. (Compositae) Spina bianca: Pianta perenne con fusto decisamente alato, spinoso, alto da 60-70 cm ad oltre il metro e mezzo; fiori rosei riuniti in capolini avvolti da squame violacee, fortemente spinose. Foglie profondamente incise, spinose. Pianta delle zone incolte, ruderali, comune nell'area mediterranea, fiorisce da giugno ad agosto.

Eryngium maritimum L. (Umbelliferae) Calcatreppola marittima :Geofita perenne grigio-glauca con lungo rizoma profondamente infisso nella sabbia; fusto striato alto 20-40 cm. Foglie coriacee, spinose, picciolate e profondamente dentate le basali, sessili le cauline. Fiori azzurrognoli riuniti in un capolino avvolto da poche squame spinose. Pianta delle coste mediterranee, comunissima anche sulle spiagge, fiorisce lungo tutto l'arco dell'anno.

Dipsacus ferox Loisel. (Dipsacaceae) Scardaccione spinoso: Pianta bienne frequente nei campi, nei pascoli e nelle aree incolte dell'area mediterraneo-occidentale con fusto striato, tubuloso, spinoso lungo tutto l'asse, alto da 60 ad 80 cm, ramificato nella parte superiore. Fiori rosei riuniti in un capolino conico avvolto da brattee patenti, fiorisce tra giugno e settembre. Foglie amplessicauli, opposte, saldate fra loro alla base, munite di spine robuste. Il decotto della pianta intera era consigliato nella cura della tubercolosi e, per uso esterno, contro orticarie, sporiasi ed eczemi.

Dipsacus ferox

Eryngium campestre

Eryngium campestre L. (Umbelliferae) Calcatreppola campestre: Pianta comune dei prati aridi presente in tutta la Penisola e nelle isole; ha un fusto legnoso alto da 40 a 50 cm, ramoso e foglie amplessicauli, coriacee le basali, picciolate ed a contorno triangolare, spinosissime. Fiori riuniti in capolini portati da ombrelle composte rivestiti da squame spinose. Fiorisce in estate. La radice di questa specie viene citata da Plinio come afrodisiaca mentre le informazioni etnobotaniche la segnalano come una pianta dalle proprietà diuretiche.